Battersea Power Station – Da centrale elettrica a icona rock

Battersea Power Station

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Battersea Power Station – Da centrale elettrica a icona rock

Se vi è capitato di prendere il treno che dall’aeroporto londinese di Gatwick porta a Victoria Station non avete certo potuto non notare sulle rive del Tamigi un’imponente struttura (il più grande edificio in mattoni d’Europa) con quattro alte ciminiere agli angoli. Si tratta della Battersea Power Station, la prima centrale elettrica a carbone di Londra diventata poi una vera e propria icona del paesaggio urbano della capitale del Regno Unito.

Battersea Power Station

copertina-album Animals-Pink Floyd

Pink Floyd

Sicuramente quella costruzione monumentale vi è risultata insolitamente familiare. In effetti la Battersea Power Station vanta un notevole curriculum musicale e non solo. Nel 1965 è apparsa nel film Help! dei Beatles. Meno di 10 anni dopo gli Who l’hanno immortalata in una foto per il libretto interno del loro album Quadrophenia mentre nel 1977 i Pink Floyd le hanno addirittura dedicato la copertina: quella dell’album Animals, con tanto di Algie, il maiale gonfiabile di 12 metri appeso fra le ciminiere!

Nel 1979 sono stati invece i Cure a mostrarla di sfuggita all’inizio del videoclip del brano Jumping Someone Else’s Train.

Il trascorrere del tempo non ha minimamente intaccato il fascino ed il successo della Battersea Power Station che nel 2009 è riapparsa nel libretto interno di un album, quello di The Resistance dei Muse e nel videclip The Flood dei Take That e sicuramente avremo modo di vederla tante altre volte in futuro.

Battersea Power Station

interno-Battersea Power Station

Costruita negli anni ’30 per far fronte alla crescente richiesta di energia della capitale inglese, è stata progettata da Sir Giles Gilbert Scott, responsabile del progetto di un’altra centrale – oggi Tate Modern Museum – nonché colui che ha istallato a Londra le caratteristiche cabine telefoniche rosse. La Battersea Power Station è sempre stata celebre per le sue decorazioni interne tuttora visibili. Portoni di bronzo, pareti di marmo, ringhiere in ferro battuto, parquet di legno pregiato, sala controllo in stile Art Déco: più che una centrale elettrica una sorta di tempio laico dedicato all’energia intesa come forza motrice di una nuova era.

Più volte trasformata e riconvertita a causa di comprensibili motivi ambientali,

la centrale ha cessato di funzionare nel 1983.

Rimasta in disuso per anni, ha rischiato di essere distrutta per far posto ad un nuovo stadio ed è stata oggetto di numerosi progetti di riqualificazione che non si sono mai realizzati. Finalmente, qualche anno fa, nella zona è cresciuta una selva di gru ed è partita un’enorme opera di trasformazione, non ancora terminata, che ha già dato vita ad un vivace comprensorio di uffici, negozi, ristoranti, parchi, giardini pensili, spazi ricreativi che ospitano mostre, eventi, concerti. Naturalmente non poteva certo mancare un consistente numero di appartamenti di lusso che solo le rockstar e pochi altri eletti si potranno permettere.

Giuseppina Bianchi

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