Dancing With My Self e Cows by the Water a Venezia

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Dancing With My Self e Cows by the Water a Venezia.

Da Punta della Dogana, edificio dedicato a mostre d’arte contemporanea e suggestivo angolo della splendida città lagunare – proiettato nell’acqua e fuori dai percorsi consueti – si ammira Palazzo Ducale senza esserci.

Lo sguardo fuori dal sè guardando se stessi è il tema della mostra collettiva Dancing With My Self.

Gli artisti usano il proprio corpo (come fotografia, installazione, scultura, video) con ironia o melanconia, per danzare attraverso politica, identità, società e far riflettere, anche sull’impermanenza (come l’autoritratto in cera di Urs Fischer che brucia lentamente sino a consumarsi del tutto).

La mostra, a cura di Martin Bethenod e Florian Ebner, è nata dalla collaborazione tra la Pinault Collection e il Museum Folkwang di Essen e si sviluppa attraverso oltre 140 opere – prodotte dagli anni ’70 ad oggi – suddivise in quattro tematiche: Melancolia, Giochi d’identità, Autobiografie Politiche, Materia Prima. Gli artisti rappresentati sono 32, tra i quali Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Marcel Bascoulard, Marcel Broodthaers, Giulio Paolini, Rudolf Stingel, Gilbert & George, Alighiero Boetti, Cindy Sherman, LaToya Ruby Frazier, Paulo Nazareth, Adel Abdessemed, Lili Reynaud-Dewar, Nan Goldin, Urs Fischer.

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Ma perché Dancing with my self?

Nella rappresentazione di sé l’immagine dell’artista non è il soggetto dell’opera ma ne è la materia prima” dice Martin Bethenod.”E’ l’idea del corpo che si mette in movimento per esprimere o rivelare qualcosa. Un significato che può essere erotico, nell’ordine del piacere, improntato a una certa dimensione di gioco, di ironia. Attraverso questa idea della danza e la messa in moto del corpo si comunica anche una forte dimensione di attivismo“. E il visitatore danza con gli artisti un ballo emozionante che lo conduce attraverso un dialogo tra diversi linguaggi artistici e culture e tematiche…e sorprenderlo nel riconoscersi.

Dancing with my self, Punta della Dogana – Venezia, sino al 16/12/2018

A Palazzo Grassi “Cows by the water”, la più grande mostra monografica dedicata ad Albert Oehlen in Italia, a cura di Caroline Bourgeois.

Un percorso lungo la produzione dell’artista attraverso una selezione di oltre 80 opere dagli anni ’80 ad oggi, provenienti dalla Pinault Collection, da importanti collezioni private e musei internazionali. Un percorso espositivo ‘sincopato‘ per mescolare colori e musica, ed è questa la metafora del suo metodo di lavoro dove contaminazione e ritmo, improvvisazione e ripetizione, densità e armonia di suoni, diventano generi pittorici, gesti di un artista che si autodefinisce ‘post-non-figurativo‘.

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Pur rifiutandosi di appartenere a una corrente o a un movimento artistico specifico, Albert Oehlen si è affermato come uno dei protagonisti della pittura contemporanea grazie a una ricerca in continua evoluzione dedicata al superamento dei limiti formali e alle sperimentazioni, più che al soggetto dell’opera.

Cows by the water, Palazzo Grassi – Venezia, sino al 6/1/2018 – www.palazzograssi.it

 

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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