Le Terre di Dante: turismo slow tra Romagna e Toscana

Dante

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I luoghi in cui visse Dante, il Sommo Poeta, e che raccontò nella Divina Commedia, diventano un progetto turistico che si snoda nelle regioni Emilia Romagna e Toscana coinvolgendo sette comuni. Da scoprire in modo slow, a piedi, in bici, treno e autobus.

Dante Poeta, letterato, politico, studioso di filosofia e teologia, Dante Alighieri (Firenze 1265 – Ravenna 1321) rappresenta un’intera cultura. La sua attività artistica, grazie alla quale viene considerato il padre della lingua italiana, spazia dalla produzione poetica – le Rime – a quella filosofica – il Convivio. Dal trattato politico, il De Monarchia, a quello linguistico-letterario, il De vulgari eloquentia. Ma l’opera che ha consegnato Dante ad una fama immortale è la Commedia, la descrizione allegorica del viaggio che egli avrebbe compiuto nei tre Regni dell’oltretomba.Dante

Anche noi possiamo intraprendere un viaggio per ripercorrere le tracce del Sommo Poeta.

Un itinerario che si snoda tra Romagna e Toscana – regioni che il Poeta attraversò nel corso del suo esilio – tra piccoli borghi, pievi secolari, musei, botteghe, natura incontaminata, tradizione e tipicità. Non si può non visitare il Grande Parco Letterario Terre di Dante, dove con rigore filologico è possibile conoscere i luoghi dove l’autore della Divina Commedia soggiorna durante il lungo peregrinare, e dove ha trascorso gli ultimi anni di vita prima di giungere a Ravenna. Un altro itinerario da non perdere è il Treno di Dante, che collega Faenza a Ravenna. Il treno effettua tappe in paesini suggestivi, palazzi signorili e musei della civiltà contadina e appenninica. E’ il paesaggio, però, a far da protagonista con le sue vigne, case coloniche e mulattiere – offerti dal Parco Regionale della Vena dei Gessi Romagnoli e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Infatti, Dante ha vissuto a lungo in Romagna, soprattutto a Forlì e a Ravenna.


Dante

Molti sono stati i luoghi che lo ispirarono. Ad esempio le Cascate dell’Acquacheta e l’Abbazia di S. Benedetto in Alpe ( Inferno, Canto XVI ) e poi il Portico di Romagna, dove secondo la tradizione Dante in Palazzo Portinari avrebbe incontrato la sua amata Beatrice. Scendendo da Portico, si arriva a Castrocaro, citato nel Canto XIV del Purgatorio. A Forlì, invece, Dante è stato ospite degli Ordelaffi – signori ghibellini. E ancora il Colle di Bertinoro, dove il Palazzo Comunale reca sulla facciata una lapide muraria con i seguenti versi: “O Brettinoro chè non fuggi via/ poi che gita se n’è la tua famiglia/ e molta gente per non esser ria?” ( Purgatorio, Canto XIV). Invece, a Polenta, si trova la Pieve preromanica di S. Donato, meta per gli amanti delle letture dantesche che si tengono qui ogni anno. Il nostro viaggio si conclude a Ravenna, dove, ospite di Guido Novello da Polenta, il Sommo Poeta trascorse i suoi ultimi anni di vita, fino alla morte. I mosaici bizantini della basilica di Ravenna ispirarono molti dei passi del Paradiso.

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Maria Grazia Lucchese