Sala dei Giganti di Palazzo Te: è qui l’ombelico del mondo

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E’ Mantova, “L’ombelico del mondo”!

Non è certo in questa sede che verrà confutata la storia. La prima civiltà ad utilizzare il termine ombelico per indicare il centro del mondo, il luogo ove tutto ha inizio, è stata sicuramente quella greca. L’omphalos era infatti una pietra scolpita, situata all’interno di uno dei luoghi più sacri dell’antichità: il Tempio di Apollo a Delfi, sede del celeberrimo Oracolo. Anche per gli Incas il centro del mondo era un ombelico: il nome della loro capitale, Cuzco, ha letteralmente questo significato. Poi l’ombelico del mondo ha assunto un senso più figurato e quasi tutte le civiltà e le epoche hanno usato questo modo di dire per indicare un luogo nevralgico, il centro di un movimento culturale, l’inizio di una rivoluzione, ecc.Ombelico-del-mondo- sala-dei-giganti-palazzo Te- Mantova

E’ stato però Jovanotti nella primavera del 1995 a collocare il centro del mondo a Mantova e più precisamente nella Sala dei Giganti di Palazzo Te.Ombelico-del-mondo- sala-dei-giganti-palazzo Te- Mantova

Sotto la volta e fra le pareti mirabilmente affrescate da Giulio Romano nella prima metà del 500 è stato infatti girato il videoclip de L’ombelico del mondo. Una fantasmagoria di immagini di uomini, donne e animali da tutto il mondo uniti e travolti da un ritmo trascinante che inneggia alla pace universale ed all’integrazione.Ombelico-del-mondo- sala-dei-giganti-palazzo Te- Mantova

Per la verità solo gli animali di dimensioni più contenute (la tigre, il lama ed il serpente) sono entrati nella Sala dei Giganti mentre l’elefante ed il dromedario si sono dovuti accontentare (si fa per dire) della Loggia d’onore.

Sia guardando il videoclip che il Making Of de L’ombelico del mondo è impossibile non lasciarsi contagiare dall’atmosfera di festa del brano di Jovanotti che, in qualche modo, riporta in vita il vero spirito di questo spazio maestoso ed imponente. Palazzo Te era stato infatti concepito da Giulio Romano come luogo di divertimento e di piacere per il Duca di Mantova Federico II Gonzaga e non certo come un museo da visitare in religioso silenzio.

Giustamente nessuno oggi si azzarderebbe mai a correre cantando a squarciagola nelle varie sale ma il video di Jovanotti ci permette però di visitare la Sala dei Giganti con uno sguardo diverso, forse molto più vicino allo spirito del luogo di quanto non si possa pensare.

Giuseppina Bianchi

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