Ustioni: quando il sole lascia il segno

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Ustioni: quando il sole lascia il segno.

Il sole fa bene – all’umore, alla produzione di calcio e aiuta a curare alcune malattie della pelle – ma può provocare guai molto seri e causare arrossamenti e bruciature. Innanzitutto occorre distinguere tra scottature e ustioni e poi correre al più presto ai ripari.

Ci conduce in questa strada il prof. Antonino Di Pietro, dermatologo plastico e direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita-Cutis.

Il prof. Di Pietro ricorda che le ustioni solari sono gli effetti collaterali più comuni, che si possono verificare quando la pelle rimane esposta al sole per troppo tempo (al mare ma anche in alta quota in montagna) o senza la crema solare adeguata e soprattutto se i soggetti hanno la pelle chiara. Le ustioni solari si classificano per gradi, ma attenzione: una semplice scottatura, se ignorata o non curata nel modo giusto, può aggravarsi e convertirsi in ustione.  Nemmeno le lampade solari sono innocenti perchè sulla pelle molto sensibile possono favorirne la comparsa.Ustioni

Ed ecco la classificazione delle ustioni solari che ci fornisce il dermatologo.

Ustione solare di primo grado: sono le scottature più comuni che solitamente si manifestano con dolore al tatto, pelle arrossata e molto secca, brividi di freddo e febbre in alcuni casi. Queste ustioni solari interessano gli strati superficiali della pelle.

Ustione solare di secondo grado: anche in questo caso può verificarsi la sensazione di brividi accompagnati da febbre, l’epidermide è dolorante e può presentare anche eritema solare, composto da tante bollicine vicine tra loro. Una volta che queste vescicole “scoppiano” la pelle si squama e permettendo al nuovo strato di emergere. Può verificarsi anche l’edema solare, ovvero la pelle risulta gonfia e arrossata. Scottature di questo tipo coinvolgono sempre gli strati superficiali della pelle.

Ustione solare di terzo grado: è raro che un soggetto riesca a raggiungere un livello così grave di ustione solare. In ogni caso, i sintomi tipici delle scottature solari di terzo grado sono febbre alta e dolori non solo al contatto con la pelle, ma anche articolari. La pelle è rossa e si ricopre di bolle e vesciche che si aprono, favorendo lo sviluppo di infezioni cutanee. In questo caso sono coinvolti anche gli strati più profondi del tessuto cutaneo e nei casi estremi il paziente deve essere immediatamente trasportato al pronto soccorso.

Per aiutare la risoluzione delle ustioni di entità minore possono essere utili i rimedi naturali che ci ricorda Antonino Di Pietro: “uno di questi può essere un bagno in acqua tiepida con farina d’avena o bicarbonato, che svolgono un’azione lenitiva e aiutano a ridurre prurito e rossore, oppure degli impacchi con latte e ghiaccio. UstioniIl latte svolge infatti un’azione calmante e lenitiva, mentre il ghiaccio agisce come antinfiammatorio sulla pelle. Anche gli impacchi con olio di oliva, miele e yogurt hanno un’azione calmante sulla pelle, che viene idratata in profondità e aiutata a rigenerarsi.Ustioni

“Invece, nel caso di ustioni più gravi è necessario individuare una crema per ustioni solari. Per favorire la guarigione della pelle bisogna assolutamente evitare il contatto diretto con il sole per almeno 7 giorni. Poi si può eseguire un trattamento curativo con uno spray per ustioni solari a base di sostanze come calendula e aloe. I farmaci consigliati in caso di scottature di secondo e terzo grado sono creme con connettivina per ustioni solari che aiutano la rigenerazione cutanea e la cicatrizzazione. Ottima alternativa può essere una crema per ustioni solari con ossido di zinco ad azione lenitiva, antinfiammatoria e cicatrizzante. Un rimedio consigliato spesso dal medico di base è una pomata al cortisone da applicare sulle scottature da sole. In realtà però il cortisone aiuta a ridurre i sintomi quali prurito e rossore, ma non svolge un’azione lenitiva e rigenerante”.

In ogni caso, meglio prevenire che curare!

 

 

 

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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