Vini, arte e sapori in Valcalepio

Di / 12 giugno 2018 Gusto Nessun commento
Valcalepio

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Vini, arte e sapori in Valcalepio. La zona pedemontana a sud del lago d’Iseo è un piccolo scrigno di tesori tutto da scoprire. A cominciare dal castello di Grumello.

Vigneto-Valcalepio

Vigneto-Valcalepio

In bergamasco si pronuncia “Al Calèpe”, ma l’origine del nome viene dal greco Kalos-Epias, che significa “Terra buona, terra dolce”. Una denominazione che calza a pennello per la Valcalepio, fascia collinare pedemontana nella parte orientale della Provincia di Bergamo che si estende per circa 70 chilometri tra i fiumi Adda e Oglio. Terra di vigneti e di grandi vini (primo fra tutti il Valcalepio Doc, riconosciuto nel 1976), la Valcalepio può essere scoperta percorrendo la Strada del Vino e dei sapori che si snoda su tre percorsi.

Oratorio di Villa Suardi a Trescore Balneario

Il primo, (percorso rosso) denominato “I Conventi”, parte dall’uscita autostradale di Capriate S. Gervasio e termina a Bergamo; lungo il suo tragitto è possibile ammirare l’Abbazia di San Egidio a Sotto il Monte Giovanni XXIII, l’Abbazia di Pontida e la splendida chiesa di San Tomé ad Almenno San Salvatore. Il secondo percorso, (percorso blu) è “Il Cuore della Valcalepio”, inizia da Bergamo per terminare a Grumello del Monte e permette di ammirare l’Abbazia di San Paolo d’Argon, la Cappella di Santa Barbara, affrescata da Lorenzo Lotto, all’interno dell’Oratorio di Villa Suardi a Trescore Balneario e gli innumerevoli castelli appartenuti alla famiglia del condottiero Bartolomeo Colleoni.

Infine il terzo percorso (percorso verde) denominato “Il Lago”, si snoda dall’uscita autostradale di Grumello del Monte per ritornarvi dopo aver toccato il Lago d’Iseo a Sarnico e aver incontrato il quattrocentesco Castel dei Conti a Castelli Calepio, celebre per aver dato i natali all’umanista quattrocentesco Ambrogio Calepio, autore del Dictionarium latinum, una monumentale opera di natura lessicografica ed enciclopedica sulla lingua latina.

Le aziende vinicole della zona (Caminella, La Collina, La Rocchetta, Le Corne, Magri Eligio, Pecis Angelo, Sant’Egidio, Tenuta Casa Virginia, Tenuta Castello di Grumello, Tenuta Le Mojole, Tosca, Valba) negli ultimi anni si sono consorziate per far conoscere questo magnifico territorio ancora preservato dal turismo di massa e ogni anno a maggio organizzano la manifestazione “Vino en Primeur”.

Dodici produttori, dodici aziende diverse tra loro ma unite dal medesimo progetto di apertura e qualità, di cui è capofila la Tenuta Castello di Grumello.

Valcalepio

Cristina Kettlitz Proprietaria Castello Grumello

Costruito nel 1200 come fortezza militare, nel 1400 il castello divenne la residenza del condottiero Bartolomeo Colleoni durante gli scontri tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Nel corso del XVIII secolo il maniero fu trasformato in dimora patrizia dai conti Suardo, dai marchesi Del Carretto e da i principi Gonzaga di Vescovado. Dal 1953 è proprietà della famiglia Kettlitz-Reschigna di Milano che ha aperto la residenza alle visite dei turisti. Durante il tour si possono ammirare la torre merlata, le segrete, la cappella privata ricca di stucchi e vetri policromi, le magnifiche cantine a volte dove invecchiano vini pluripremiati. Inoltre per chi lo desidera il Castello organizza brevi corsi su “L’abc del Vino” (aperti a gruppi di almeno 10 persone) che prevedono una parte teorica e una pratica con visita in vigna e in cantina e a seguire degustazione. Sottostante il maniero si trova inoltre la “Foresteria del Castello”, ricavata in un vecchio fabbricato in sasso, che offre ospitalità in camere con vista sui vigneti.

Oltre al paesaggio e ai ricordi storici l’enogastronomia è sicuramente una buona scusa per visitare la Valcalepio. A far la gioia del turista goloso sono infatti gli innumerevoli piatti tipici (dai Casonsei allo Scarpinocc di Parre), i celebri formaggi della produzione casearia (come il Taleggio e altri, specchio di antiche tradizioni quali il Formai de Mut, il Branzi, lo Strachì Tund, le formaggelle delle varie valli, gli stracchini e i caprini) e gli ottimi salumi (dal Cotechino al riscoperto “gaì”, il salame di pecora). Senza dimenticare il piatto bergamasco per tradizione: la polenta.Valcalepio-enogastronomia

INFO
www.visitbergamo.net
www.valcalepio.org
www.castellodigrumello.it
www.poderemontizzolo.it
www.casarrigoni.it

marina moioli

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