A Santa Luciella di Napoli: si chiede aiuto al teschio con le orecchie

A Santa Luciella di Napoli: si chiede aiuto al teschio con le orecchie

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A Santa Luciella di Napoli: si chiede aiuto al teschio con le orecchie

La chiesa di  Santa Luciella a Napoli diventa Tappa amica del Cammino di san Francesco Caracciolo

Santa Luciella sorge in un vicolo  nel  centro antico di Napoli, tra San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno.

Fondata nel 1327 da Bartolomeo di Capua,  all’inizio  Cappella dell’Arte dei Molinari o Mulinari, passa poi  ai Pipernieri,  Fabbricatori e Tagliamonti, coloro che lavoravano il piperno  con scalpello e martello. Per proteggersi gli occhi dalle schegge che schizzavano dalla dura pietra,  si affidavano a Santa Lucia, protettrice della vista, cui era dedicata la chiesetta.

Santa Luciella ai Librai 

La chiesetta di Santa Luciella con il suo ipogeo era tra i  “luoghi dimenticati” della città, finché  nel 2013 un gruppo di 5 giovani partenopei, laureati in ambito artistico e letterario, ha fondato “Respiriamo Arte”, un’associazione che si propone di recuperare lo straordinario patrimonio storico-artistico napoletano, restaurarlo, farlo conoscere e apprezzare, ricostruendo così la propria storia e inventandosi una prospettiva di lavoro.

Ne abbiamo raccontato la storia quando  sono state restituite alla comunità per l’impegno dell’associazione “Respiriamo arte.

Passata attraverso diversi rimaneggiamenti, Santa Luciella è un piccolo gioiello barocco, danneggiato dall’abbandono durato più di 40 anni.

Affidata all’Associazione Culturale Respiriamo Arte dal 2013, la chiesetta è stata  riaperta al pubblico  come luogo di inclusione sociale e di sviluppo turistico – culturale del territorio.


Alla ricerca del “teschio con le orecchie” in Santa Luciella a Napoli

 

Il teschio con le orecchie di Santa Luciella 

A Santa Luciella di Napoli: si chiede aiuto al teschio con le orecchie

 Nei sotterranei della chiesa è custodito il famoso Teschio con le Orecchie, che misteriosamente ha mantenuto le cartilagini dei padiglioni auricolari, con cui “ascoltava”  le preghiere che   i napoletani erano soliti rivolgergli  fino a metà del 1900, considerandolo un vero e proprio messaggero tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Scendere nell’ipogeo della chiesa riporta indietro nel tempo, quando a Napoli era diffuso il culto dei morti in questi cimiteri sotterranei, di cui l’esempio più noto è il cimitero delle Fontanelle.

Le pareti, oggi spoglie, un tempo erano coperte dagli ex-voto d’oro e d’argento offerti da  chi aveva ricevuto la grazia, rubati durante il periodo di abbandono da chi evidentemente non ha avuto paura della vendetta dei defunti.

Su una mensola, silente e misterioso, sta il teschio con le orecchie e ascolta….

A Santa Luciella di Napoli: si chiede aiuto al teschio con le orecchie

Da oggi la Chiesa Museo di Santa Luciella ai Librai è

#tappaamica del Cammino di San Francesco Caracciolo!

Santa Luciella, nell’area che nell’antichità era quella della divinità Cerere, è stata dal ‘400 fino ai primi del ‘700 la Cappella dell’Arte dei Molinari, coloro che si occupavano di macinare i grani e produrre quindi la preziosissima farina, attività che stava alla base dell’economia dell’antico Regno di Napoli!

Il cammino di san Francesco Caracciolo

La figura di san Francesco Caracciolo, è stata da sempre associata al pane, fondamentale bisogno degli esseri umani.

Nato nel 1563 a Villa Santa Maria, ha fondato l’ordine dei Chierici Regolari Minori (Caracciolini) ed è stato proclamato santo da papa Pio VII nel 1807.

Di origini nobiliari, guarito dalla lebbra prese i voti e  si trasferì a Napoli, dedicandosi alla cura dei poveri e degli infermi,  all’assistenza dei carcerati e dei condannati a morte. Nell’eremo dei Camaldoli di San Salvatore di Napoli stese  la regola della futura congregazione dei Chierici Regolari Minori.

Il suo  primo miracolo fu il risanamento di un “rattrappito” avvenuto l’11 giugno 1608, mentre si svolgevano i suoi funerali.

Soprannominato c “Cacciatore di anime”, “padre dei poveri”, ma anche “l’uomo di bronzo”, Francesco visitava i malati, assisteva i moribondi, si dedicava ai lavori più umili,  alla raccolta di elemosine per l’educazione delle fanciulle, infaticabile nell’organizzare le opere di carità, attività cui ora si richiama l’iniziativa di creare un cammino in suo onore.

E ALLORA PARLIAMO CON SPERANZA AL TESCHIO CON LE ORECCHIE E  COSTRUIAMO IL CAMMINO 

Una piccola #Donazione per un grande #Progetto  a questo link : https://www.retedeldono.it/…/con-il-cammino-di-san-f…

Elefteria Morosini

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