Al Castello di Novara: “L’Italia dei primi italiani” nell’arte del tempo
L’Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata è la mostra che racconta i primi decenni della vita della nazione attraverso le tele dei suoi artisti. Al Castello di Novara fino al 6 aprile 2026

L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata presenta 70 capolavori che raccontano la società italiana dall’Unità al terzo decennio del Novecento. Sono opere di alcuni dei maggiori protagonisti della pittura del tempo, da De Nittis a Morbelli, da Fattori a Carcano, oltre a molti altri più o meno conosciuti.
La mostra curata da Elisabetta Chiodini illustra il variegato territorio della penisola dalle montagne alle coste, dalle campagne alle vie cittadine; mette in scena la vita della sua popolazione impegnata in faticose attività lavorative o mentre si svaga nelle feste e nei passatempi più in voga; mostra la vita nella case, nei salotti borghesi, ma anche la mensa dei poveri, lo sfruttamento del lavoro infantile, fino alla denuncia della prostituzione minorile; segue le profonde trasformazioni, politiche, economiche, culturali e sociali che avrebbero trasformato il Paese.
Le opere, provenienti da prestigiose collezioni, sia pubbliche sia private, sono suddivise in sezioni tematiche.
“L’esule che dall’Alpe guarda l’Italia”, di Stefano Ussi
Il percorso si apre con un quadro emblematico: lo sguardo dell’esule pensieroso e malinconico esprime la passione patriottica e l’amore per la libertà, non spente nonostante il fallimento dei moti del ’48. Accanto a lui la donna con il bimbo e il cane comunicano quell’intimità affettiva e quotidiana cui andrà l’attenzione anche degli altri pittori nel trasporre sulle loro tele la vita d’un popolo composito, ma che si riconosce nell’unità della nazione.
Sezione I | Un territorio variegato. Vita rurale tra pianure, valli e monti
Il mondo contadino dalle rive dell’Arno alle cime innevate, dalle raccolte di zucche alle vie assolate del sud, dai mulini alle risaie è illustrato da Telemaco Signorini, Giuseppe De Nittis, Francesco Paolo Michetti, Angelo Morbelli e altri.
Sezione II | Lo sviluppo costiero della penisola e le attività delle regioni marittime
Dalle coste frastagliate e scoscese del Mar Ligure e del Tirreno alle spiagge sabbiose dell’Adriatico scorre una varietà di ambienti naturali, insediamenti umani e produttivi multiformi, dipinti da Giovanni Fattori, Luigi Steffani ecc.

Sezione III | Il volto delle città
Le tre Capitali d’Italia, Torino, Firenze, Roma, e poi Napoli, Venezia Milano ci mostrano la loro dinamicità in luoghi-simbolo: piazza Navona, il Verziere con la celebrazione delle Cinque Giornate e l’Esposizione Industriale Italiana del 1881, che farà di Milano la capitale morale ed economica del paese, sono vive di fronte a noi nei dipinti di Adolfo Tommasi, Filippo Carcano e altri.

Sezione IV | I riti della borghesia. Il tempo libero in città e in villeggiatura
Lussureggianti giardini urbani, teatri, prestigiosi salotti, gite fuori porta o il rito della villeggiatura sono i soggetti di Ettore Tito, Giulio Aristide Sartorio, ecc.
Sezione V | L’arte declinata al femminile
Protagoniste sono le donne borghesi amanti dell’arte che visitano musei e città, o gli studi degli artisti, o che si dedicano alla pittura per proprio diletto o, più raramente e superando notevoli ostacoli, come professione. Tra le tele più suggestive La pittura di Silvestro Lega e Una visita al mio studio di Odoardo Borrani.
Sezione VI | L’amore venale
Emoziona la sala in cui si documenta la prostituzione mostrata nelle vie della città; indignano le straordinarie tele di Angelo Morbelli che ritraggono due adolescenti tra le lenzuola dove si perpetra lo sfruttamento dei loro corpi e la distruzione delle loro vite.
Sezione VII | Tempi moderni. La vita nelle metropoli
Infine l’attenzione va alla vita quotidiana dei nuovi Italiani nelle più moderne città del Paese, industrializzate e sempre più popolose, dove lusso e miseria convivono. Zone moderne costruite per la facoltosa borghesia si alternano a case squallide e fatiscenti.
Le piccole operaie setaiole che avanzano nella neve di Spreafico, la piscinina, l’apprendista di sartoria con uno scatolone da consegnare grande come lei, di Longoni denunciano il lavoro minorile.


Il dettato a scuola, le vaccinazioni, le stiratrici al lavoro sono vivaci squarci sulla vita del tempo realizzati da grandi artisti come Giovanni Sottocornola, Angelo Morbelli, Attilio Pusterla, ecc.

Paolo Tacchini, Presidente di METS Percorsi d’arte, sottolinea come la mostra sia stata pensata per proporre alle Olimpiadi 2026 “un progetto legato alla nostra nazione e alle sue peculiarità, ma che fosse coerente con la nostra specifica missione, divulgare l’arte di un periodo ben preciso. Così è nata l’idea dell’Italia dei primi italiani.”
La mostra al Castello di Novara è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.
“L’Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata” al Castello di Novara – fino al 6 aprile 2026 –
Castello di Novara – Piazza Martiri della Libertà, 3 – 28100 Novara
tel.: 0321 1855421
info@ilcastellodinovara.it
ilcastellodinovara@pec.it
foto di GIOVANNA DAL MAGRO


