Al Teatro Povero di Monticchiello va in scena “Stato transitorio”

Teatro Povero

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“Stato transitorio”, il nuovo spettacolo del Teatro Povero di Monticchiello

tra le colline della Val d’Orcia

Tra fine luglio e metà agosto, come ogni anno, va in scena a Monticchiello l’autodramma del Teatro Povero. Il 53° spettacolo del collettivo teatrale del paese della Val d’Orcia è “Stato transitorio” e secondo la tradizione consolidata, propone un dramma realizzato dall’intero paese, che si interroga su questioni cruciali per la comunità locale, in cui tutti possono riconoscersi e ritrovarsi.

Lo spettacolo del Teatro Povero di Monticchiello proposto nel mezzo dell’estate è ideato, discusso e recitato dagli abitanti-attori nel corso dell’anno precedente.

“Stato transitorio”

Quest’anno il gruppo ha affrontato il tema delle eredità, delle tradizioni, delle continuità e dei necessari mutamenti, oggi più di ieri ineludibili. Si mette in scena il difficile rapporto tra generazioni, non sempre in grado di capirsi, ciascuna col suo carico di esperienze e aspirazioni, di passioni e lotte.

Si analizza il ruolo delle figure guida e delle loro responsabilità, in un periodo storico in cui spesso ai leader ci si affida fideisticamente, salvo poi accusarli di fronte alle inadeguatezze e ai fallimenti pressoché inevitabili, vista la complessità dei processi da governare nel mondo globale, che spinge verso i valori fondativi, o che si ritengono tali, favorendo chiusure e paure verso il nuovo e il diverso.

Lo “stato transitorio” attraversa come un’elettricità il palcoscenico di Monticchiello, e spinge a riflettere su ciò che lo anima e lo rende vulnerabile, ma pronto ad essere attraversato, ad aprirsi ad orizzonti nuovi.

Questo l’autodramma di quest’anno, secondo la definizione avanzata da Giorgio Strehler e fatta propria dalla stessa compagnia, che da anni usa come sottotitolo dei suoi spettacoli la frase: «Autodramma ideato, scritto e realizzato dalla gente di Monticchiello».

La storia del Teatro Povero

Il Teatro Povero di Monticchiello nasce negli anni ’60, periodo in cui il borgo toscano affronta la crisi della mezzadria, l’organizzazione dell’attività agricola che ne aveva segnato la storia secolare.

La popolazione si dimezza e quei pochi che rimangono si interrogano sul senso delle rapide trasformazioni che stanno travolgendo il loro mondo e le loro identità.

La loro ricerca diventa presto laboratorio teatrale, dove si favorisce il confronto e la circolazione delle idee.Teatro Povero

Nasce una forma di spettacolo inedita, senza professionisti del mondo dello spettacolo, ma fondata su una comunità che ripercorre la propria storia e discute dei problemi del presente. Così si ridà senso alla vita del borgo e della collettività.

Dagli anni ’60 a oggi

Nei primi spettacoli, dal 1967 al 1969, si ripercorre la storia di Monticchiello, le invasioni, le lotte sociali, momenti eroici della Resistenza.

Via via si definisce un metodo di drammaturgia partecipata: tutti gli abitanti del borgo e i membri della compagnia si confrontano per mesi per trasformare in proposte teatrali le idee e le suggestioni che ciascuno propone.Teatro Povero

Tra attore e personaggio si crea un rapporto del tutto particolare: non di rado gli attori in piazza ‘recitano’ se stessi, recuperando la tradizione dell’oralità, in un dialogo continuo con il pubblico che vede anche momenti meta-teatrali.

Ogni spettacolo della compagnia va in scena solo per una stagione, ma nel corso degli anni aumenta il numero delle repliche e la partecipazione del pubblico, che si concentra qui da tutta Italia.

Nel corso degli anni il passato si lega sempre di più al presente, discusso e problematizzato alla luce delle trasformazioni che si succedono o dei possibili sviluppi, temuti o desiderati.

Iniziali collaborazioni con intellettuali legati a questi luoghi hanno arricchito l’elaborazione anche formale degli spettacoli, di cui regista dal 1981 è Andrea Cresti, uno dei fondatori e promotori dell’esperienza.

Il Teatro Povero e la Val d’Orcia

Il borgo di Monticchiello è nel cuore della Val d’Orcia, tra Pienza e Montepulciano.

Da lontano si vede solo una torre che si innalza tozza e robusta, al sommo di un colle.

I resti delle sue formidabili mura e la sua porta medievale appaiono quasi di sorpresa solo quando il visitatore è giunto in cima, a ridosso del castello, dopo aver percorso la sinuosa strada che si arrampica tra le terre color ocra. Dentro le mura, si dipanano i vicoli che portano alla piazza del teatro, alla chiesa prepositurale e al Granaio, sede del gruppo teatrale.

Dal 2004 la Val d’Orcia è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, da territorio a rischio abbandono vive oggi una rivalutazione, culturale, economica e sociale, che si riflette negli spettacoli e ha portato alla nascita di strutture stabili come il museo Tepotratos, che gestisce un’edicola-libreria, un ufficio turistico, un centro internet, il servizio di distribuzione farmaci alla cittadinanza, il servizio bibliotecario, un emporio poli-funzionale. É aperto per tutto l’anno, sempre a disposizione della comunità.

Nel 2007 Val d’Orcia è stato al centro di un dibattito su scala nazionale a causa di una lottizzazione progettata nei pressi del paese, trattata anche nello spettacolo di quell’anno.

L’accoglienza nel borgo medievale, dove sono disponibili diversi B&B, offre anche i piatti tipici locali, tra cui i “pici”, che dopo lo spettacolo si possono gustare sotto le antiche volte della taverna di Bronzone.

FINO A MERCOLEDĺ 14 AGOSTO, ore 21.30 (esclusi i lunedì: 22 e 29 luglio e martedì 23 e 30 luglio);
MONTICCHIELLO, Piazza Nuova
PRENOTAZIONI TELEFONICHE: 0578 75 51 18
www.teatropovero.it – info@teatropovero.it

 

Elefteria Morosini

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