Alla ricerca del “teschio con le orecchie” in Santa Luciella a Napoli

Alla ricerca del “teschio con le orecchie” in Santa Luciella a Napoli

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Il “teschio con le orecchie” nella chiesetta di Santa Luciella ed il Complesso dei Santi Filippo e Giacomo dellArte della Seta, a Spaccanapoli.

Proprio l’ultimo giorno di febbraio di quest’anno bisestile, è stata restituita alla Chiesetta di Santa Luciella la statua dell’Immacolata, una delle poche opere risparmiate dal degrado e dai furti, originariamente collocata dietro l’altare maggiore.

Realizzata  in legno, terracotta e seta, di manifattura napoletana di inizio Ottocento, è stata oggetto negli ultimi mesi di un attento restauro sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli.

L’associazione “Respiriamo arte”Alla ricerca del “teschio con le orecchie” in Santa Luciella a Napoli

La chiesetta di Santa Luciella ed il Complesso dei Santi Filippo e Giacomo dell’Arte della Seta con i loro ipogei erano tra i  “luoghi dimenticati” della città, finché  nel 2013 un gruppo di 5 giovani partenopei, laureati in ambito artistico e letterario, ha fondato “Respiriamo Arte”, un’associazione che si propone di recuperare lo straordinario patrimonio storico-artistico napoletano, restaurarlo, farlo conoscere e apprezzare, ricostruendo così la propria storia e inventandosi una prospettiva di lavoro.

A Napoli sono molti i monumenti   preziosi  abbandonati all’incuria e al degrado, come le due chiese oggi in corso di restauro, che erano state chiuse dopo il terremoto, abbandonate e depredate di tutto: arredi, decori, statue, opere d’arte, ex-voto…

Oggi rivivono attraverso le visite guidate e gli eventi culturali organizzati da  “Respiriamo arte”.

Nel video Massimo Faella, presidente dell’associazione, racconta come si è riusciti a passare dall’idea ai fatti, con molta dedizione e costanza e utilizzando il crowfounding.

Santa Luciella ai Librai 

Alla ricerca del “teschio con le orecchie” in Santa Luciella a Napoli

Santa Luciella sorge in un vicolo  nel  centro antico di Napoli, tra San Biagio dei Librai

e San Gregorio Armeno.

Fondata nel 1327 da Bartolomeo di Capua,  all’inizio  Cappella dell’Arte dei Molinari o Mulinari, passa poi  ai Pipernieri,  Fabbricatori e Tagliamonti, coloro che lavoravano il piperno  con scalpello e martello.

Per proteggersi gli occhi dalle schegge che schizzavano dalla dura pietra,   si affidavano a Santa Lucia, protettrice della vista, cui era dedicata la chiesetta.

Passata attraverso diversi rimaneggiamenti, Santa Luciella è un piccolo gioiello barocco, danneggiato dall’abbandono durato più di 40 anni. Affidata all’Associazione Culturale Respiriamo Arte dal 2013, la chiesetta è stata  riaperta al pubblico  come luogo di inclusione sociale e di sviluppo turistico – culturale del territorio.

Il teschio con le orecchie

Nei sotterranei della chiesa è custodito il famoso Teschio con le Orecchie, che misteriosamente ha mantenuto le cartilagini dei padiglioni auricolari, con cui “ascoltava”  le preghiere che  i napoletani erano soliti rivolgergli  fino a metà del 1900, considerandolo un vero e proprio messaggero tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Scendere nell’ipogeo della chiesa riporta indietro nel tempo, quando a Napoli era diffuso il culto dei morti in questi cimiteri sotterranei, di cui l’esempio più noto è il cimitero delle Fontanelle.

Le pareti, oggi spoglie, un tempo erano coperte dagli ex-voto d’oro e d’argento offerti da  chi aveva ricevuto la grazia, rubati durante il periodo di abbandono da chi evidentemente non ha avuto paura della vendetta dei defunti.

Su una mensola, silente e misterioso,

sta il teschio con le orecchie e ascolta….

La Chiesa dell’arte della seta dei Santi Filippo e Giacomo

La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo della corporazione dell’arte della seta è stata istituita nel 1477 “per honore e stato di essa Maestà della Repubblica della città di Napoli, [… ]il solo centro del regno, oltre Catanzaro, presso il quale sarebbe stato possibile svolgere quest’attività”.

Nelle fonti dell’epoca  Napoli è  descritta come “ brulicante di filatoi, botteghe di setaioli, tinte, tessitorie, fondaci di mercanti, di numerosissime presenze di stranieri, di attività finanziarie e commerciali collegate al commercio e alla lavorazione di stoffe e di altri prodotti in seta”.

Questa vivace attività produttiva, a lungo dimenticata, è testimoniata dalla vastità e ricchezza della chiesa che testimonia la vita della Corporazione.

Respiriamo arte ripercorre la storia della Nobile Arte attraverso i diversi ambienti in cui si articola il complesso: nella Sagrestia Settecentesca si custodiscono opere dei maestri intagliatori di legno del ‘700 napoletano ed esempi di arte serica seicentesca realizzati dalla corporazione.

Da una botola in bronzo finemente lavorata si accede alla suggestiva cripta dove si seppellivano i corporati della seta; dal cortile interno si raggiungono resti archeologici della Napoli cinquecentesca e romana.

Associazione Culturale Respiriamo Arte, Napoli – 331 4209045 – www.respiriamoarte.it

Elefteria Morosini

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