Caserta Felix: la Versailles borbonica

Caserta

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Caserta Felix: tutti alla Reggia borbonica – la nostra ‘Versailles’ – per ammirare cascate, fontane e giardini immersi nello scenografico parco. E i sontuosi appartamenti che fino al 20 agosto ospitano il progetto artistico “Genius Loci”

Splendida e regale, magnifica sintesi di raffinatezza rococò e di imponenza neoclassica, la Reggia di Caserta non ha certo bisogno di scuse per attirare i turisti. La prova è che già nel 1997 è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Carlo III di Borbone volle far costruire qui la sua ‘Versailles‘, la reggia più bella di tutto il regno di Napoli e incaricò l’architetto Luigi Vanvitelli, che nel XVI secolo progettò anche l’immenso giardino, ancora oggi considerato uno dei parchi più belli del mondo grazie al susseguirsi di straordinarie prospettive e scenografiche vedute, file di alberi, grotte seminascoste, cascate e cascatelle.Caserta - Reggia- foto Davide Biagi

La prima sorpresa per i visitatori è il cosiddetto ‘vecchio boschetto’, parte iniziale del Giardino all’italiana. Vi troneggia una piccola costruzione, la Torre Pernesta, detta anche ‘Castelluccia‘, una sorta di castelletto in miniatura circondato da un fossato e da un suggestivo ponte levatoio. Poi si raggiunge la ‘Peschiera Vecchia’, un laghetto artificiale con tanto di piccola isola al centro, voluto nel 1769 da Ferdinando IV per organizzare piccole battaglie navali.

Nel parco della Reggia sono protagonisti anche i magnifici gruppi scultorei, come quello di Diana e Atteone (opera di Paolo Persico, Pietro Solari e Angelo Brunelli). Poi si entra nel Giardino Inglese, voluto da Maria Carolina D’Austria e realizzata tra il 1778 e la fine del secolo da Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi, e dal botanico inglese John Andrew Graefer.

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Maestosi e scenografici sono anche gli appartamenti regali, a cui si accede dal monumentale Scalone d’onore. In queste sale, fino al 20 agosto, è possibile visitare la prima mostra, composta da 20 opere, del progetto artistico Genius Loci, a firma del  duo TTOZOI: Stefano Forgione e Giuseppe Rossi .

GENIUS LOCI nasce dall’idea di realizzare opere d’arte direttamente nei luoghi storici prescelti, attraverso l’originale tecnica della proliferazione naturale di muffe su juta, con interventi pittorici successivi. I luoghi prescelti per questo originale progetto artistico, unico nel suo genere, sono stati due siti Unesco, simboli universali della cultura architettonica, artistica ed archeologica italiana: la REGGIA DI CASERTA  con la sua NECROPOLI SANNITA databile al IV sec a.C., riportata alla luce nel 1990 nell’area sottostante il secondo cortile e l’ANFITEATRO DEL COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI POMPEI dove il duo ha avuto a disposizione gli ambulacri, sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 e successivamente riportati alla luce.Per Caserta e Pompei, gli artisti hanno creato delle opere in situ, implementando diverse installazioni costituite da teche sigillate, all’interno delle quali le tele hanno dimorato  per circa 40 giorni, durante i quali il Tempo e la Natura hanno fatto il resto. Questo perché, durante la gestazione, è la tela che cattura l’humus, l’anima del luogo, andando oltre il visibile e permettendo di trasferirvi la memoria del “contenitore” culturale mediante due fattori: il “condizionamento emotivo” e il “condizionamento ambientale”, in grado di evocare nella mente dell’osservatore la storia e le suggestioni dei luoghi prescelti.

Un unico assolo di mera essenza naturale che si libera silente come il vento in una musica senza strumenti. 

Le tele nate a Caserta attraversano le molteplici nature di un’immagine dal cuore informale: paesaggi nebulosi, montagne tra cieli che brillano, mari con variabili di infiniti blu, paesaggi notturni visti dal cielo, contrappunti luminosi che giocano tra micromondo cellulare e macromondo astronomico.

L’esposizione, fruibile gratuitamente fino al prossimo 20 agosto, seguirà i normali orari museali della Reggia. www.reggiadicaserta.beniculturali.it

foto di Davide Biagi – www.davidebiagi.com 

 

Davide Biagi

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