Ceresio e Como: in bici lungo l’antica ferrovia che univa i due laghi

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Ceresio e Como: in bici lungo l’antica ferrovia che univa i due laghi

Un nuovo modo di vivere la vacanza alla riscoperta dei laghi alpini

Gli italiani amano viaggiare in bici, vivere all’aria aperta e anche fermarsi lungo il tragitto per pernottare: preferiscono una vacanza libera e senza vincoli.

Sono i dictat dell’estate 2020 e, secondo una ricerca realizzata dall’Università dell’Insubria realizzata in collaborazione con la FIAB – Federazione italiana ambiente e bicicletta, il cicloturismo in Italia è ai primi posti della vacanza tipo.

La bicicletta è diventata un fedele compagno d’avventura, non viene utilizzata solo per gli spostamenti quotidiani, ma anche per trascorrere le proprie ferie fuori dai canoni tradizionali.

Indagando nel campione degli intervistati è emerso che queste esperienze sono vissute soprattutto dalle coppie (28%) o con gli amici (23%).

Le tappe giornaliere sono, per il 70% tra i 50 e 70 chilometri e la durata media della vacanza sulle due ruote è di cinque notti con sistemazione in strutture extra alberghiere (B&B).

Tra i vari sentieri e itinerari di trekking, a catturare l’attenzione degli sportivi è la pista ciclabile che, con il tracciato che unisce Porlezza a Menaggio, lungo la vecchia ferrovia, crea nuove esperienze di turismo.

Una gita che può durare giorni, o un pomeriggio

Ceresio: lago e chilometri di piste ciclabili

Con il suo lago color smeraldo, i chilometri di piste ciclabili, le montagne rocciose, patrimonio indiscusso per chi ama arrampicarsi, gli itinerari in quota, le sue spiagge con le acque cristalline, i percorsi sacri  (l’ultimo la Via Francisca del Lucomagno), il Lago Ceresio offre un magnifico paesaggio per trascorrere una vacanza en plein air.

Un piccolo mondo antico, come raccontò Antonio Fogazzaro nel suo romanzo, slow, immerso nel verde, dove scoprire nuovi itinerari.

Il Ceresio non è più solo la destinazione di famiglie provenienti dal Nord Europa, ma è uno di quegli itinerari inseriti nelle guide per le gite fuori porta.

La vera curiosità che in pochi conoscevano è la scoperta, proprio con la bicicletta, di quella che, fino al ’39 fu la rete ferroviaria che univa Menaggio a Porlezza e poi verso la Svizzera e tutti i laghi alpini.

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foto di Enrico Selva

Da Porlezza infatti si snoda uno dei tracciati più naturalistici della provincia, una ciclabile che raggiunge Menaggio passando dall’oasi del Lago del Piano, seguendo il vecchio tracciato della ferrovia, dodici chilometri e mezzo tra il verde e con panorami mozzafiato.

L’itinerario ciclabile lungo la vecchia ferrovia Menaggio – Porlezza è un tragitto di facile percorrenza, adatto anche ai ciclisti con poco allenamento, perfetto per tutta la famiglia con bambini, con un percorso sulle vie secondarie

Si parte da Tavordo, una frazione di Porlezza, per poi imboccare la salita per Vesetto verso il Comune di Corrido, percorrendo il torrente Cuccio. Imperdibile una foto sul ponte del Saltone, la struttura che ha sostituito la vecchia costruzione.

Da lì si pedala verso Corrido per raggiungere San Pietro Sovera. Proprio da questa frazione parte il tracciato per la Via del Ferro.

Lasciata la località alla volta di Carlazzo si apre un nuovo mondo con la Riserva Naturale Lago di Piano.

Un’oasi faunistica unica, inserita tra le aree protette dalla Regione Lombardia, riconosciuta anche Sito di Importanza Comunitaria dall’Unione Europea

Si estende su una superficie di 176 ettari di cui 85 spettano al bacino lacustre. Dopo la sosta al lago, si riparte verso Bene Lario, frazione Grona, per scendere poi verso Grandola ed Uniti, con arrivo a Menaggio. Il tracciato è di 12,5 chilometri.

Ceresio, la spiaggia di Osteno e le grotte di Rescia

Il viaggio green sul Ceresio offre molto di più: la spiaggia di Osteno.

Un’oasi naturale che fa parte dei luoghi del cuore del FAI. Curioso da visitare il lungolago con i ristoranti affacciati sull’acqua e dove è possibile barche e motoscafi.

Le Grotte di Rescia

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Le sette grotte, unite in un unico complesso agli inizi del ‘900, si snodano lungo un percorso turistico di 500 metri, alle pendici dei monti.

Queste caverne, già dal ‘700 meta di turisti provenienti da tutta Europa, rappresentano una rarità a livello nazionale: si tratta, infatti, di cavità originate all’interno di colate di travertino, conosciuto impropriamente come “tufo”.

L’azione dell’acqua, nel corso degli anni, ha creato spettacolari concrezioni.

La Valsolda propone la cascata di Loggio/Cascata del Soldo, meta per gli appassionati di trekking. Si trova in una valle incastonata tra il lago di Lugano e le montagne. La cascata compare in un suo scritto, per l’esattezza nell’ultimo romanzo di Fogazzaro, “Leila” pubblicato nel 1910.

E, ancora, in provincia di Varese, la Via Francisca del Lucomagno

e la 3V Via Verde Varesina.

Nella Via Francisca del Lucomagno il tracciato da Lavena Ponte Tresa a Pavia – suddiviso in 9 tappe – era un antico tracciato romano-longobardo che da Costanza – centro Europa, attraversando la Svizzera giungeva a Pavia e lì si collegava con la Via Francigena verso Roma.

Il sentiero sentiero 3V-Via Verde Varesina è un itinerario in mezzo al verde che collega l’area montana a nord della provincia di Varese con il Sentiero Europeo E1.

Si tratta di un tracciato proveniente dal nord Europa che arriva nei pressi di Porto Ceresio, con la sponda piemontese del Lago Maggiore ove arrivava la Grande Traversata Alpina (GTA).  www.verbanonews.it

Crediti foto di copertina:  Provincia di Como Ufficio Turismo

Redazione

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