Charlotte Salomon: l’arte contro il dramma

Charlotte Salomon

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Charlotte Salomon: l’arte contro il dramma. “Ich habe das Gefühl, als ob man die ganze Welt wieder zusammen setzen müsst” (Ho l’impressione che l’intero mondo debba tornare a unirsi). La tragedia della Shoah, che ha colpito anche la giovane ebrea morta ad Ausschwitz, è da lei raccontata con l’arte. Un intinerario che oggi possiamo percorrere in una mostra al Palazzo Reale di Milano.

La tragedia della Shoah non conosce né colore, né razza, né identità di genere. E’ semplicemente un dramma che ha colpito in modo indelebile l’anima di chi ha subito questa terribile esperienza, anche di chi è riuscito a sopravvivere. Tuttavia, si cerca sempre di reagire. E’ il caso di Charlotte Salomon ( Berlino 1917-Ausschwitz 1943), una giovane ebrea berlinese, vittima delle persecuzioni razziali nell’Europa dei totalitarismi.. Prima di morire nel campo di sterminio di Ausschwitz, a soli 26 anni e incinta di circa 4 mesi, decide di affidare il racconto della sua vita all’arte. Da qui nasce Leben oder Theater? Ein Singespiel. Si tratta soprattutto di un itinerario interiore, dove – per mezzo della tecnica del gouache – racconta tutta la sua vita – dall’infanzia infelice che raggiunge il culmine con il suicidio della madre, fino al suo arresto e deportazione ad Ausschwitz. Può essere considerata come un’opera multimediale che unisce in sé pittura, teatro, letteratura e musica, insomma una vera e propria Gesamtkunstwerk-opera d’arte totale. E’ un messaggio di denuncia, ma al tempo stesso un’originale testimonianza artistico-letteraria.

Il Singspiel – opera cantata – affonda, infatti, le sue radici nell’area tedesco-austriaca e consiste di un prologo, di una parte centrale e di un epilogo, alternando parti scritte e cantate.

Non si tratta semplicemente del patetico diario di una vita drammatica, ma di uno strumento prezioso di memoria della storia collettiva. Charlotte è da sempre stata una donna fragile, tormentata dalle ombre del suo passato, ma l’intera sua opera trasuda luce e vitalità, anche se le sue pennellate diventano più veloci e concitate con l’approssimarsi della tragedia. Nonostante l’imminente ingresso del Male, è riuscita a trovare la bellezza nella parte più nascosta del proprio io, trasformando il dolore in ispirazione creatrice e grazie all’arte, reinventa la sua vita per poterla meglio sopportare. E’ un’opera ‘candida’: Charlotte ha dipinto la sua vita come un’autentica pièce teatrale e proprio questo ha evitato di condurla alla follia. Uno dei ‘canti tragici più alti del Novecento’.

Charlotte Salomon è un’artista precoce, ammessa alla Kunstakademie di Berlino dove vince un premio che non potrà ritirare in quanto ebrea. Perseguitata in Germania, si rifugia a Villefranche sur Mer, nel Sud della Francia, ma qui verrà denunciata, arrestata e quindi deportata. La mostra Vita? O Teatro? di Palazzo Reale a Milano ha raccolto 270 tempere e decine di fotografie storiche che illustrano la sua vita e gli avvenimenti nel contesto in cui ha vissuto.

Ulteriori informazioni sulla vita di Charlotte Salomon possono essere reperite nel sito del Jewish Historical Museum– il Museo storico ebraico di Amsterdam.

 

Charlotte Salomon – Vita? o Teatro? –  Milano, Palazzo Reale – dal 30 marzo al 25 giugno 2017 – www.charlottesalomon.it

Maria Grazia Lucchese

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