Con Bruce Springsteen ad Atlantic City

Atlantic City-Bruce Springsteen

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Con Bruce Springsteen ad Atlantic City

Atlantic City è una cittadina Americana di circa 40.000 abitanti nel New Jersey. Affacciata sull’Oceano e poco lontana dai grandi agglomerati urbani della Costa Est, fin dalla metà dell’800 si è sviluppata come località balneare. E’ di questo periodo la costruzione del primo hotel, l’arrivo della ferrovia, la progettazione del faro e la realizzazione del primo tratto di broadwalk, una larga passerella in legno nata per impedire alla sabbia di invadere i locali affacciati sul lungomare.Atlantic City-Bruce Springsteen

Originariamente questa passerella veniva smontata al termine della stagione turistica ma col tempo divenne così popolare che si decise di posarla stabilmente, allargarla ed allungarla fino a farla diventare una delle grandi attrattive di Atlantic City che, agli inizi del ‘900, stava vivendo un periodo di vero e proprio boom che raggiunse il suo apice durante il Proibizionismo quando alcool, prostituzione e gioco d’azzardo prosperavano in barba ad ogni divieto.Atlantic City-Bruce Springsteen

Il rapido declino arrivò con la Seconda Guerra Mondiale e proseguì anche nei decenni successivi quando per i turisti era più attraente prendere un volo per Miami o le Bahamas piuttosto che recarsi in quella che nel frattempo era diventata una sorta di squallida periferia dominata dalla criminalità e dalla corruzione. Atlantic City-Bruce Springsteen

Nel tentativo di dare nuovo slancio ad Atlantic City, nel 1974 il gioco d’azzardo venne legalizzato con un referendum e, nel giro di qualche anno, la broadwalk si illuminò di sfavillanti di case da gioco mentre nel resto della città venivano rinnovati gli hotel storici e costruite nuove infrastrutture.

Nonostante tutti gli sforzi però la città non riuscì mai a diventare la Las Vegas dell’Atlantico ed ha continuato a vivere un’alternanza di periodi di rinascita e decadenza.

Nel 1982 Bruce Springsteen dedica ad Atlantic City l’omonimo brano. E’ la storia fosca e desolata di una coppia di sbandati che si dà appuntamento nella cittadina del New Jersey dove lui intende accettare un lavoro legato alla criminalità organizzata. Sa che si sta giocando tutto come alla roulette, che in palio potrebbe anche esserci la vita. Un azzardo accolto con rassegnazione da un anti-eroe ormai disilluso e conscio di non avere più alcun futuro.

Springsteen incide questa canzone (come del resto tutte quelle contenute nell’album Nebraska) nella sua stanza, in solitudine, su un semplice registratore a quattro piste, cantando e suonando la chitarra e l’armonica. Il tutto sarebbe dovuto essere un demo a cui dare una forma definitiva con la sua fidata E-Street Band ma il risultato è così potente che, nonostante parecchie sessions in studio, saranno proprio queste versioni ad essere pubblicate.

Il suono è scarno, ruvido, crudo come la realtà che Springsteen sta raccontando. Il tono è compassionevole e dolente come lo sguardo che Springsteen posa su un’umanità di perdenti che cerca in tutti i modi di sopravvivere.

Paradossalmente un brano così “anti-commerciale” come Atlantic City è il primo di Bruce Springsteen ad essere accompagnato da un video. In realtà Springsteen non vi compare nemmeno perché non aveva nessuna intenzione di realizzare un video. Ha semplicemente lasciato che il suo discografico, Arnold Levine, ne assemblasse uno a beneficio di MTV che in quel periodo stava incominciando la sua crescita esponenziale. Va detto però che Levine colse perfettamente lo spirito della canzone utilizzando vecchie immagini d’archivio in bianco e nero alternate ad alcune prese dal film Atlantic City di Louis Malle (con Susan Sarandon e Burt Lancaster), premiato con il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 1980.

Giuseppina Bianchi

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