Corniglia, il borgo a picco sul mare

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Corniglia, il borgo a picco sul mare

… E allora in una tovagliuola bianchissima gli portò due fette di pane arrostito e un gran bicchiere di vernaccia da Corniglia…” (Boccaccio, Decameron, Decima giornata, seconda novella)

Quando scendi alla stazione, Corniglia ti aspetta un po’ più in là.

Adagiata sulla cima del promontorio, Corniglia ti accoglie dopo che hai percorso la tortuosa Via della Stazione o la scalinata detta Lardarina (33 rampe e 382 gradini).

Posta in posizione centrale rispetto agli altri borghi, che costituiscono le Cinque Terre, si trova a est di Vernazza, a cui la unisce una suggestiva passeggiata tra mare e vetta in costa, e Monterosso, e a ovest di Manarola e Riomaggiore.

A differenza delle altre località, non si affaccia direttamente sul mare.

Corniglia e la sua storia

La sua storia affonda già in epoca romana ed il nome probabilmente deriva da Gens Cornelia, la famiglia proprietaria del territorio. Durante gli scavi di Pompei, vennero ritrovate anfore di vino sulle quali compariva il nome Cornelia.

Durante il medioevo, subì vari domini, tra cui quello della famiglia dei Fieschi che la dominò fino al 1276, quando il potere passò a Genova. Tracce del medioevo si possono incontrare nella via principale del borgo, Via Fieschi, e nei pressi della piazza, Largo Taragio, da cui si accede alla Torre, risalente al XVI secolo e costruita per difendersi dalle incursioni saracene.

Passeggiando per Corniglia

Arrivo in piazzetta Ciapara, da qui entro nel carruggio di Corniglia, cuore del borgo marinaro, che si allunga sulla dorsale e che porta alla piazza principale, Largo Taragio, dove incontro il Monumento ai Caduti e l’Oratorio di Santa Caterina.

Salgo una ripida scalinata che mi porta su una piazzetta detta fosso, vicina ai ruderi della Torre che è ciò che resta delle fortificazioni genovesi risalenti al 1556 circa: da qui il panorama è davvero splendido e si apre sul mare aperto e sulla costa verso Manarola.

Giù di nuovo lungo la scalinata, oltrepasso Largo Taragio e mi dirigo attraverso la viuzza che porta alla terrazza di Santa Maria, da qui il panorama spazia sull’altro versante delle Cinque Terre.

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E da qui, ancora giù lungo un’altra scalinata, via della Marina, che porta alla marina di Corniglia, un minuscolo golfo che ospita l’altrettanto piccolo porticciolo dedicato ai soli abitanti del borgo, chiuso a sinistra da un molo proteso verso il mare e a destra da imponente promontorio detto delle Tre Croci, il nome deriva da tre croci presenti sulla roccia a ricordo della passione di Cristo.

Volgendo lo sguardo lungo la costa in direzione di Vernazza

posso raggiungere la spiaggia di Gùvano,

questo è forse uno dei tratti costieri più belli delle Cinque Terre.

E ancora su, lungo la ripida scalinata, fino ad arrivare dall’altro capo di Corniglia dove trovo la chiesa di San Pietro, esempio notevole di gotico-ligure. Al suo interno posso ammirare le coloratissime vetrate dietro l’altare maggiore, le volte affrescate e le pareti con le tipiche strisce nere alternate al bianco dei muri.Corniglia_Cinque_Terre

Intanto ne approfitto per godermi un po’ di fresco e per tirare il fiato.

Come avrete capito, Corniglia è un saliscendi continuo, fatto di stretti carruggi e ripide scalinate, e dai punti dai quali ci si può affacciare, si è sempre a picco sul mare. Un borgo diverso dagli altri e altrettanto suggestivo e caratteristico.

Una curiosità su Corniglia

La chiesa di San Pietro ospita tutte le estati il Festival organistico delle 5 Terre, e la festa del santo patrono, San Pietro appunto, che si dipana dalla chiesa fino alla terrazza di Santa Maria, prevede la distribuzione in piazza della Torta dei Fieschi, per la gioia di tutti i partecipanti alla festa.

E’ giunto il momento di salutare Corniglia e dirigermi verso la stazione ferroviaria, mi aspettano le 33 rampe ed i 382 gradini della Lardarina, da fare tutti in discesa, questa volta.

Come raggiungere Corniglia

Autostrada A12 uscita di La Spezia, proseguire sulla provinciale numero 32 “Litoranea delle Cinque Terre”, proseguire sulla SP 51, scendere poi sulla SP 30 fino al borgo.

Per chi proviene in auto dalle autostrade A10, A6, A26, A12 provenendo da Genova, una soluzione ottimale è uscire a Sestri Levante e lasciare l’auto nel grande posteggio di interscambio nei pressi della stazione ferroviaria, e qui prendere il treno locale che ferma in tutte le stazioni delle Cinque Terre.

Testo e foto di Vittorio Puggioni

Redazione

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