Dall’interno di Gaza lo sguardo di una fotoreporter
Put your soul on your hand and walk: prendi in mano l’anima e cammina
Put your soul on your hand and walk – Prendi in mano l’anima e cammina, di Sepideh Farsi con Fatma Hassona – 2025, Francia, Iran, Palestina Dal 27 novembre nei cinema. Racconta l’amicizia e la collaborazione tra Sepideh Farsi, una regista iraniana espatriata a Parigi, e Fatma Hassona, una giovane fotoreporter di Gaza impegnata a documentare la distruzione della sua terra.
Il titolo è una frase di Fatma che esprime il suo modo di guardare la Palestina, immergendosi nelle strade devastate e raccontando dal di dentro tutta la drammatica realtà dello sterminio e della distruzione.
Insieme progettano un documentario di denuncia basato sulle fotografie di Fatma e parlano in videochiamate che la regista conserva come base per il lavoro, ma che diventeranno materiale su cui costruire il film dopo la morte di Fatma, la cui casa viene bombardate proprio in quanto abitata da una fotogiornalista.
Ricordiamo che oltre 250 sono i giornalisti e fotoreporter palestinesi uccisi a Gaza: un numero superiore a quello di tutti i giornalisti morti durante i conflitti mondiali, ancora in crescita.
Nella conversazione tra le due donne si mescolano il lavoro per il film, l’interesse della regista alla vita di Fatma, le speranze e i sogni di una ragazza che vorrebbe fotografare il mondo, ma che invece si aggira per strade piene di macerie della sua città bombardata, tra gli scheletri delle case, i morti e i sopravvissuti che tenacemente resistono sulla loro terra.

Sepideh Farsi vive con grande partecipazione questa drammatica situazione, in quanto lei stessa ha subito la persecuzione del regime iraniano.
Le videochiamate si dipanano nell’arco d’un anno di lavoro a distanza, fino a quando Sepideh comunica a Fatma che il loro film sarà presentato al Festival di Cannes e che sono entrambe invitate sulla Croisette.

Il sorriso raggiante esprime tutta la felicità di Fatma alla notizia, ma il giorno successivo, il 16 aprile 2025, muore con la sua famiglia: la casa dove abita viene distrutta da missili di precisione che, secondo la regista hanno volutamente preso di mira l’edificio, “visto l’alto numero di giornalisti e fotografi uccisi dall’esercito israeliano a Gaza”.
L’uccisione di Fatma scuote le coscienze a livello internazionale. Le telefonate preparatorie diventano per la regista il materiale per un film autentico, necessario, che tutti devono vedere. In uno dei loro dialoghi Fatma aveva detto: “Se muoio, voglio una morte rumorosa, che sia sentita dal tutto il mondo.” Ora la voce della fotoreporter Fatma Hassona (1999-2025) sarà ascoltata da tutti.
Dall’interno di Gaza.
Nel film camminiamo con Fatma tra le maceria e le case sventrate, vediamo le macchie di sangue sul terreno e sulle rovine, una mano che simboleggia i tanti morti che restano sotto i detriti, i bambini che cercano un po’ di sollievo nel gioco, il mare e il cielo inquadrati tra brandelli di case.

Eppure per Fatma questa è la sua terra e qui, nella sua casa con la sua famiglia vorrebbe una vita “normale”, anche se sogna di fotografare il mondo.
Sepideh Farsi e l’eredità di Fatma Hassona
La regista Sepideh Farsi è rinomata per diversi film di denuncia dei conflitti in Iran, il suo Paese natale, come Teheran senza autorizzazione, Red Rose e The Siren. La sua missione in questo film, girato a partire dall’aprile 2024, è dare corpo alla visione di Fatma Hassona che da Gaza racconta con coraggio e lucidità la quotidianità dell’occupazione, registrando nelle telefonate il rumore incessante dei bombardamenti e la “buona notizia” è che è stata colpita una casa poco distante…
“Quando ho incontrato Fatma Hassona è avvenuto un miracolo – afferma la regista – Lei è diventata i miei occhi a Gaza, dove resisteva documentando giorno per giorno la guerra. E io sono diventata un collegamento tra lei e il resto del mondo, dalla sua ‘prigione di Gaza’, come la definiva lei. Abbiamo mantenuto questa linea di comunicazione per quasi un anno. I frammenti di pixel e suoni che ci siamo scambiate sono diventati il film che vedete. L’assassinio di Fatma il 16 aprile 2025, in seguito a un attacco israeliano alla sua casa, ne cambia per sempre il significato”.
Il film è stato presentato in anteprima mondiale nella sezione ACID al Festival di Cannes 2025, poi in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma. Dal 27 novembre è nei cinema.
L’uscita in sala è accompagnata dall’allestimento in varie città di una mostra di fotografie inedite scattate da Fatma Hassona a Gaza durante la primavera e l’estate del 2024, condivise poi con la regista. Così vive ancora lo sguardo di Fatma. La mostra rappresenta anche un modo concreto per sostenere con un contributo la madre di Fatma, unica superstite della sua famiglia.
Le ultime parole di Fatma Hassona
“Spero di vivere la vita che voglio. Devo continuare a documentare, così potrò raccontare ai miei figli quello che ho passato e quello a cui sono sopravvissuta”. Sono parole piene di speranza di Fatma, che contrastano con i versi in cui immagina il suo destino:
La morte mi ha attraversato.
E il proiettile, affilato, dell’élite.
Sono diventato un angelo
Per una città.
Enorme
Più grande dei miei sogni.
Più grande di questa città.
“Put Your Soul on Your Hand and Walk – Prendi in mano l’anima e cammina” nelle sale italiane dal 27 novembre distribuito da Wanted Cinema.


