Elliott Erwitt.Family: una collezione di 60 scatti al Mudec di Milano

Elliott Erwitt.Family: una collezione di 60 scatti al Mudec di Milano

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Elliott Erwitt.Family: una collezione di 60 scatti al Mudec di Milano

« Se le mie immagini aiutano qualcuno a vedere le cose in un certo modo, probabilmente è a guardare le cose serie con più leggerezza. Tutto è serio ma può anche non esserlo”

Elliott Erwitt è un uomo di 91 anni, ma ne mostra dieci in meno, dal viso profondo,lo sguardo gentile, insieme arguto e umanissimo.Elliott Erwitt.Family: una collezione di 60 scatti al Mudec di Milano

E’ un grandissimo fotografo, che sembra condensare nella sua biografia uno spaccato di storia del -900: figlio di ebrei russi emigrati in Francia, è nato nel 1928 a Parigi, cresce in Italia, a Milano, fino ai 10 anni.

Costretto a lasciare l’Italia per le leggi razziali, si trasferisce con la famiglia a Hollywood, dove insieme all’amore per il cinema, si appassiona alla fotografia.

Armato di una Rolleiflex, viaggia in Europa e fa i primi reportages fotografici negli anni -50, attirando l’attenzione di Rober Capa che lo invita ad entrare alla Magnum nel 1953.

La sua carriera di reporter spicca il volo e diventa collaboratore di prestigiose riviste come “Life” e autore di innumerevoli libri e di mostre in tutto il mondo.

“Come scatta una foto?”- gli viene chiesto dal pubblico. “Non c’è una regola-risponde- Si guarda, si trova qualcosa, la si mette a posto in modo comunicativo…Le foto sono sorprendenti, solo alla fine del ciclo si capisce se sono riuscite. Sto facendo un libro con tutte le foto mancate della mia vita. Per me una foto ha senso se ha a che fare con la condizione umana…. Ma gli altri possono vedervi quello che vogliono

Elliott Erwitt.Family: una collezione di 60 scatti al Mudec di Milano

Elliott Erwitt è giunto al Mudec photo di Milano per presentare “Elliott Erwin. Family”, una collezione di 60 scatti, selezionati da lui stesso- e dalla curatrice della mostra Biba Giacchetti- dal suo immenso archivio personale, frutto di settant’anni di lavoro, che esplorano il tema della famiglia, narrato in tutte le sue sfaccettature e stereopiti con spirito libero e fuori da ogni convenzione.

Foto rigorosamente in bianco e nero

Le sue foto – rigorosamente in bianco e nero perchè il colore non è interpretativo – mostrano la multiforme varietà di cosa sia la famiglia oggi, in un mosaico di storie, situazioni, persone e animali- tra cui prevalgono gli amatissimi cani– oltre ogni rigidità ideologica e barriera culturale.

Una delle foto più belle e famose-che ha fatto il giro del mondo-ritrae una giovane mamma sul letto rapita dalla visione della sua bimba neonata.

E’ la primogenita Ellen, insieme alla prima moglie di Erwitt e al gatto Brutus.

Elliott Erwitt.Family: una collezione di 60 scatti al Mudec di Milano

Questo scatto autobiografico rivelò nel 1955 il talento di narratore di relazioni umane dell’allora ventisettenne Eliott e divenne l’icona di una mostra eccezionale al MoMa di NewYork, firmata da Edward Steichen, dal titolo The Family of Man, che raccoglieva ben 500 immagini di fotografi di 68 paesi, sul tema della grande famiglia umana.

Con sguardo ora divertito e ironico ma a tratti romantico forse per le sue radici russe, Erwitt ha fermato con i suoi scatti scene intime della sua vita famigliare e amicale insieme a situazioni della vita ordinaria, in cui il suo punto di vista extravagante svela tratti di comicità esilarante nelle pose dei suoi personaggi.

Così matrimoni nudisti; famiglie allargate o molto singolari; stereotipate secondo la moda degli anni-60 come la famiglia del fiorista Bill Hunter; situazioni a finale maliziosamente aperto come la foto del matrimonio di Bratsk, si alternano a scene private: quelle di lui che legge una storia al suo bambino o della bella casalinga indaffarata tra bambini e fornelli, che altri non è che la sua prima moglie (di mogli ne ha avute quattro, sei figli e un numero di nipoti a numerosità crescente).

Accreditato alla Casa Bianca, Elliott offre anche diversi istanti della vita dei potenti, come Jackie al funerale di JFK. La foto scattata da Erwitt rivela sotto la veletta indossata da Jackie una “sfuggita lacrima” di cui il fotografo si accorse solo sviluppando l’immagine in camera oscura.

Le foto più amate da Elliott Herwitt

Tra le foto più care al fotografo, forse per segrete risonanze con la sua storia personale, vi è quella che ritrae un bambino che si stringe al padre seduto a tavola.

Il protagonista della foto- racconta Erwitt- aveva perso la madre, viveva con i nonni e il padre veniva a trovarlo per il pranzo domenicale. Il bimbo gli entrò nel cuore. La foto venne scartata dalla committenza perché troppo triste. Da allora Erwitt usa due macchine distinte, una per il lavoro, l’altra per il suo linguaggio privato.

In mostra vi è anche una selezione di scatti di Erwitt tratti dal Calendario Lavazza 2000 “Families-Ritratti intorno al caffè”.

L’esposizione “Elliott Erwitt. Family”è promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE che ne è anche il produttore, in collaborazione con Sudest57. La cura è di Biba Giacchetti e vede il contributo di Lavazza attraverso il “Calendario Lavazza” .

La sede è il Mudec Photo a Milano ed è aperta dal 16 ottobre al 15 marzo 2020.

Eva Caianiello

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