Fuga dalla pazza folla

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Il viaggio di evasione dell’uomo contemporaneo verso un mondo ‘altro’, carico di antichi significati dove la natura – in tutte le sue forme – è la sovrana assoluta, è un modo per ritrovare se stessi alla ricerca di una fusione con l’ambiente e per una fuga, seppur per brevi periodi, dalla frenesia delle grandi città. Oggi come in passato. Ma soprattutto nell’Ottocento, senza dubbio il secolo del progresso scientifico e tecnologico che trasforma rapidamente le condizioni di vita e il volto della civiltà europea. Siamo nel pieno della Rivoluzione Industriale. Nascono le prime fabbriche, le prime ferrovie e la macchina a vapore – che nel frattempo ha sostituito la forza muscolare di uomini e animali – si erge ad anima dell’industria moderna. Le campagne si spopolano, le città si affollano. Sorgono gli slums, i quartieri degradati del proletariato. E’ il secolo del Positivismo, di cui si fa portavoce la borghesia con la sua concezione materialista, derivata dal Fuga dalla pazza follacapitalismo dilaganFuga dalla pazza follate. Fuga dalla pazza folla

E’ anche il periodo del colonialismo. C’è poco spazio, quindi, per i valori spirituali, per il trascendente e per la sfera religiosa. C’è chi ha accolto questo cambiamento con entusiasmo. Altri invece – soprattutto artisti e letterati – destabilizzati dal nuovo assetto, in cui faticano a riconoscersi, si danno alla fuga.
Si pensi al narratore scozzese R.L.Stevenson (1850-1894), il celebre autore de L’isola del tesoro (1883) che sia per motivi di salute, sia per soddisfare i suoi desideri di scoperta, viaggia oltreoceano – Isole Marchesi, Isole Sandwich – per poi stabilirsi definitivamente a Vailima, nelle Samoa.

Ricordiamo anche A.Rimbaud (1854- 1891) il  ‘poeta maledetto’ che rese le sue fughe ed evasioni non solo stoffa letteraria, ma anche il suo stile di vita: il ‘poeta veggente’ che rifiuta qualsiasi lavoro e che preferisce vagabondare tra i clochard, che vaga in Europa per poi giungere anche in Africa: nel 1880 si reca in Egitto per dedicarsi ad alcune attività commerciali e successivamente esplora alcune zone dell’Etiopia. E il grande pittore V.Van Gogh (1853-1890), che cerca rifugio nella bellezza severa della campagna di Auvers sur Oise, per tentare di sfuggire dai suoi mostri interiori.

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Non si può dimenticare P.Gauguin (1848-1903), il ‘pittore esploratore’ che, sbarcato nel 1891 a Papeete come ‘inviato in missione artistica’, rappresenta nelle sue opere l’accordo armonico degli esseri umani con quella di tutte le forme naturali, il cosiddetto primitivismo. In Bretagna esperisce la vita semplice, in Martinica una natura esotica incontaminata e in Polinesia una dimensione primitiva e ancestrale. Me ne andrò laggiù e vivrò ritirato dal cosiddetto mondo culturale e frequenterò solo i cosiddetti selvaggi. Questo confessa in una lettera ad Emile Bernard. Da qui avranno inizio i suoi Racconti dal paradiso: a Tahiti nel silenzio delle belle notti tropicali, ascoltando la soave musica mormorante dei movimenti del cuore, in amorosa armonia con gli esseri misteriosi intorno a lui.Fuga dalla pazza folla

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www.tahiti-tourisme.it  –  Ente Turismo Francese in Italia www.atout-france.fr 

 

Maria Grazia Lucchese

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