Futurismo: mostra al Palazzo della Meridiana, Genova
Sino al 12 luglio, con una particolare attenzione agli anni Venti e Trenta
L’interessante mostra intitolata semplicemente, ma efficacemente “Futurismo” inaugurata lo scorso 19 marzo e visitabile fino al 12 luglio 2026 a Genova, è ospitata dalla splendida cornice del Palazzo della Meridiana. Curata da Simona Bartolena con la collaborazione di Armando Fettolini e promossa dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana–APS, l’esposizione genovese sceglie e approfondisce un capitolo meno indagato, ma altrettanto importante: il secondo Futurismo.

Con un occhio particolare sugli anni Venti e Trenta, presenta opere che rivolgono un’attenzione peculiare alla Liguria, territorio che ebbe un ruolo significativo nello sviluppo del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, che ne espose il Manifesto nell’anno 1909, dando vita a una nuova stagione espressiva e comunicativa che influenzò movimenti affini che si svilupparono in altri paesi dell’Europa, in Russia, in Francia, negli Stati Uniti d’America e in Asia.
Il percorso espositivo rivela lavori celebri accanto ad altri meno noti, offrendo nuove prospettive di lettura su una stagione ancora ricca di spunti critici; tutto ciò grazie alla collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Genova, la Wolfsoniana, il Museo Campari, con sede a Sesto San Giovanni (MI), archivi d’artista e importanti collezioni private.

Articolato in sezioni tematiche che accompagnano il visitatore alla scoperta di un Futurismo diverso, diffuso, sorprendentemente attuale.
L’itinerario artistico dedica una particolare attenzione all’aero-pittura, espressione emblematica degli anni Venti e Trenta, in cui il volo e la visione dall’alto diventano simbolo di modernità e slancio verso il futuro.
Futurismo. Le opere in mostra
In mostra opere di Enrico Prampolini, Fillia, Gerardo Dottori, Tato, Barbara e un giovane Bruno Munari, agli inizi del suo percorso artistico: più di cinquanta manifesti testimoniano un’attività che spazia dal cinema alla letteratura, dalla musica al teatro, dalla moda alla pubblicità, dalla danza alla fotografia e, persino, alla gastronomia…
Nell’ultima sezione, affascinante, coloratissima e poliedrica, dedicata alla pubblicità, trovano spazio bozzetti per arti applicate di Giacomo Balla, gli Intona-rumori di Luigi Russolo, le opere visionarie di Fortunato Depero, le ceramiche di Albissola legate a Tullio Mazzotti, gli arazzi M.I.T.A. e uno spazio di rilievo dedicato all’esperienza Campari, esempio emblematico del nuovo rapporto tra arte e comunicazione.

La Liguria riveste il ruolo di terra futurista che mette in luce la diffusione del movimento sul territorio, dalle esperienze precoci di Sexto Canegallo e Giuseppe Cominetti fino agli sviluppi degli anni Quaranta.
Genova, non a caso, fu definita da Marinetti nel 1915 “la città futurista per eccellenza”, ma anche La Spezia, Savona e Albisola diventarono centri fondamentali di questa rete culturale vivace e articolata.
Una mostra solo in apparenza anacronistica, piuttosto inedita sì, ma con una forte componente di attualità e, a suo modo, icona di un periodo storico-artistico d’indubbio interesse e anticipazione di un ‘futurismo’, appunto, che in quegli anni aprirà a una visione ampia e originale nella storia dell’arte italiana e sarà accolta con favore anche all’estero: da non perdere!
Sede: Palazzo della Meridiana – Salita di S. Francesco, 4 – Genova
Date: 19 marzo – 12 luglio 2026, lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 10 alle 18 sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19 – martedì chiuso
Per informazioni: tel. 010 2541996 – mostre@palazzodellameridiana.it – www.palazzodellameridiana.it


