Georges de la Tour: il pittore che non c’era

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Riapre dal 28 maggio a Palazzo Reale di Milano la straordinaria mostra di Georges de La Tour  “L’Europa della Luce”,  aperta il 7 febbraio scorso e chiusa per l’emergenza sanitaria dal 24 febbraio e riaperta poi per una sola settimana dal 2 all’8 marzo.

Georges de la Tour. L’Europa della Luce 

Nelle sale di Palazzo Reale sono state raccolte per la prima volta in Italia 15 delle 40 opere riconosciute al grande pittore della luce Georges de la Tour, in una mostra che, come l’ambasciatore di Francia ha dichiarato, sarebbe bello vedere a Parigi, dove al maestro del ‘600 sono state dedicate già tre esposizioni nel corso del ‘900.

La scoperta di Georges de la Tour si deve alla storia dell’arte, poiché precedentemente le sue opere erano state disperse e disconosciute, nonostante la fama ottenuta in vita e l’apprezzamento del re di Francia Luigi XIII, che ne aveva una nella sua camera da letto e lo aveva nominato “pittore del re”.

I suoi quadri erano stati attribuiti ad altri famosi artisti, come Velasquez, Vermeer, o lo stesso Caravaggio considerato autore della “Rissa dei musici”.

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Nel 1915, lo studioso tedesco Hermann Voss ha avviato la riscoperta della sua pittura, caratterizzata da un profondo contrasto tra la fase giovanile dei temi “diurni” e crudamente realistici, che mostrano esistenze segnate dalla povertà e dalla vecchiaia e quella matura dei temi “notturni”, dove i personaggi assorti, silenziosi emergono dal buio illuminati dalla luce di una candela.

Roberto Longhi, in uno studio sui “Pittori della realtà in Francia” lo definisce un “pittore sorprendente” e si rammarica che non ci siano sue opere in Italia.

Incerte e scarse le notizie biografiche.

Nato in Lorena, pochi i viaggi documentati, forse in Italia e a Parigi. Resta oscura la sua formazione, sicuramente influenzata dai maestri olandesi e da Caravaggio, pittore cui è stato associato per le scene notturne e la ricerca del naturale.

L’allestimento propone accanto ai quindici capolavori di La Tour pregevoli opere di autori come Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot, Frans Hals che trattano temi simili, distinte nettamente dai colori dei pannelli su cui sono esposte: rosso cupo per La Tour e grigio per gli altri autori.

La mostra offre dunque due percorsi integrati.

Il primo, attraverso i confronti tra i capolavori del Maestro francese e quelli di altri pittori, mette l’accento sulla pittura di genere e sulle “sperimentazioni luministiche”.

Il secondo percorso segue le fasi della ricerca di La Tour per una pittura naturale e i suoi studi sulla luce.

Notevoli sono i ritratti di vagabondi e popolani, ripresi in vivaci momenti della loro vita quotidiana, come nella scena del mendicante che cerca di smascherare un falso cieco o nei gruppi di giocatori.

Una delle opere di maggiori dimensioni è dedicata a un musicista ambulante, “Il suonatore di ghironda”, che si erge maestoso con accanto il suo cagnolino.

I quadri più famosi della fase “notturna” mostrano santi e angeli presi dal popolo, senza aureole né i tradizionali attributi iconografici.

Nella Negazione di san Pietro la scena si svolge all’alba e gli effetti di luce accentuano il dramma del tradimento dell’apostolo, collocato in un angolo della tela e rivelato dal riverbero della fiamma di una candela.

Tratto dalla Bibbia è l’episodio di Giobbe deriso dalla moglie: lo vediamo nudo, seduto in un angolo mentre la donna giganteggia maestosa negli abiti che riverberano la luce della candela che tiene in mano.

Una scena intima e domestica di grande tenerezza è l’Educazione della vergine, che legge il libro aperto tra le mani della madre. Tutto e sempre a lume di candela.

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Eccezionale perfezionismo si ammira nella Maddalena penitente che apre la mostra: la mano della donna scherma la candela, mentre lo sguardo si concentra sul teschio riprodotto dallo specchio e posto in primo piano, nascondendo il lume e innescando uno straordinario gioco di riflessi che hanno l’effetto di creare un’atmosfera intensa e sospesa.

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Il progetto ha goduto dei prestiti provenienti dalle più grandi istituzioni internazionali come la National Gallery of Art di Washington D.C., il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, e diversi musei francesi.

Se ancora si sa poco di Georges La Tour basta guardare le sue opere per rendersi conto della straordinaria perizia raggiunta dall’artista attraverso l’intenso dialogo tra le luci e le ombre, nella convinzione che solo il “lume di notte” possa davvero cogliere e rappresentare le profondità dell’animo umano.

 

Informazioni: 

La mostra aprirà dal giovedì alla domenica, dalle 11.00 alle 19.30 con apertura serale il giovedì sino alle 22.30 (ultimo ingresso un’ora prima).

Apertura speciale il  2 GIUGNO dalle 11 alle 19.30.

La prenotazione è obbligatoria – anche per le categorie gratuite – presso Vivaticket tel. 02 92897755 o sul sito https://mondomostreskira.vivaticket.it/

È possibile prenotarsi anche poco prima della visita, purché sia rispettata la capienza consentita in ciascuna fascia oraria.

Al momento non è possibile prenotare visite per gruppi o scolaresche.

L’audioguida è inclusa nel biglietto in forma di app da scaricare negli store Apple e Google inserendo il titolo della mostra.

Elefteria Morosini

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