Ghiacci del Tresero: le incisioni rupestri più alte d’Europa
Memorie celate nella pietra, riaffiorate dal ghiaccio
A quasi 3.000 metri di quota, nell’Alta Val di Gavia, esiste un luogo in cui la montagna custodisce una pagina sorprendente della storia delle Alpi. Ai piedi del ghiacciaio del Tresero, a Punta Segnale, tredici incisioni rupestri risalenti all’Età del Rame e all’Età del Bronzo raccontano una presenza umana antichissima ad alta quota.
Sono i petroglifi del Tresero, considerati il complesso di incisioni rupestri più alto d’Europa. Un patrimonio archeologico di straordinario interesse, che il ritiro dei ghiacci ha progressivamente restituito alla luce e che oggi può essere raggiunto con un’escursione nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.
Una scoperta casuale tra le rocce del ghiacciaio.
La storia dei petroglifi del Tresero comincia nell’agosto del 2017. Durante un’escursione a Punta Segnale, uno studente comasco, Tommaso Malinverno, si accorse di alcuni segni insoliti incisi sulla roccia. Quella che sembrava una semplice curiosità si rivelò una scoperta archeologica di grande importanza.
Le successive indagini scientifiche, condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e dall’Istituto Archeologico Valtellinese, hanno permesso di identificare tredici figure incise sulle superfici di micascisto levigate dall’azione millenaria dei ghiacci. Il sito è stato ufficialmente riconosciuto nel 2024 presso la Regione Lombardia.
Le incisioni appartengono a epoche diverse: alcune risalgono all’Età del Rame, intorno al 3000 a.C., mentre altre sono databili all’Età del Bronzo Medio-Recente, tra il 1500 e il 1200 a.C.
Tra i soggetti riconoscibili compaiono figure antropomorfe, i cosiddetti “oranti”, rappresentati con le braccia sollevate in un possibile gesto rituale, una spirale destrogira, motivi geometrici, figure di più difficile interpretazione e quella che potrebbe essere la rappresentazione di un ovino.

Un santuario preistorico a quasi 3.000 metri
A rendere particolarmente affascinante il sito non è soltanto la sua eccezionale altitudine. Le incisioni si trovano su rocce che per millenni sono state modellate e, in parte, ricoperte dai ghiacci.
Il progressivo ritiro del ghiacciaio ha lasciato emergere superfici rocciose che fino a tempi relativamente recenti erano nascoste. È proprio questo rapporto tra ghiaccio, clima e presenza umana a conferire al sito un valore scientifico particolare: le rocce del Tresero diventano infatti una sorta di archivio naturale capace di raccontare anche l’evoluzione del paesaggio alpino.
Alcune delle incisioni più antiche sono talmente delicate da essere percepite soprattutto quando la luce arriva radente. Per questo le prime ore del mattino rappresentano il momento migliore per osservare i dettagli delle figure.
Il confronto con la grande tradizione dell’arte rupestre camuna e valtellinese colloca i petroglifi del Tresero all’interno di un importante sistema culturale che attraversa le Alpi centrali. La Valtellina conserva infatti una straordinaria concentrazione di testimonianze della frequentazione preistorica del territorio.
L’escursione ai petroglifi del Tresero
Raggiungere il sito significa trasformare una giornata in montagna in un vero viaggio nel tempo. L’itinerario parte dal Rifugio Berni, al Passo Gavia, a 2.621 metri di quota, e conduce verso Punta Segnale lungo i pendii morenici ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero.
Il percorso è classificato di media difficoltà, con caratteristiche escursionistiche T3. Si sviluppa per circa 4,6 chilometri, con un dislivello positivo di circa 472 metri, fino a raggiungere i 2.987 metri.
L’ultimo tratto conduce all’area delle rocce istoriate, dove le incisioni sono visibili direttamente sulle superfici di micascisto. Il rientro avviene lungo lo stesso itinerario.
Non è soltanto una passeggiata: lungo il percorso lo sguardo spazia sul Gruppo Ortles-Cevedale e sul paesaggio glaciale dell’Alta Val di Gavia, mentre le rocce diventano il filo conduttore tra natura e archeologia.
Data la quota e le caratteristiche dell’ambiente alpino, è naturalmente importante affrontare l’escursione con un’adeguata preparazione e verificare sempre le condizioni del percorso prima della partenza. Per chi desidera approfondire la storia del territorio, durante la stagione sono inoltre disponibili escursioni accompagnate da professionisti della montagna.

Dal ghiaccio alla storia: quando il clima diventa un archivio.
La scoperta del Tresero offre anche una prospettiva insolita sul rapporto tra uomo e ambiente. Gli studi hanno ricostruito il progressivo ritiro del fronte settentrionale del ghiacciaio, che avrebbe abbandonato definitivamente quelle superfici tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta.
Il ghiaccio, dunque, non ha soltanto contribuito a conservare queste testimonianze: ne ha determinato per secoli la visibilità, nascondendole e poi restituendole.
È questa alternanza tra presenza e scomparsa a rendere il sito particolarmente suggestivo. Le incisioni raccontano infatti una storia che non appartiene soltanto alla preistoria, ma anche alla trasformazione contemporanea dell’alta montagna.
Bormio, dove ogni quota racconta un’epoca.
I petroglifi del Tresero aggiungono un nuovo capitolo alla già ricchissima storia della destinazione. e l’Alta Valtellina sono un territorio in cui natura, archeologia e memoria convivono in modo sorprendente.
Scendendo dalle quote più alte si incontrano altre testimonianze del passato: dai percorsi e dalle strutture militari della Prima Guerra Mondiale, combattuta anche oltre i 3.000 metri, fino alle tracce della frequentazione umana molto più antica.
È possibile così attraversare secoli di storia seguendo semplicemente i sentieri della montagna: dalla preistoria dei petroglifi alle vicende della Grande Guerra, passando attraverso paesaggi plasmati dai ghiacci e dalle comunità che li hanno frequentati.
I Ghiacci del Tresero sono, in questo senso, molto più di una curiosità archeologica. Sono un luogo fragile e prezioso in cui la pietra conserva la memoria dell’uomo e il ghiaccio, ritirandosi, la riconsegna al presente.
Per informazioni sulle escursioni, sugli itinerari e sulle attività nel territorio è possibile rivolgersi a Bormio Tourism.
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