Giappone a Milano: Hokusai, Hiroshige e Utamaro

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Giappone a Milano: Hokusai, Hiroshige e Utamaro

Quest’anno si festeggiano i 150 anni di rapporti culturali tra l’Italia e il Giappone, ma il Paese del Sol Levante ha da sempre affascinato l’Occidente. La sua cultura è intrisa a tratti di rituali quasi mistici – si pensi alla cerimonia del tè o alla vestizione delle geishe – mentre sotto altri aspetti affiora un mondo colorato e alternativo, quasi controcorrente, come quello delle anime. Luoghi e volti del Giappone hanno catturato e ispirato l’occhio dell’osservatore attento: si va dalle stampe erotiche Shunga alle incantevoli pitture di paesaggio di Hokusai.Giappone a Milano: Hokusai, Hiroshige e Utamaro
E’ proprio a questo indiscusso protagonista – riconosciuto a livello mondiale come icona dell’arte nipponica – che Palazzo Reale di Milano dedica una grande mostra (dal 22 settembre 2016 al 29 gennaio 2017).

Ma non è solo il maestro della Grande Onda a campeggiare in questa magistrale retrospettiva: la raccolta delle oltre 200 silografie policrome – accuratamente selezionate dall’Honolulu Museum of Art – annovera altri due grandi artisti, Hiroshige e Utamaro. L’esposizione dapprima mette a confronto i due paesaggisti – Hokusai e Hiroshige – nella rappresentazione di ukiyoe, il cosiddetto Mondo fluttuante. S’intraprenderà poi un viaggio affascinante tra ponti e cascate, ammirando le ‘Trentasei vedute del Monte Fuji’ e le ‘Cinquantatre stazioni di posta del Tokaido’. Così sarà possibile mettere a confronto temi comuni e diversità di stili tra i due ‘rivali di natura’ sia nelle uchiwae – immagini su ventaglio – sia nella sezione kachoga dedicata alla raffigurazione di fiori, pesci, uccelli e insetti – dove viene svelata un’intimità quasi religiosa tra i due artisti e il mondo naturale.

Suggestiva anche la parte dedicata allo specchio dei poeti cinesi e giapponesi, dove vengono abbinati nomi noti, versi lirici e luoghi celebri. Pochi sanno, d’altra parte, che Hokusai è anche il massimo divulgatore della tecnica pittorica attraverso manuali e libri stampati e che ha insegnato ad allievi e ad amatori l’arte del disegno degli infiniti soggetti della natura. A questo scopo nacquero i 15 volumi di manga che rappresentarono la prima fonte d’ispirazione degli artisti parigini dell’Ottocento. Grazie ai manga così il fenomeno del giapponismo passò dall’essere un capriccio estetico – nell’uso di paraventi e calendari – a una vera rivoluzione nell’arte dell’epoca. Hiroshige fu il primo ad influenzare i fotografi giapponesi di primo Ottocento e il Post-Impressionismo europeo (Van Gogh, Monet, Toulouse Lautrec ne copiarono stampe e inquadrature) mentre la Grande Onda di Hokusai è stata ripresa in ambito contemporaneo da A. Wahrol e T. Murakami.Giappone a Milano: Hokusai, Hiroshige e Utamaro

Non possiamo però terminare la nostra carrellata, senza ricordare la bellezza e sensualità della donna orientale, perfettamente immortalata da Utamaro. E’ lo spirito del periodo Edo, dove si va dal semplice ritratto di beltà femminili – note o meno note – che dettavano le loro regole nei quartieri di piacere, nelle case da tè o nei vari luoghi d’intrattenimento e spettacolo. Sono immagini che ci immergono nelle atmosfere di quel periodo, riplasmando la visione di un mondo raffinato che non solo ha influenzato l’ambito pittorico, ma anche quello lirico: Giacomo Puccini ambienterà una delle sue opere più significative proprio in Giappone. E sarà Madama Butterfly l’opera che inaugurerà il 7 dicembre 2016 la stagione del Teatro alla Scala, come segno ancor più forte della ricorrenza dei legami tra Giappone e Italia.Giappone a Milano: Hokusai, Hiroshige e Utamaro

 

Hokusai-Hiroshige-Utamaro – 22 settembre 2016- 29 gennaio 2017 – Palazzo Reale, Milano – www.palazzorealemilano.it – www.hokusaimilano.it

Maria Grazia Lucchese

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