Guida Michelin: le star del gusto per ripartire alla grande nel 2021

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Guida Michelin: le star del gusto per ripartire alla grande nel 2021

I nuovi artisti della cucina scelti dalla Guida Rossa.

Fantasia, ricerca, attaccamento alla terra d’origine e voglia di mettersi in gioco.

Una filosofia comune

La Guida Michelin ha espresso il proprio verdetto.

Si è alzato il sipario su nuovi interpreti della cucina e gli scenari che si vanno via via delineando premiano i grandi Maestri.

Ma sono le nuove leve a essere sotto i riflettori e, passato l’entusiasmo delle prime ore, qualcuno si è già accorto di avere iniziato una strada di successo per dare vita a una nuova espressione alla cucina italiana.

I super eroi della cucina anche quest’anno sono riusciti a mantenere fede alle aspettative dei loro clienti e c’è pure chi è entrato a far parte dell’Olimpo degli Dei per la prima volta.  Star del gusto, giovani anticipatori di mode e di costumi delle tavole.

Primo tra tutti Andrea Casali, del ristorante Kitchen di Como.  Non è una questione solo di gusto quella del ventisettenne, ma un vero piacere. Quando lo raggiungiamo al telefono, non ha parole per esprimere la propria gioia e, solo dopo essersi sciolto e aver superato la parte dei convenevoli ammette che ci sperava.

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Di essersi impegnato per riuscire a raggiungere il traguardo unendo i canoni di una cucina tradizionale a quella della sperimentazione innovativa. Un percorso costante di acquisizione e di ricerca, di studio e di analisi degli ingredienti per ottenere i giusti equilibri che finiscono nel piatto.

Alla sua prima stella Michelin, quando gli si chiede con chi intende condividerla, senza indugio risponde:

Con chi mi ha sempre dato fiducia, ma soprattutto con la brigata. Siamo molto felici di questo riconoscimento che corona un sogno. La luce di speranza in questo momento difficile ed incerto – commenta lo chef – Ringrazio la famiglia proprietaria Mallone De Santis che sin dall’inizio ha creduto in noi ed in questo progetto di valorizzazione dell’orto biodinamico, le cui erbe e verdure impreziosiscono i piatti.  Nella nostra proposta non mancano i piatti signature quali ‘L’assoluto di pomodoro’ che celebra le mie origini siciliane. L’orto diventa quindi uno dei protagonisti sul palcoscenico del Kitchen

Guida Michelin a Marina di Grosseto

A brillare anche lo chef Alessandro Rossi del ristorante gourmet Gabbiano 3.0 di Marina di Grosseto. Una nuova avventura che miscela e valorizza due unicità: quella riconoscibile perché inimitabile della sua cucina e quella della proposta d’eccellenza innovativa di Gabbiano 3.0.

Il nuovo traguardo è la storia di un capitolo di successo lunga 13 anni. Una giovane iniziativa imprenditoriale allacciata all’amore per il territorio da parte di Riccardo e Marco Tomi, cugini e soci.

Dal 2018 Riccardo e Marco sono autori anche della formula inedita di Gabbiano 3.0.

Ideato per meravigliare il gusto e i sensi tutti con esperienze gastronomiche che accadono dentro una location che è un’alchimia suggestiva e accogliente di echi orientali e modernità elegante, dove gli arredi provenienti da Bali abitano un’atmosfera calda fatta di legni e grandi vetrate spalancate sullo spettacolo del cielo che si tuffa nel mare del porto.

Alla base della sua filosofia, la sua terra: “Non solo, anche le persone perché ci sono quelle pronte a creare qualcosa di grande e di buono in un territorio meraviglioso. La conoscenza della terra, delle materie prime e dei prodotti, fanno il resto. E, poi, c’è la voglia di una bella sfida personale perché sono proprio questi aspetti che mi danno quel più per fare sempre meglio.”

Stella Michelin in Piemonte

Una Stella Michelin anche al Piemonte, al Villaggio Fontanafredda per il Ristorante Guido, di Ugo Alciati. Un luogo dove degustare le tradizioni culinarie piemontesi, un posto delle tradizioni di famiglia, dove lo chef porta in tavola le idee di papà Guido, mamma Lidia e nonna Pierina, veri pionieri di una cucina radicata al territorio non solo nella preparazione, ma anche per gli ingredienti.

Ad accogliere la notizia lo chef Ugo Alciati che, con la sua innata compostezza, non credeva di esserci riuscito.

A lui il merito di aver progettato una cucina che andasse ad attingere al passato con una visione futura al centro della quale la materia prima. Il ristorante si trova a Serralunga d’Alba in un’antica tenuta e casa di caccia di Re Vittorio Emanuele II, circondata da ettari di vigneti. Prima stella conquistata nel 1973 che si è confermata con forza oggi.

Guida Michelin a Licata

E tra tanti giovani chef che sapranno continuare la grande tradizione della cucina italiana, merita un accenno Pino Cuttaia con il suo ristorante La Madia di Licata che si conferma ancora tra le migliori eccellenze ristorative d’Italia premiate con le due Stelle.

In un anno di così grandi difficoltà per il settore, la notizia contribuisce a dare fiducia e input positivi per un 2021 di ripartenza.

E in attesa della riapertura, la cucina dello chef non si ferma e con uovo di seppia, il suo negozio-dispensa, continua la quotidiana produzione e vendita di prodotti take-away per continuare a portare a casa l’eccellenza dei prodotti firmati e raccontati da Chef Pino Cuttaia.

“Un grazie sincero al team sempre al mio fianco con grande professionalità e alla mia affezionata clientela che sarò lietissimo di accogliere appena sarà possibile”.

Alta cucina a Merano Premio Godio

Il parterre di giovani eclettici della cucina non finisce e un accenno alle sue doti se lo merita Philipp Hillebrand, che si è guadagnato l’Oscar dell’alta cucina per l’Alto Adige, Premio Godio. Alla guida del Ristorante Eden’s Park di Villa Eden Leading Park Retreat di Merano  è originario della Val d’Ultimo, una netta contraddizione col suo primato.

L’utilizzo di sapori, erbe, condimenti che vengono dai nostri boschi regala un carattere speciale alle preparazioni – spiega Hillebrand – con i menu degustazione proponiamo un vero viaggio nel territorio

Ecco allora, come diceva l’intramontabile e fondatore della cucina italiana, Gualtiero Marchesi: “Solo confrontandosi si cresce”. Un buon augurio per i nuovi chef che, d’ora in avanti, avranno molto da raccontare attraverso le loro creazioni.

Arianna Augustoni

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