Hamnet – Nel nome del figlio: dal 5 febbraio al cinema
Dal 5 febbraio al cinema arriva Hamnet – Nel nome del figlio, il film che trasforma in immagini la storia di una perdita familiare e il suo legame indissolubile con il capolavoro shakespeariano Amleto. Diretto dalla premio Oscar Chloé Zhao e tratto dal romanzo del 2020 di Maggie O’Farrell, il film racconta con delicatezza e intensità una vicenda privata che ha ispirato una delle opere teatrali più celebri della storia.

La storia si apre in un bosco antico, dove Agnes, interpretata da una magnifica Jessie Buckley, dorme rannicchiata tra radici secolari. Vestita di rosso cupo e accompagnata da un falco, Agnes è quasi una creatura primordiale: conosce erbe e pozioni, sembra quasi dotata di poteri sciamanici, e la sua vita sarà inevitabilmente legata a quella del giovane William Shakespeare, interpretato da Paul Mescal.
Tra ostilità familiari e differenze caratteriali, William e Agnes si sposano e danno alla luce tre figli: Susannah e i gemelli Judith e Hamnet.

Ma la vita della famiglia viene stravolta da un lutto che colpisce Hamnet, il figlio gemello. Zhao e O’Farrell raccontano come il dolore di questa perdita si trasformi in arte: Hamlet, il capolavoro senza tempo di Shakespeare, nasce proprio da questa tragedia familiare, unendo vita e creazione in un legame inscindibile.
Agnes dalla straordinaria forza emotiva
dità la personalità di Agnes: donna feroce e passionale, radicata nella natura e nei suoi ritmi, capace di un amore viscerale per i figli e di una straordinaria forza emotiva. Jessie Buckley offre una performance che passa con naturalezza dalla dolcezza al tormento, dall’energia ancestrale alla vulnerabilità più intima.
Paul Mescal incarna un Shakespeare sensibile e poetico, timido ma appassionato, segnato da un’infanzia difficile e dalla tensione tra arte e vita domestica.
Chloé Zhao dirige con il suo consueto stile contemplativo e sensoriale, affidandosi alla fotografia evocativa di Lukasz Zal e indugiando su primi piani intensi che trasmettono tutta la profondità emotiva dei personaggi. La piccola Jacobi Jupe, nei panni di Hamnet, è efficace nel rappresentare la fragilità e l’innocenza straziante del bambino, la cui morte funge da catalizzatore per il genio di Shakespeare.

La musica di Max Richter accompagna lo spettatore con note che alternano dolore e catarsi, sottolineando la trasfigurazione del lutto in arte. Hamnet non è solo una storia di perdita, ma un racconto sul potere dell’arte di trascendere la morte, lasciando un segno eterno: Hamnet muore, ma Hamlet vivrà per sempre.
In sintesi, Hamnet – Nel nome del figlio è una potente testimonianza di amore, dolore e creazione. Un’opera che fonde storia, letteratura e cinema con una sensibilità rara, confermando Chloé Zhao come una regista capace di trasformare il dolore umano in arte universale.
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