Hodler Segantini Giacometti: in mostra al Masi di Lugano

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Al MASI (Museo d’Arte della Svizzera Italiana) di Lugano dal 24/3 al 28/7 2019 è possibile visitare la mostra “Hodler Segantini Giacometti. Capolavori della Fondazione Gottfried Keller “ presentata in collaborazione con il Museo Nazionale Svizzero di Zurigo.

La mostra (che domenica 31 Marzo partecipa alle giornate di porte aperte a tutti) è curata da Tobia Bezzola e Francesca Benini (catalogo “Capolavori della Fondazione Gottfried Keller” Edizioni Casagrande) ed accoglie opere di diversi artisti svizzeri a partire dal 1600 (“La Vergine dei Mercedari” di Giovanni Serodine” 1620-25, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst Rancate), passando attraverso il 1700 e il 1800, fino al 1900 con Alberto Giacometti.

Dal 1890 la Fondazione Gottfried Keller si occupa di raccogliere nei musei della Confederazione opere di ogni genere per valorizzare la storia dell’arte svizzera.

Hodler Segantini Giacometti. Capolavori della Fondazione Gottfried Keller

Del pittore e studioso del paesaggio Ferdinand Hodler (Berna 1853 – Ginevra 1918) si possono vedere “Sera sul lago Lemano” (1895, Kunsthaus Zürich), dove sui dettagli prevale la ricerca dell’armonia delle forme, e “L’Eletto” (1893-94, Kunstmuseum Berna), opera allegorica di influenza simbolista, intrisa di spiritualità.

Ma l’occasione imperdibile è offerta dall’incompiuto “Trittico dell’Engadina. La Vita, la Natura, la Morte” di Giovanni Segantini (1896-99, Museo Segantini St. Moritz), esposto per la prima volta dal 1899 a sud delle Alpi, definito il testamento spirituale dell’artista. Hodler Segantini Giacometti. Capolavori della Fondazione Gottfried Keller

Quest’opera allegorica di Segantini (Arco, TN 1858 – Engadina 1899) è caratterizzata da un simbolismo di matrice realista; percepiamo il silenzio, la solitudine di fronte alla natura, ma anche l’armonia tra la natura e gli esseri viventi, uomini e animali, tutti in attesa della vita e della morte, un’attesa rassegnata, ma serena perché rientra nel ciclo naturale della vita.

Non è un paesaggio spettacolare e tempestoso o lirico/romantico, ma fatto di gesti quotidiani, di ambienti semplici; per Segantini l’alta montagna è luogo di ispirazione.

Le Alpi da oltre un secolo in Europa sono soggetto dei pittori alpinisti, ma Segantini per i critici non lo è, non descrive il paesaggio alpino, lo vive, lo abita, lo esprime, lo dipinge attraverso un suo linguaggio pittorico, una sua poetica e si concentra sulla luce (esaltata dai filamenti di colore), sulla limpidezza, sugli orizzonti.Hodler Segantini Giacometti. Capolavori della Fondazione Gottfried Keller

L’opera, che chiude il percorso espositivo, è la scultura in bronzo “Busto di Annette” (1964, Musèe d’Art et Histoire Genève) di Alberto Giacometti (Stampa, Grigioni 1901 – Coira 1966), che esprime l’intensità della forma e valorizza la dimensione materica.

Lo studio delle teste, realizzate fin da giovanissimo, verso gli anni ’60 approda a una maggiore complessità, che proprio il bronzo rende possibile, sembra di vedere le tracce delle dita dell’artista.

Proprio l’uso del bronzo e la particolarità delle forme permette di riconoscere immediatamente le sculture di Giacometti, basti pensare anche alle sue figure filiformi, come erose interiormente e tormentate. (altre sue sculture, di epoca e materiale diverso, sono visibili nella contemporanea mostra “Surrealismo Svizzera” fino al 16/6/19 sempre al MASI).Capolavori della Fondazione Gottfried Keller

Merita particolare interesse anche la storia stessa della Fondazione Gottfried Keller (ben raccontata nel catalogo) e della sua fondatrice, Lydia Welti-Escher, che, prima della sua tragica e prematura morte, dopo avere dedicato la Fondazione all’amico, poeta e pittore Gottfried Keller, nominò il pittore Arnold Böcklin, presente in mostra, membro della Commissione Federale Svizzera, incaricata di acquistare le opere (più di 6.400), di cui è proprietaria, dislocate in diversi musei del Paese. www.masilugano.ch

 

Raffaella Airaghi

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