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I Macchiaioli: grande rassegna a Palazzo Reale

I Macchiaioli a Palazzo Reale: Milano ospita una delle più importanti e complete retrospettive sul movimento mai realizzate – fino al 14 giugno 2026

La mostra I Macchiaioli ricostruisce la breve ma intensa esperienza del movimento  tra il  1848 e il 1872: Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi esprimono un’intensa carica rivoluzionaria attraverso le loro opere più significative, segnando  una delle svolte più radicali nella lunga storia dell’arte italiana.

Il percorso espositivo delinea le personalità di questi giovani pittori, appartenenti a una generazione impegnata nel Risorgimento italiano, dal 1848 alla morte di Giuseppe Mazzini nel 1872.

La rivoluzione della macchia”

Uniti e solidali, i Macchiaioli esprimono ciascuno la propria individualità nella scelta della “macchia”, una tecnica pittorica innovativa, di elaborazione collettiva, formulata sul   “Gazzettino delle Arti del Disegno”, fondato dal critico Diego Martelli che sosteneva le loro idee.

Si riuniscono nel leggendario Caffè Michelangiolo di Firenze, dove dibattono  le tendenze dell’arte internazionale. Dipingono all’aria aperta, introducono nuovi temi, espongono a Firenze, Genova, Torino, Napoli.

Nonostante  un pubblico e una critica ostili, attraggono  altri giovani pittori ribelli da tutta la Penisola.  Il gruppo si riconosce nelle idee mazziniane e nelle istanze del Positivismo  che  spinge alla ricerca del vero,  ricollegando l’arte della grande tradizione alla realtà, alla vita di tutti i giorni.

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Signorini, Pascoli a Castiglioncello

Da Firenze a Milano

Incompresi dai contemporanei, la  rivalutazione della loro originalità e rilevanza avviene a Milano  tra le due guerre, quando le opere dei Macchiaioli entrano nei  grandi musei e in prestigiose collezioni private. Un esempio famoso è il “Pergolato” di Silvestro Lega, acquisito dalla pinacoteca  di Brera.

Di rilievo  è la rassegna voluta da Palma Bucarelli presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1956. Altre importanti mostre sono dedicate a Giovanni Fattori,  a Silvestro Lega, a Telemaco Signorini  proprio a Milano, città dove a partire dagli anni Venti del Novecento avviene la loro riscoperta  da parte della critica e del collezionismo.

Oggi finalmente arriva questa grande esposizione, l’occasione di proporre una nuova e più approfondita lettura di un’esaltante esperienza artistica,  sullo sfondo storico della nascita della nazione.

I Macchiaioli: un movimento di rottura

Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura di Milano, presentando la mostra ha affermato: “è in Italia, con i Macchiaioli, che si consuma per la prima volta in Europa la rottura più radicale con le regole dell’accademia. Ben prima degli Impressionisti francesi, questi giovani pittori ebbero il coraggio di sfidare i canoni ufficiali, di dipingere all’aria aperta, di scegliere la vita quotidiana e la luce vera come nuovi orizzonti dell’arte. La loro rivoluzione – estetica, morale e civile – ha aperto la via alla modernità pittorica ed è parte profonda dell’identità culturale del nostro Paese”.

Le 9 sezioni del percorso 

Le prime due sezioni si aprono  con i moti risorgimentali del 1848,  momento fondante la formazione dei Macchiaioli, che si intreccia con il culto di un passato  in cui riconoscere le proprie radici, da Dante al Rinascimento.Le  opere di  Gerolamo Induno, Faruffini, Pagliano  raccontano il Risorgimento, tra campi di battaglia e scorci intimi in cui palpitano addi e attese. Programmatico  è  Il trionfo della Verità di Luigi Mussini.

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MUSSINI L.-Il trionfo delle verita

La terza sezione racconta  l’Unità d’Italia con opere di Fattori, Signorini, Lega, Cabianca, Borrani, Buonamici, Altamura, Domenico e Gerolamo Induno: al centro l’eccezionale Ritratto di Garibaldi di S. Lega.

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Silvestro_Lega_Ritratto_di_Giuseppe_Garibaldi

La quarta sezione illustra la  presenza dei Macchiaioli alla prima Esposizione Nazionale allestita a Firenze nel 1861,  occasione per proporre la loro novità,  che  suscita  scandalo.

Nelle sezioni successive ammiriamo  il vario repertorio di temi  e il radicale rinnovamento dei generi: il paesaggio. che propone  molteplici scorci dei  luoghi prediletti, come Castiglioncello,  i ritratti  che approfondiscono l’analisi di psicologie, affetti e legami famigliari,  le scene di  vita del popolo in tutta la dignità del lavoro e sacrificio quotidiano, al di là delle  convenzioni accademiche imperanti.

 

Lega S. Villetta Batelli lungo l’Affrico

La sezione ottava presenta  la delusione per la mancata realizzazione degli ideali del Risorgimento che si esprime in due straordinari capolavori: La morte di Mazzini di Lega  e In vedetta (o Il muro bianco) di  Fattori, di intensa  suggestione esistenziale.

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L’ultima sezione illustra  la riscoperta a Milano dei Macchiaioli, tra collezionismo e cinema. Si ammira La toilette del mattino di Telemaco Signorini, quadro amato da Toscanini e fonte di ispirazione, come  Garibaldi a Palermo  di Fattori, per Senso (1954) di  Luchino Visconti.

Telemaco Signorini-La toeletta del mattino

Tra le  varie iniziative collegate segnaliamo la rassegna “I Macchiaioli – 7 film tra rivoluzioni e illusioni” dal 19 febbraio al 9 aprile 2026 alla Cineteca Milano Arlecchino;  il podcast “I Macchiaioli – Audio racconto di una mostra”,  su Radio24; il gran ballo ottocentesco in costume che si terrà  nel cortile di Palazzo Reale il 22 marzo.

Arte e Olimpiadi

Nell’anno in cui l’Italia ospita i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026,  Milano offre ai visitatori  di tutto il mondo l’occasione di scoprire uno dei movimenti più affascinanti della pittura europea dell’Ottocento,  attraverso oltre 100 opere eccezionalmente raccolte insieme.