I tesori degli Zar: prima tappa la magica Russia

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Ai confini dell’Asia –avventure e incontri tra zar, sultani e maioliche” è il libro di Mario Cimarosti, pubblicato da Ediciclo Editore, in cui l’autore racconta il suo viaggio compiuto partendo da Venezia – la sua città – per arrivare nelle terre d’Oriente.

Come anticipato l’autore scriverà per Sensidelviaggio una serie di brevi racconti, sotto forma di diario, che ci porteranno in varie tappe del suo magico itinerario.

Ecco la prima tappa: I tesori degli Zar nella magica Russia

Il mio lungo viaggio sulle orme del mio conterraneo Marco Polo, inizia dalla mia città Venezia.

Parto dalla splendida città sull’acqua con le sue isole in particolare quella di Murano dove io ho origini – mio padre è stato artista vetraio – e da qui mi sono recato fino in Oriente come prima tappa la Magica Russia.

Ho attraversato Mosca con il suo Cremlino straordinario, ho scritto una poesia seduto sulla piazza Rossa,  incantato da tanta cultura.i-tesori-degli-zar-prima-tappa-la-magica-russia

Ho continuato verso San Pietroburgo la città dello Zar Pietro il Grande, con i suoi Palazzi patrimonio dell’Umanità UNESCO (opere progettate in molti casi di architetti italiani).

Qui ho inseguito e scoperto i tesori degli Zar, i musei sono stracolmi di testimonianze della cara Reale di Russia con le carrozze d’epoca, i cimeli, le corone diamantate e le famosissime uova di Fabergè, l’orafo più conosciuto al mondo al servizio per molti ani degli zar di Russia.

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Il mio lungo viaggio continua poi nella Russia meno conosciuta e meno convenzionale, solo approdato sul mitico treno della Transiberiana superando 7 fusi orari diversi e circa 9.000 km ho attraversato la steppa siberiana, il lago Bajkal (il più profondo al mondo), arrivando poi in treno fino in Mongolia, splendido Paese dove sono stato accolto e ospitato nel deserto del Gobi tra le yurte (tende) dei pastori nomadi di queste meravigliose terre selvagge.

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Ricordo un momento che non dimenticherò mai: mentre dormivo nel deserto del Gobi in Mongolia, mi sono svegliato e appena uscito dalla tenda ho alzato gli occhi al cielo: un firmamento di stelle mi ha accolto.

Nel deserto le stelle sono bassissime, mi sembrava ti poterle toccare con le mani… mi sono seduto sulla sommità di una duna e così estasiato da tanta bellezza della natura ho atteso l’alba che con i suoi colori ha disseminato la sabbia di lucentezza.

Davanti a me i cavalli selvatici, il vento appena freddo proveniente dalla siberia mi accarezzava il viso, in qel momento mi sono sentito libero e parte integrante di questa meraviglia che è il nostro pianeta.

In Mongolia nel mese di Luglio ho partecipato al Festival del Naadam, la più famosa manifestazione sportiva folkloristica del Paese: qui ho ammirato le lotte sportive con costumi locali dei mongoli il vincitore è stato eletto erede del grande conquistatore Gengis Khan.

Ho assistito personalmente alle gare con i cavalli svolti dai bambini locali e alla caccia con i falchi, per gli amanti della natura e delle terre meno contaminate dalla globalizzazione questo posto è un vero paradiso!i-tesori-degli-zar-prima-tappa-la-magica-russia

Orgoglioso e fiero di portare un po’ d’Italia nel mondo, ho ripreso il mio zaino e con il treno da Ulan Bataar la Capitale della Mongolia sono partito ancora verso Oriente…

prossima destinazione l’immensa Cina.

Redazione

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