Infertilità: se la causa è maschile

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Infertilità: se la causa è maschile.

Quando non arrivano i figli desiderati, nella coppia la consuetudine è quella di esaminare – per prima – la fertilità della futura madre. Invece – come è emerso dal 34º Congresso della Società Europea di Riproduzione Umana e di Embriologia (ESHRE), tenutosi di recente a Barcellona – “L’infertilità maschile rappresenta il 40% delle cause di infertilità” dichiara la Dott.ssa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna specializzata nella riproduzione umana. All’inizio del 2017, IVI si è fusa con RMANJ, diventando così il più grande gruppo di riproduzione assistita del mondo – con più di 70 cliniche – ed è leader nel campo della medicina riproduttiva.

Gli studi presentati a Barcellona sono molto interessanti. Innanzitutto la diagnosi di azoospermia (assenza di spermatozoi nei campioni di liquido seminale che può essere ostruttiva – la meno grave – o secretiva: la più grave poiché implica che gli spermatozoi non vengono generati) ha bisogno di una biopsia ai testicoli che consenta di verificare se il testicolo produca spermatozoi. Sarebbe un grande passo avanti scoprire un metodo alternativo e non invasivo, come un algoritmo, che consenta di verificare la presenza di spermatozoi nel testicolo evitando tale intervento.

La Dottoressa di IVI Barcellona, Marga Esbert, ha basato il proprio studio nel determinare la capacità predittiva di determinati fattori, per indicare se siano o meno presenti spermatozoi nel testicolo. Su un campione totale di 96 uomini sono stati analizzati distinti parametri come età, durata della sterilità, livello di Ormone follicolo-stimolante (FSH), indice di massa corporea, dimensione dei testicoli e tipo di patologia, associati con il risultato della biopsia.

Nei pazienti che presentano azoospermia ostruttiva – commenta la Dottoressa Esbert – siamo in grado di recuperare spermatozoi fino al 100% dei casi; tuttavia, nei maschi con azoospermia secretiva la percentuale scende al 29%: se facessimo una diagnosi attraverso un metodo non invasivo sarebbero proprio loro a beneficiarne maggiormente. Si stanno cercando tipologie differenti di marcatori, ma al momento non esiste consenso a livello scientifico. Da parte nostra, lo studio ha dimostrato che in funzione del volume testicolare possiamo valutare in maniera abbastanza attendibile la presenza di spermatozoi nel testicolo. Stiamo lavorando per ottenere altri tipi di marcatori”.

Rocío Rivera, medico di IVI Valencia

Nell’altro studio, Rocío Rivera, medico di IVI Valencia, si è soffermata sulle differenze nel profilo proteico dei campioni di diversi pazienti, facendo una comparazione tra quelli che, grazie alla fecondazione mediante ICSI, hanno generato una gravidanza e quelli che non ci sono riusciti, in modo che, dopo aver analizzato le proteine che compongono il liquido seminale, si possa identificare quali siano legate al successo o al fallimento riproduttivo. Per standardizzare al massimo il fattore femminile, e per far sì che l’esito della gravidanza dipenda, in misura maggiore, dal fattore maschile, per tutti i pazienti è stato deciso di utilizzare trattamenti con donazione di ovociti.

Chi è alla ricerca di un figlio potrebbe essere interessato all’iniziativa del centro di medicina della riproduzione Procrea di Lugano che ha organizzato, sino a  giugno 2019, dieci incontri per parlare di infertilità.

Dieci  “Porte Aperte” gratuite dedicati alle coppie, per fare chiarezza su un tema tanto delicato quanto diffuso. «Parlare di infertilità è importante perché, l’infertilità non è una patologia rara: ne soffre infatti il 15% della popolazione in età fertile, circa una coppia su sei», premette il direttore medico di ProCrea, Michael Jemec. La formula proposta è quella dell’incontro aperto con gli specialisti.

«L’infertilità porta con sé anche una serie di stati d’animo dove la tensione per un figlio che non arriva si fonde con l’attesa dell’esito di un esame per scontrarsi, talvolta, con una speranza che viene rimandata. L’esperienza personale però può trovare nuova forza e nuovo vigore all’interno di un gruppo dove, al di là delle situazioni personali, tutti sono accomunati da un unico desiderio: diventare genitori», continua Jemec.

Tutte le giornate “Porte Aperte” si svolgono il sabato, dalle 14 alle 17.30 nella sede di ProCrea in via Clemente Maraini 8 a Lugano (Svizzera). Per il 2018 le date sono: 20 ottobre, 17 novembre e 15 dicembre. Nel 2019: 26 gennaio, 23 febbraio, 16 marzo, 13 aprile, 18 maggio e 15 giugno.

Per partecipare contattare la segreteria di ProCrea al numero +41.91.92455.55 oppure +39.02.600.630.41 per chi chiama dall’Italia; o con mail a info@procrea.ch indicando nell’oggetto la data del “Porte Aperte” di interesse.

Se desiderate chiarimenti su problemi di natura sessuale (maschile o femminile) potete scrivere alla dottoressa Bettelli Lelio a: cbchiachia7@gmail.com

 

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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