Julian Charrière, l’archeologo del futuro, al MASI di Lugano

Julian Charrière –Towards No Earthly Pole al MASI di Lugano

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Julian Charrière –Towards No Earthly Pole al MASI di Lugano

Il forte intreccio tra arte, scienza, archeologia, antropologia e letteratura è alla base della produzione dell’artista concettuale Julian Charrière, presente al Museo d’Arte della Svizzera Italiana (MASI) di Lugano, sede LAC, dal 27 ottobre 2019 al 15 marzo 2020 con la mostra “Towards No Earthly Pole”, curata da Francesca BeniniJulian Charrière –Towards No Earthly Pole al MASI di Lugano

Charrière, giovane artista (nato in Svizzera nel 1987, residente a Berlino), già conosciuto internazionalmente, sperimenta in modo originale materiali e metodi per realizzare opere innovative, nelle quali estetica e poetica si incontrano.

Utilizza performance, scultura, fotografia e video per arrivare al nocciolo dei grandi temi della nostra epoca, che indagano il rapporto tra uomo e paesaggio. Ha esplorato in viaggi insoliti luoghi remoti ed estremi, dai vulcani, ai ghiacciai, ai siti dei test nucleari di Semipalatinsk (URSS) e dell’atollo di Bikini nelle Isole Marshall (USA).

E’ stato definito un “archeologo del futuro”: va dove avvengono i grandi cambiamenti naturali e climatici, indaga e raccoglie le tracce materiali che resteranno dopo di noi e le rielabora.

Il progetto “Towards No Earthly Pole”, che dà il titolo all’esposizione, concepito intorno all’omonima e inedita opera video, si rifà a  un verso del poeta inglese Alfred Tennyson (1809-1892) dedicato all’esploratore  John Franklin, scomparso nella spedizione artica del 1845.

Il progetto risale al 2017, quando Charrière ha attraversato in nave il canale di Drake in Antartide, ancora oggi uno dei tratti di mare più burrascosi del pianeta.

I luoghi ostili, estranianti ma affascinanti, divenuti oggi ecosistemi da proteggere, testimoniano l’intervento dell’uomo sulla natura e sull’ambiente e pongono inquietanti interrogativi sul futuro della nostra civiltà.

All’ esperienza del 2017 sono seguiti i viaggi/spedizioni dell’artista, ricercatore sul campo, sui ghiacciai svizzeri del Rodano e dell’Aletsch, sul Monte Bianco, in Islanda e in Groenlandia.

L’esposizione si presenta come  un diorama: intorno alla proiezione centrale,

Charrière ha realizzato un’installazione ambientale

che coinvolge il visitatore in un’esperienza sensoriale nuova e insolita.Julian Charrière –Towards No Earthly Pole al MASI di Lugano

I luoghi  appaiono lunari, onirici, intrisi di una bellezza a tratti minacciosa, di sapore romantico, dove i suoni, il buio e la luce, la materia restituiscono forza e mistero a un paesaggio in realtà ormai mutato dallo stravolgimento dei rapporti tra cultura e natura.

Grazie alla ricerca artistica di Charrière, riviviamo lo stupore dell’uomo di fronte alle grandi manifestazioni della natura, “sentiamo” la distanza tra il tempo dilatato della natura e quello ristretto dell’uomo.

Nell’installazione sono presenti opere inedite realizzate in occasione della mostra, precedute da “Il cannone” (2017) e dai fuochi della fontana di Piazza Rezzonico (Lugano), frutto in parte della collaborazione con artigiani ticinesi.

A novembre l’artista sarà protagonista del sesto incontro de “La Scienza a regola d’Arte”, iniziativa ideata e realizzata dal MASI e dalla Fondazione IBSA per la ricerca scientifica per promuovere l’incontro fra esponenti dell’arte, della scienza, della tecnologia e della ricerca.

Raffaella Airaghi

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