L’Uganda di Ivan Nossa: sulla rotta del perdono

Ivan Nossa-Uganda-Africa-Orfanatrofio- Atiak.

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L’Africa nel cuore, un progetto basato sul perdono. L’esperienza di Ivan Nossa e del libro che lo ha portato in Africa, all’orfanotrofio di Atiak

Tutto ha avuto inizio da un libro. Il titolo è “Il Potere e la Magia del Perdono” e nel luglio 2017 il suo autore, Ivan Nossa, ex imprenditore convertitosi alla scrittura di libri sul tema del potere del perdono e della gratitudine, era alla ricerca di qualcuno che ne scrivesse l’introduzione. Doveva essere qualcuno di speciale, ed ecco che entra in scena Sister Rosemary Nyirumbe, suora che ha salvato migliaia di ragazze vittime della guerriglia in Uganda. Ivan la contatta tramite una mail e di lì a poco si incontrano per parlare del libro. Da cosa nasce cosa e da una semplice prefazione si sviluppa l’idea di sostenere un progetto in Uganda, per sostenere l’orfanotrofio di Atiak. Ivan Nossa-Uganda-Africa-Orfanatrofio- Atiak.

Un grande gesto di solidarietà e umanità che sta raccogliendo seguito e aiuti per realizzare questo sogno

e dare una casa ai bambini feriti dalla vita.Ivan Nossa-Uganda-Africa-Orfanatrofio- Atiak.

Ivan Nossa ci ha raccontato nei dettagli come è nato tutto questo e come è possibile contribuire anche con piccoli gesti.

Il viaggio che ti ha portato in Africa a visitare l’orfanotrofio in Uganda è un vero e proprio ‘cammino del perdono’. Puoi spiegarci meglio il senso di questo viaggio e cosa ti ha spinto a compierlo?
L’incontro con sister Rosemary Nyirumbe è stato qualcosa di miracoloso di cui sono grato ogni giorno. È accaduto quasi per caso, ma ormai al caso non credo più, perché vedo come la vita opera nel nostro cammino se ci lasciamo prendere per mano. Nel luglio 2017 stavo cercando qualcuno che scrivesse l’introduzione al mio libro “Il Potere e la Magia del Perdono”. Cercavo un’anima speciale che potesse insegnarmi il senso profondo del perdono e arricchire il messaggio del libro e l’ho trovata. Durante il nostro incontro è nata una forte amicizia e mentre parlavamo di perdono mi disse “Ivan vieni a trovarmi in Uganda, compiamo insieme qualche passo del cammino del perdono”. Io risposi “va bene, a patto che mi faccia lavorare con gli orfanelli, è una vita che lo desidero”.

Così un anno dopo mi sono ritrovato in Uganda, a Gulu, nell’estremo nord non lontano dal confine col Sud Sudan attualmente in guerra. Li stava nascendo un nuovo progetto, l’orfanotrofio di Atiak e Sister, come la chiamano tutti amichevolmente, con la sua solita schiettezza mi ha detto “Ivan, finita la costruzione serve qualcuno che mi aiuti a mantenere tutti i bambini che accoglieremo, servono cibo, medicine, vestiti e soldi per la scuola. Te ne dovresti occupare tu”. “Va bene!” ho risposto un po’ incosciente, ma pieno di entusiasmo. Così nasce la storia del mio impegno in Uganda, dove ho vissuto un viaggio bellissimo a contatto con bambini meravigliosi che porto nel cuore.Ivan Nossa-Uganda-Africa-Orfanatrofio- Atiak.

Per quanto riguarda il cammino del perdono, io avevo qualcosa di grande da perdonare, ne parlo nel libro, ero già a buon punto, oserei dire, ma questo viaggio mi ha permesso di fare un passo in più. Sentire le storie delle ragazze che sono state abusate, schiavizzate, mutilate dai ribelli e che poi, pian piano, sono riuscite perdonare per rinascere a nuova vita e ritrovare una dignità, mi ha aperto le porte del cuore. Se possono perdonare loro, perché non posso farlo io? Sempre e senza condizioni.

Perché il perdono ci libera e ci permette di riportare amore dentro di noi.

Quando hai compiuto il viaggio e quali sono le tappe di questa avventura?
Il viaggio è avvenuto tra giugno e luglio 2018, sono stato nella comunità di Santa Monica a Gulu. Poi di giorno andavo spesso a visitare l’orfanotrofio di Atiak ad un’ora di distanza. La mattina, mentre i bambini erano a scuola, si andava a fare la spesa per quegli angioletti, come mi piace chiamarli, e il pomeriggio si passava del tempo con loro. Ho visto anche il confine col Sud Sudan e il problema dei profughi. Una cosa mi ha colpito molto, sebbene l’Uganda sia un paese abbastanza povero, loro hanno sempre un pensiero per chi scappa dalla guerra e pensano sempre anche ad aiutare. Si può essere generosi anche se poveri, questa è una grande lezione che porterò sempre con me.

E’ nato così il progetto che ora sto seguendo “Adotta l’orfanotrofio di Atiak”, sono grato alle molte persone che già mi hanno scritto e stanno aiutando. E’ possibile aiutare con piccole donazioni, spedendo materiale, proponendosi qualora si abbiano i requisiti per fare il volontario, oppure come fai tu Debora, parlandone e diffondendo il progetto. L’oranotrofio di Atiak è stato aperto ottobre 2018 e conta di ospitare circa 80 bambini, al momento ce ne sono 18 tra cui anche un paio del Sudan.

Ivan Nossa-Uganda-Africa-Orfanatrofio- Atiak.

Come sei tornato da questo viaggio? Quali cambiamenti ha provocato in te?
Senza dubbio mi ha cambiato e conto di tornare appena possibile per seguire l’orfanotrofio. Mi ha aperto il cuore, credo ci sia ancora del lavoro da fare, quindi non vedo l’ora di tornare per imparare da loro altre lezioni di vita inestimabili. Ogni sorriso, ogni abbraccio era un insegnamento che non dimenticherò mai. Mentre ero in Africa ho notato che era come se vedessi ogni cosa del mio mondo in modo diverso. Vedevo tutto da lontano e quello che qui in Italia mi sembra un problema, visto da quel posto mi sembrava piccolo piccolo, di poca importanza. Ogni cosa aveva preso una dimensione diversa e forse finalmente la vedevo nella giusta dimensione. Tendiamo a focalizzarci sui nostri problemi senza renderci conto che il mondo è grande e c’è molto di più.

Per tutti i lettori che volessero partecipare sostenendo questo progetto e aiutando i bimbi dell’orfanotrofio di Atiak, è possibile contattare Ivan Nossa ai seguenti recapiti: info@ivannossa.com – www.ivannossa.com

Giovanni Forte

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