Milano: L’Adorazione dei Magi nell’arte di Artemisia Gentileschi

Milano: L’Adorazione dei Magi nell’arte di Artemisia Gentileschi

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Il capolavoro per Milano: Artemisia Gentileschi, L’adorazione dei Magi della Cattedrale di Pozzuoli – Al Museo Diocesano di Milano fino al 26 gennaio 2020

Milano: L’Adorazione dei Magi nell’arte di Artemisia Gentileschi

Il volto dolcissimo della giovane Maria che con gesto liturgico offre il bimbo alla venerazione dei Magi, sotto gli occhi attenti di san Giuseppe attrae e commuove nell’opera di Artemisia Gentileschi, proveniente dalla cattedrale di Pozzuoli, in mostra a Milano nell’ambito dell’iniziativa il Capolavoro per Milano offerta, come ogni anno, dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini per le festività natalizie.

Per la prima volta viene proposta un’opera realizzata da un’artista donna.

Le grandi figure dei Magi, riccamente abbigliati di stoffe preziose secondo la moda del ‘600, occupano quasi tutto lo spazio, ed esprimono la solennità dell’epifania con gesti di riverenza e rispetto.

Come nella tradizione iconografica, è il più anziano a inginocchiarsi di fronte alla madonna e al bambinello, offrendogli un prezioso oggetto d’argento cesellato.

Il simbolismo del numero tre sta a rappresentare l’universalità di tutti i potenti che hanno riconosciuto nel bimbo appena nato la natura divina. Un sapiente gioco di sguardi crea un’atmosfera di affettuosa intimità tra i personaggi.

L’influenza caravaggesca si coglie nella gamma cromatica essenziale, nelle variazioni dei toni marroni, rossi, blu e gialli, cui si associa una straordinaria attenzione per la realtà degli oggetti e la resa scenografica degli effetti luce-ombra.

L’Adorazione dei Magi,

per la prima volta a Milano,

è uno dei dipinti più significativi della carriera di Artemisia.

Si tratta di una tela decisamente imponente di oltre 3 metri per 2 m., eccezionalmente data in prestito dalla Diocesi di Pozzuoli (NA), dove è stata realizzata come parte di un ciclo decorativo fra il 1636 e il 1637.

Artemisia Gentileschi e Napoli

Nel 1630 Artemisia Gentileschi, la cui storia complessa e travagliata è assai nota, già artista affermata, si reca a Napoli, allora una delle due città più importanti e vivaci d’Europa, insieme a Parigi.

Qui il vescovo spagnolo di Pozzuoli Martìn de Lèon y Cardenas, dopo l’eruzione del Vesuvio del 1631 che aveva risparmiato la città, decide di realizzare un ciclo di affreschi nel coro della cattedrale, sorta sul sito di un antico tempio pagano, tante volte rovinata e distrutta a causa dei fenomeni di bradisismo cui è soggetto il territorio puteolano.

Ad Artemisia sono affidate ben tre tele (oltre all’Adorazione dei Magi, i Santi Procolo e Nicea, e San Gennaro nell’anfiteatro), eseguite fra il 1635 e il 1637, prima della sua partenza per l’Inghilterra.

Completano il ciclo pittorico altre otto opere affidate a Massimo Stanzione, Giovanni Lanfranco, Cesare Fracanzano e ad altri artisti napoletani.

Nel 1964 un incendio distrugge il tetto e danneggia l’interno della cattedrale, ma fa anche riscoprire il tempio originario, oggetto ora di approfondite ricerche archeologiche.

L’adorazione ne risulta danneggiata, come si può osservare nella figura del Re nero, che si perde sullo sfondo offuscato anche a causa dell’incendio.

Artista “camaleontica”, come si sottolinea nei saggi in catalogo, Artemisia sa capire le richieste della committenza e sa rispondervi con genialità. La pala d’altare con L’Adorazione dei Magi, oltre a essere la sua prima importante commissione pubblica, è anche un importante riconoscimento del valore della sua opera.

Artemisia Gentileschi: la vita e l’opera

Nel video Nadia Righi, curatrice della nostra insieme a Roberto della Rocca, “racconta” l’arte di Artemisia Gentileschi e come è nato il capolavoro dell’Adorazione dei Magi

Caritas ambrosiana: l’Adorazione per tutti

Caritas ambrosiana, in collaborazione con il Museo Diocesano, ha proposto il Capolavoro per Milano ad alcuni gruppi di persone che frequentano i servizi rivolti alle aree di bisogno.

I volontari Caritas impegnati a costruire con gli emarginati percorsi personalizzati volti all’emancipazione e alla valorizzazione delle proprie competenze e abilità, oltre allo specifico intervento sociale, propongono la riscoperta della bellezza attraverso l’incontro con l’opera di Artemisia Gentileschi, convinti dell’apporto positivo e necessario dell’arte nella costruzione del sé e nell’arricchimento umano.

All’esposizione del Capolavoro aderiscono diverse aree, relative ad anziani, donne detenute, persone frequentanti il centro diurno per rifugiati della cooperativa Farsi Prossimo, malati di aids, persone soggette a grave emarginazione e frequentanti il centro diurno dei frati minori francescani.

Il Bistrot

Per una pausa nella bellezza il Bistrot interno al museo è aperto dal martedì alla domenica e serve easy lunch e aperitivi. A primavera riaprirà il Bistrot nel chiostro, un’oasi di pace all’aria aperta nel cuore di Milano.

Per conferenze, proposte didattiche e visite guidate consultare il calendario ricco di iniziative per tutti i visitatori.

Catalogo di Silvana Editoriale.

Il Capolavoro per Milano: Artemisia Gentileschi, L’adorazione dei Magi della Cattedrale di Pozzuoli – Al Museo Diocesano di Milano fino al 26 gennaio 2020 –  www.chiostrisanteustorgio.it 

Elefteria Morosini

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