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Arte & Cultura,  Life gallery

Non di solo pane. Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento

L’esposizione a Carpi, città Rinascimentale

 “Non di solo pane. Cucina, tavola e cibo nel Rinascimento” è la mostra allestita a Carpi da fine marzo che propone un viaggio attraverso “la più antica delle arti e la più importante delle scienze”, come la definiva nel Settecento il gastronomo Jean Anthelme Brillat Savarin. Aperta fino al 10 gennaio 2027. Non di solo pane” nasce dal testamento del cardinale carpigiano Rodolfo Pio che  nel 1564, lasciò agli eredi  “una forma intiera di formaggio Parmigiano”, un bene già allora di  grande valore.

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Palazzo del Pio

Non di solo pane: l’esposizione

La mostra allestita nei Musei di Palazzo dei Pio propone un viaggio multisensoriale tra profumi e suoni che ricostruiscono ambienti, gesti e rituali della cucina rinascimentale  attraverso ceramiche, utensili, opere d’arte, installazioni immersive e interattive.

Vi accolgono gli avatar di alcuni grandi protagonisti della gastronomia carpigana, al servizio della casata dei Pio, famosi per i loro trattati gastronomici e l’influenza  sulla cucina europea.

Cucina, tavola e cibo sono le tre sezioni in cui si articola l’esposizione, all’insegna dell’inclusione, dell’integrazione tra culture, del rispetto e della cura per il cibo.

Il cuoco Cristoforo da Messisbugo introduce alla sezione dedicata alla tavola attraverso una selezione di opere d’arte e una mensa apparecchiata con vasellame, vetri, posate medievali e rinascimentali, tra cui la graffita carpigiana: perché “la bellezza della presentazione del cibo  è quasi importante quanto il suo sapore”.

Nella seconda sezione dedicata alla cucina Bartolomeo Scappi illustra una rara e preziosa rotella tagliapasta del XVI secolo e la gestione del fuoco. Si sofferma su cinque azioni: pesare, preparare, cuocere, conservare, riparare o buttare.

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sperone da pasta, bronzo, XVI secolo

Nella terza sezione Bartolomeo Sacchi detto Platina illustra gli alimenti diversi che  mangiavano i signori e i poveri.  In postazioni interattive  si “assaporano” profumi, suoni, fragranze di pane, carne, pesce formaggio,  frutta, verdura e vino.

Bartolomeo Scappi, Opera, cucina,

Per i più piccoli sono predisposte esperienze di gioco e curiosità. In pausa-pranzo sono disponibili cestini con prelibatezze locali, da magiare mentre si è guidati alla visione di un’opera d’arte a rotazione.

Carpi, città rinascimentale

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Carpi centro storico

Secondo la leggenda il suo nome deriva dall’albero di Carpine su cui il re longobardo Astolfo ritrovò il falco perduto durante una battuta di caccia e lì decise di fondare la sua città.

Cuore del borgo è la vivace Piazza dei Martiri, tra le più grandi d’Italia. Qui sorge il Palazzo dei Pio, l’antica residenza della signoria che governò la città fino al XVI secolo. Alberto III Pio trasformò l’antica struttura difensiva in una raffinata dimora principesca che assembla in un unico grande complesso architettonico edifici costruiti tra il XIV e il XVIII secolo.  Sulla piazza si affacciano la Torre del Passerino, il Torrione degli Spagnoli e la Rocca Vecchia d’epoca medievale. Di fronte si estende il suggestivo Portico Lungo con 52 arcate quattrocentesche e edifici nobiliari decorati con affreschi e stemmi araldici.

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A nord chiude la piazza  il Duomo  fondato nel 1515 e centro della  vita spirituale. A sud si apre l’antica Strada Maestra, con il Portico del Grano. Alle spalle della piazza si trova la Pieve di Santa Maria in Castello, detta La Sagra”, uno degli edifici religiosi più antichi di Carpi, con accanto il monumentale campanile.

I Musei  di Palazzo Pio

Il Museo del Palazzo conserva dipinti, affreschi, ceramiche, terrecotte, xilografie; il Museo della Città ne racconta la storia dai primi insediamenti  fino al Novecento.

Il Museo Monumento al deportato sorge nel cortile del palazzo in ricordo di coloro che furono deportati nel campo di Fossoli, nei pressi di Carpi, e da qui trasferiti nei Lager tedeschi. Tra di essi Primo Levi, che lo ricorda nei primi capitoli di Se questo è un uomo. Nelle sale del Museo sono incise le parole dei perseguitati e dei resistenti e i nomi di tutti coloro che morirono  in questo percorso di sterminio.

Il Teatro Comunale di Carpi

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Inaugurato pochi mesi dopo la proclamazione del Regno d’Italia, è ancora oggi un punto di riferimento per l’attività teatrale e musicale del territorio, sotto la direzione artistica di Carlo Guaitoli. Nato per iniziativa dei palchettisti, è ispirato  al modello del teatro-tempio, con la sala a palchi sovrapposti, tipica dei teatri all’italiana, ricca di stucchi e velluti. Spicca il sipario storico con Orfeo e le Muse.

L’ultimo restauro risale a dopo il sisma del 2012. Qui si sono esibiti Eleonora Duse, Beniamino Gigli,  Luciano Pavarotti e molti altri artisti, compagnie e orchestre di rilievo nazionale e internazionale.

Rinomate produzioni carpigane

Oltre al suo straordinario patrimonio storico e artistico, Carpi vanta una lunga tradizione nella maglieria e nel settore tessile, che ha contribuito a trasformare la città in uno dei distretti italiani di eccellenza nella produzione di abbigliamento e knitwear.

Questa vocazione industriale e artigianale, unita alla creatività locale, continua a essere un elemento distintivo dell’identità e dell’economia della città, importante anche per la produzione di prelibatezze enogastronomiche: dal Parmigiano al Lambrusco, dalla mostarda  al famoso Aceto Balsamico.