Scarpe, vero totem della libido in mostra a Venezia

Scarpe-T Fondaco dei Tedeschi by DFS

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T Fondaco dei Tedeschi by DFS in collaborazione con il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, presenta “I’m not Cinderella, I just love shoes”: un viaggio nella storia più recente nel design delle calzature femminili narrato attraverso quattro ritratti di donne singolari.

Donne che scelgono di indossare delle scarpe coraggiose, eccentriche e ricercate: le scarpe con il tacco da sempre sono il simbolo della femminilità ed è dal piacere di piacere sia a sé stesse sia agli altri che nasce il loro stretto legame con chi le indossa.

Scarpe-T Fondaco dei Tedeschi by DFS

T Fondaco dei Tedeschi by DFS

Si intitola “I’m not Cinderella. I just love shoes” la mostra esposta dal 16 novembre scorso al T Fondaco dei Tedeschi by DFS , il lifestyle department store nel cuore di Venezia. L’esposizione si compone di circa quaranta modelli di scarpe con tacco provenienti dal Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, che raccoglie una collezione di oltre 1500 calzature femminili di lusso. .

Le calzature in mostra, prodotte dal calzaturificio Rossimoda sono state selezionate per rappresentare quattro possibili profili psicologici di donna e appartengono tutte a collezioni passate, dagli anni Sessanta ad oggi. Tra i brand esposti, solo per citarne alcuni, ci sono: Christian Dior, Givenchy, Emilio Pucci, Fendi, Nicholas Kirkwood, Kenzo, Loewe e Celine.

E per raccontare la storia dei tacchi sono inoltre esposti alcuni modelli della piccola ma preziosa collezione di calzature antiche ospitata al Museo. Si parte da uno zoccolo in legno, intarsiato in madreperla, del secolo XVI per arrivare al famoso “tronchetto” della seconda metà del XIX secolo.

Allestimento ed elemento narrativoScarpe-T Fondaco dei Tedeschi by DFS

L’allestimento di “I’m not Cinderella. I just love shoes” è stato pensato all’interno di una “scatola bianca”, affinché la forma e l’estetica della calzatura, così come i suoi colori e la sua artigianalità risaltino. Le scarpe in mostra di proposito non sono state inserite in teche bensì posate a terra o su scatole, idealmente pronte per essere indossate.

I quattro profili di donna e le “loro” scarpe

Le quaranta calzature prendono vita e sono raccontate attraverso un allestimento che fa riferimento all’identità, i valori e le motivazioni di quattro possibili profili psicologici di donne:  Eleganza equilibrata, Ambizione grintosa, Successo estetico e Creatività audace – che sono stati redatti dalla psicologa della moda Paola Pizza.

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«Ci si può rispecchiare in una di queste quattro rappresentazioni del sésottolinea Paola Pizza, psicologa della modaoppure immaginare il proprio diverso e originale modo di esprimere l’identità, utilizzando le scarpe come un linguaggio che collega corpo e psiche, esterno e interno, individuo e gruppo. Il significato delle scarpe, vero totem della libido, va interpretato in relazione all’identità personale e sociale e allo stile di vita. Esse narrano la mediazione tra il principio del piacere (voglio!) e il principio di realtà (posso?), e tra il sé reale, ideale e imperativo. Permettono inoltre di giocare con la molteplicità dei nostri sé, e di passare da un sé ad un altro (ad esempio da quello lavorativo a quello seduttivo), semplicemente sfilando una scarpa e indossandone un’altra.”

I’M NOT CINDERELLA, I JUST LOVE SHOES – T Fondaco dei Tedeschi- Venezia  -16 novembre 2018 – 13 marzo 2019 – Orario: 10-20, entrata gratuita

 

Redazione

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