Una malattia subdola

TUMORE OVARICOUna malattia subdola

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Una malattia subdola

Una delle patologie femminili meno note e per questo motivo più pericolose, è il tumore ovarico, che nel mondo colpisce ogni anno circa 250.000 donne – in Italia 37.000 – con una mortalità molto alta: il 50% a 5 anni. La principale causa di questi dati sconcertanti è la non conoscenza della malattia (per il 70% delle donne italiane) che non porta sintomi specifici, e dunque la relativa diagnosi tardiva, a fase avanzata, quando le terapie hanno minori chanches di successo. E’ quindi fondamentale l’informazione. La promuove ACTO Onlus (Alleanza contro il tumore ovarico, www.actoonlus.it). ” Le donne non conoscono il tumore ovarico e quindi non ne parlano, i media se ne occupano ancora troppo poco e anche la maggior parte delle donne che sono guarite o convivono con la malattia preferisce non parlarne” afferma Nicoletta Cerana, presidente ACTO Onlus. I principali fattori di rischio di questa malattia sono la storia familiare – come per il tumore dell’utero e della mammella – se ne sono state affette la madre e la sorella l’incidenza è del 15/25% (si è basata su questo motivo la decisione dell’operazione preventiva di asportazione delle mammelle presa dalla famosa attrice Angelina Jolie). Un altro fattore di rischio è l’età peri o post menopausale, oppure alterazioni del patrimonio genetico di origine ereditaria: per accertarne l’esistenza occorre effettuare il test genetico BRCA1 e BRCA2. In ogni caso sono consigliabili indagini mediche dell’addome e la visita ginecologica con ecografia pelvica, e il controllo dei marcatori tumorali. Solo la diagnosi tempestiva può migliorare le probabilità di sopravvivenza: se il tumore viene diagnosticato in stadio iniziale la possibilità di sopravvivere a 5 anni è del 75-95% mentre scende al 25% per gli stadi avanzati.

Una malattia subdola

” La diagnosi preventiva cambia la prognosi perché consente una chirurgia ottimale che a sua volta influenza positivamente il dopo intervento” dichiara Nicoletta Colombo, direttore dell’Unità di Ginecologia Oncologia Medica all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, professore associato di ostetricia e Ginecologia all’Università degli Studi di Milano Bicocca e membro el Consiglio Direttico di ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico. “Negli stadi avanzati, la guarigione può essere raggiunta da circa il 30% delle pazienti. Per l’altro 70% l’obiettivo si sposta sulla cronicizzazione della malattia: attraverso l’impiego dei farmaci più efficaci, si cerca di far convivere la paziente con il tumore, assicurandole la migliore qualità della vita”. Oggi la terapia si basa essenzialmente sul trattamento chirurgico e la chemioterapia pre e post intervento. Negli ultimi anni, inoltre, si sono affermate nuove cure a bersaglio molecolare con terapie anti-angiogeniche che arrestano lo sviluppo dei vasi sanguigni di cui il tumore ha bisogno per proliferare e diffondersi.

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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