Valle Isarco: dove l’autunno comincia a tavola
I luoghi per vivere un dolce calendario in Alto Adige
Quattro borghi, un territorio e una stagione che si annuncia prima ancora di arrivare. In Alto Adige l’autunno ha il profumo delle castagne sul fuoco, del mosto appena svinato, delle mele mature e dei Krapfen della tradizione. Un itinerario gourmand tra Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro, nel cuore della Valle Isarco, dove la gastronomia diventa il modo più autentico per conoscere il territorio.
In Alto Adige l’autunno sembra avere un calendario tutto suo. Non comincia necessariamente quando le foglie cambiano colore o quando le temperature si fanno più fresche: in Valle Isarco può iniziare molto prima, quando i primi Krapfen verdi di Velturno finiscono nell’olio bollente.

È un piccolo rito contadino che racconta perfettamente lo spirito di questa stagione: ingredienti semplici, ricette tramandate, prodotti del territorio e quella convivialità che trasforma una tavola in un’esperienza. Tra Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro, l’autunno si scopre così, partendo dai fornelli e arrivando fino ai sentieri, ai vigneti e ai masi.
Quattro borghi diversi, ma uniti da un filo comune: la capacità di custodire tradizioni antiche e trasformarle in un modo contemporaneo di vivere il territorio. Qui la pazienza è ancora una virtù e le cose buone richiedono tempo: maturano sugli alberi, fermentano nelle cantine, cuociono lentamente e, spesso, si gustano rigorosamente con le mani.
Quattro borghi, un solo respiro
Chiusa accoglie con il fascino dei suoi vicoli medievali e quella dimensione raccolta che le è valsa anche il soprannome di “Città degli artisti”. Sopra il borgo, il Monastero di Sabiona domina la valle come una presenza silenziosa e suggestiva. Un paesaggio che nei secoli ha conquistato anche artisti come Albrecht Dürer, che qui trovò ispirazione per la sua arte.
A Barbiano lo sguardo viene catturato dalla celebre torre pendente, ancora più inclinata della Torre di Pisa, mentre la natura offre lo spettacolo delle cascate del Rio Ganda, articolate in otto salti. È anche il territorio delle prugne, protagoniste di una festa che ogni anno celebra uno dei frutti simbolo della zona.
Velturno, un tempo residenza estiva dei principi vescovi di Bressanone, è oggi indissolubilmente legato ai suoi castagneti: circa 3.300 alberi che disegnano il paesaggio e accompagnano uno degli itinerari più belli della stagione, il Sentiero del Castagno. E poi ci sono loro, i Krapfen verdi, una specialità locale ancora relativamente poco conosciuta al di fuori della Valle Isarco.
Infine Villandro, affacciato sull’Alpe di Villandro tra i 1.700 e i 2.500 metri, regala panorami sulle Dolomiti occidentali e il profumo inconfondibile del pino mugo. Un luogo dove il paesaggio alpino incontra una gastronomia profondamente legata alla montagna.

Valle Isarco: la mela e il vino nuovo che annunciano l’autunno
Prima delle castagne è spesso la mela a raccontare il cambio di stagione. Lungo il tratto del Sentiero del Castagno che da Velturno scende verso Chiusa, il percorso attraversa meleti e campi coltivati prima di immergersi nel bosco e risalire verso Sabiona.
È un dettaglio sorprendente per chi pensa a questo itinerario esclusivamente come a una via dedicata alle castagne. Qui, invece, i prodotti della terra si susseguono e si intrecciano.
La mela appena raccolta può diventare un piccolo dessert della tradizione contadina: anelli di mela fritti in pastella, profumati di zucchero e cannella. Una preparazione semplice e golosa che durante il Törggelen accompagna spesso piatti più sostanziosi, come canederli e specialità della cucina altoatesina.
Il vino nuovo e il rito del Törggelen. In Valle Isarco l’autunno ha un nome preciso: Törggelen. Una tradizione così radicata da essere considerata quasi una quinta stagione, dedicata al vino nuovo e ai sapori della cucina contadina.

Nelle Stube dei masi arriva il vino appena svinato, ancora giovane, frizzante e leggermente dolce, conosciuto come Siaße, insieme a speck, canederli, crauti e altre specialità del territorio.
Siamo in una delle zone vitivinicole più settentrionali d’Italia, particolarmente vocata alla produzione di vini bianchi eleganti come il Sylvaner. E il vino non rimane confinato alle cantine: durante il Törggelen diventa parte di un’esperienza conviviale che coinvolge masi, ristoranti, cantine e, in alcuni appuntamenti, anche i centri storici dei paesi.
A Chiusa, per esempio, il Törggelen può trasformarsi in una sorta di osteria diffusa a cielo aperto, dove il patrimonio gastronomico della valle incontra l’atmosfera del borgo.
La castagna e i Krapfen verdi

Se il vino è la voce dell’autunno, la castagna ne rappresenta il cuore.
A Velturno i castagneti secolari sono parte integrante del paesaggio e il Keschtnweg, il Sentiero del Castagno, attraversa boschi che in questa stagione si accendono di colori. Lungo il percorso non mancano i masi e le occasioni per assaggiare le caldarroste ancora calde, appena tolte dal fuoco.
È un gesto semplice e antico, quasi primordiale: prendere una castagna fumante tra le mani, aspettare che si raffreddi e assaporarla lentamente. Un rito che si sposa naturalmente con il vino nuovo e che racconta meglio di molte parole il rapporto tra la cucina dell’Alto Adige e il suo paesaggio.
I Krapfen verdi, la specialità da scoprire. Tra tutte le specialità della Valle Isarco, i Krapfen verdi di Velturno meritano un capitolo a parte.
La loro forma è allungata e il ripieno, a base di spinaci e ricotta, conferisce alla preparazione il caratteristico colore verde. L’impasto, legato alla tradizione rurale e realizzato con ingredienti semplici, viene steso, farcito e poi fritto fino a ottenere una sfoglia sottile e croccante.
Un tempo erano un piatto povero della cucina contadina, consumato nei giorni feriali. Oggi sono diventati una vera rarità gastronomica, preparata ancora artigianalmente nei masi della zona soprattutto durante il Törggelen e gli appuntamenti autunnali.
Ne esistono anche versioni dolci, con marmellata, castagne o prugne. Per assaggiarli nel loro contesto più autentico si possono raggiungere alcuni masi della zona, come l’Oberpartegger a Villandro o il Pschnickerhof, dove la degustazione può accompagnarsi a una passeggiata lungo il Sentiero del Castagno.
Valle Isarco: il calendario gourmand

L’autunno 2026 in Valle Isarco offre diversi appuntamenti da mettere in agenda.
Si parte dal 29 agosto al 13 settembre con le Settimane delle Prugne di Barbiano, dedicate a uno dei prodotti simbolo del territorio, tra menu speciali, prodotti tipici ed escursioni lungo il Sentiero delle Prugne.
Dal 18 al 20 settembre, invece, Chiusa ospita la 21ª Festa del Törggelen: tre giornate all’insegna della gastronomia altoatesina con canederli, ravioli a mezzaluna, salsicce con crauti, Krapfen dolci, Strauben e caldarroste.
Dal 21 al 27 settembre l’appuntamento è a Verdignes, nel comune di Chiusa, con il Birmehlherbst, l’“Autunno della farina di pera”. Si tratta di una preparazione ottenuta essiccando le pere e macinandole, un tempo utilizzata anche come dolcificante naturale quando lo zucchero rappresentava un bene costoso. Il programma prevede locande a tema, escursioni notturne e il Birmehlsunntig, la domenica conclusiva dedicata alla farina di pere.
Il gran finale arriva a Velturno, dal 17 ottobre all’8 novembre, con la 29ª Settimana delle Castagne. Escursioni guidate, esperienze di raccolta, laboratori per bambini, degustazioni e appuntamenti dedicati al Törggelen accompagnano la stagione fino al weekend conclusivo: sabato 7 novembre con il mercato della castagna “Nigl” e domenica 8 novembre con la grande festa Keschtnigl-Sunntig nel centro storico.
Un viaggio che comincia dalla tavola. In Valle Isarco l’autunno non è soltanto una stagione da osservare: è una stagione da assaporare.
È nei meleti che precedono i boschi, nelle castagne raccolte lungo i sentieri, nel vino giovane versato nelle Stube, nelle ricette dei masi e nei Krapfen verdi che raccontano una tradizione ancora viva. Un viaggio nella Valle Isarco diventa così un modo per entrare in contatto con un territorio attraverso tutti i sensi, seguendo il ritmo della natura e quello, altrettanto prezioso, della cucina.
Perché qui l’autunno, prima ancora di colorare i boschi, profuma di buono.
Come arrivare a Chiusa
In auto: dall’A22 del Brennero, uscita Chiusa-Val Gardena. In treno: Chiusa è servita direttamente dalla linea ferroviaria del Brennero, con la stazione in paese. Una soluzione comoda e più sostenibile per iniziare il viaggio lasciando l’auto a casa.


