La Biennale del Colore: la prima è a Magenta
Sino al 25 ottobre si celebra il simbolo della città
La prima Biennale del Colore a Magenta è iniziata ufficialmente il 9 ottobre e resterà aperta fino al 25 ottobre. Andrea Cairati, Presidente di Fucsina ETS e Project Director della manifestazione, ne sintetizza la visione: “La Biennale nasce per celebrare il colore come linguaggio universale capace di superare ogni differenza e unire la comunità attorno a un’identità unica al mondo.”
Il colore Magenta, una storia che diventa simbolo
Nato nel 1859 in onore della Battaglia di Magenta, questo colore intenso e vibrante porta con sé un’eredità di coraggio, rivoluzione, trasformazione e destino. È un colore che nasce dalla storia e si proietta nella contemporaneità, diventando oggi attraverso questa manifestazione, elemento di ricerca artistica e linguaggio espressivo interpretato dalle nuove generazioni.

Una Biennale diffusa tra arte, scuole e territorio
La Biennale coinvolge oltre 2500 studenti delle scuole cittadine, associazioni locali e artisti provenienti da tutta Europa. Arte, design, musica, fotografia, laboratori e interventi urbani compongono un mosaico interdisciplinare che abbraccia Magenta e, in parte, Milano.
La Biennale del Colore: il cuore è Magenta International Art Prize

Nella ex Banca Popolare di Novara, trasformata in una Color Gallery, sono esposte le opere di 20 artisti selezionati dai curatori Manuel Zoia e Giovanni Cestari. Il premio, dedicato alla ricerca sul colore magenta, vuole costituire il primo nucleo di una futura collezione civica unica al mondo. Una prestigiosa giuria di esperti selezionerà le tre opere vincitrici.
Il premio fisico è una statuetta magentina del generale Mac Mahon, reinterpretata dal giovane Marco Papa con il supporto di MarMor. La stessa figura è protagonista di Visione Granito, La percezione della materia, installazione immersiva di Margherita Bellodi, curata da Martina Corbetta, nel caveau dell’ex banca: una rete metallica modellata a evocare la complessità del granito, illuminata da luce color magenta che diventa dispositivo narrativo e ponte tra luogo, storia e percezione in un equilibrio di pieni e vuoti, una costruzione leggera che invita a riflettere sul confine tra realtà e percezione.
La Biennale del Colore a Casa Giacobbe

La treccia e gli equilibri dinamici -Arte per la Pace Preventiva.
Il monumento simbolo della città ospita la mostra collettiva La treccia e gli equilibri dinamici, a cura di Fortunato D’Amico con il patrocinio di Fondazione Pistoletto Cittadellarte. Le tracce della Battaglia di Magenta sulla facciata diventano occasione per riflettere sui conflitti contemporanei, ispirandosi al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e alla Treccia della Pace Preventiva.
Contributi artistici.
Bepart: animazione in realtà aumentata che trasforma i segni della battaglia in magenta, generando il Terzo Paradiso. Angelo Bonello: ART IS, mosaico digitale con le risposte di oltre cento artisti alla domanda “Cos’è l’arte?”. Brunivo Buttarelli: Ruggero e Rodomonte, scultura dedicata ai guerrieri dell’Orlando Furioso. Mirko Demattè: opere su lamiere ossidate, segnate da rotture e ferite. Max Falsetta Spina: cortometraggio in AI dalle visioni apocalittiche. Max Marra: Ecco l’uomo, installazione ispirata ai Bronzi di Riace. Anna Montini: dialogo tra corpo umano, natura e volo.
E, ancora…Daniela Pellegrini: fotografie del cammino di Compostela, tra viaggio e introspezione. Ercole Pignatelli: rilettura della Guernica di Picasso. Michelangelo Pistoletto: Terzo Paradiso di rose nel giardino antistante. Grazia Simeone: Sognatrice, contro la violenza, ricompone frammenti di Guernica sotto il segno del Terzo Paradiso. Chiara Vellini: la casa come gabbia, riflessione sulla violenza domestica. Centro Studi Sereno Regis: rassegna di cortometraggi sulla Pace Preventiva.
Davanti allo storico santuario dell’Assunta è presente un totem urbano che fa parte delle installazioni diffuse della manifestazione, un passaggio tra arte contemporanea e memoria religiosa. All’interno del santuario due celebri dipinti del Bergognone restaurati dal professor Carmelo Lo Sardo, docente e restauratore.

Luca Missoni porta in Biennale la sua ricerca venticinquennale sulla Luna. Osservazione astronomica e ricerca cromatica. MOON 2001 nasce dalla scomposizione dei colori della luce solare riflessa dalla superficie lunare; MOONPHASES 2023 presenta una sequenza di lune colorate che compongono un immaginario Sistema Lunare.
“Il respiro del bosco” all’interno del Parco del Ticino è un’esperienza immersiva dove la bellezza del parco con i suoi alberi incontra l’arte contemporanea. La doppia personale di Giovanni Sesia e Marco Croci intreccia pittura, fotografia e installazione in un dialogo con la natura. All’esterno, l’opera di Michel Vecchi presenta funghi colorati realizzati con legno di alberi caduti, lasciando le radici nel terreno come gesto di rispetto verso il ciclo rigenerativo della vita.
La prima Biennale del Colore ha trasformato il territorio del Magentino in un arazzo narrativo dove ogni filo, storico, artistico, simbolico si intreccia trasformando lo spazio pubblico in un laboratorio diffuso.
La città ha modo di riscoprire il proprio legame originario con il colore che porta il suo nome, tornando a pulsare dalle radici della storia per poi farsi presente, diventando un luogo di attraversamento con un racconto multisensoriale che si lascia guidare dalle vibrazioni del colore magenta, dal quale affiora un linguaggio doppio: antico e contemporaneo insieme, silenzioso ma potentissimo, capace di parlare alla memoria e al futuro nello stesso istante.
Il progetto è promosso dall’associazione Fucsina ETS e dal Rotary Club Magenta, con il contributo finanziario di Regione Lombardia (Avviso Unico Cultura), Fondazione Banca Popolare di Milano e Fondazione Ticino Olona, oltre al supporto di numerosi sponsor e partner locali e nazionali.
Testo di Cinzia Bianucci – Fotografie di Giovanna Dal Magro


