Zambia: un safari diverso, a piedi nel bush africano

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Zambia: un safari diverso, a piedi nel Bush africano

Zambia e i suoi parchi. E iniziato tutto leggendo un articolo in un libro che raccontava di trek indimenticabili ed in particolare di safari a piedi e di quanto fosse stato emozionante.

Infatti invece di essere solo spettatore che osserva gli animali in tutta sicurezza a bordo di una jeep, diventi veramente partecipe del safari, mettendoti allo stesso livello della fauna che ti circonda.

Con un minimo di ricerca su internet, ho scoperto che il paese ideale era lo Zambia e in particolare i parchi nazionali del Nord e Sud Luangwa.

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© Remote Africa Safaris

Sono parchi ricchi di tutte le specie di animali che uno desidera trovare e soprattutto hanno le migliore guide, gli unici in tutta il continente africano a seguire una formazione specifica per i safari pedestri.

Due guide di Remote Africa mi aspettano all’aeroporto di Mfuwe.

Dopo 10 minuti su una strada asfaltata, il 4×4 gira a destra e segue una pista piena di buchi che ti fanno saltare di continuo sul sedile. “Lo chiamiamo il massaggio africano” mi dicono, con un grande sorriso.

Molto presto fa buio, ma continuiamo il massaggio per 2 ore per arrivare poi al piccolo campo (massimo 10 ospiti), dove tutto lo staff mi sta aspettando per darmi il benvenuto.

Appena ho disfatto la mia borsa e mi sono rinfrescato, Jen, la proprietaria, mi dice di venire dietro il mio bungalow.

Alla luce di una torcia, ammiriamo un pitone di quasi 2m50 di lunghezza. “Sei fortunato”, dice, “non ne vediamo quasi mai. Benvenuto nel bush africano.”

Per 8 giorni, ho visitato il parco nazionale a piedi con il mio team di 3 accompagnatori : lo scout, armato di un fucile; la guida, che decide dove andare e ti spiega tutto della fauna e della flora del bush; il “portatore del tè”, che durante la pausa in mezzo al bush accende un fuoco, fa bollire l’acqua e serve il tè con un pezzo di torta (molto “british”).

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© Remote Africa Safaris

Il numero di animali che ho visto è notevole : centinaia di impala, di ippopotami, di babbuini e decine di zebre, di giraffe, di bufali, di antilopi, di elefanti, di coccodrilli e di tante altre specie.

© Remote Africa Safaris

I predatori sono i più difficili da vedere, però ho comunque avvicinato un leopardo e una iena.

Zambia: sulle tracce del leone

Vi racconto uno dei tanti momenti più emozionanti che certamente non avrei potuto vivere in un safari su jeep.

Il secondo giorno, dopo un quarto d’ora, la guida trova un impronta freschissima di un leone. Il felino era passato meno di un’ora prima e decidiamo ovviamente di seguire la traccia.

Non c’era vento, quindi muovendoci in silenzio, la possibilità di potere avvicinarci senza che il leone ci sentisse prima era buona. In questo momento si mescolano dentro di te l’adrenalina per l’eccitazione con l’ansia di ritrovarsi faccia a faccia con un degli animali più pericolosi del bush.

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© Remote Africa Safaris

Tutti i tuoi sensi si attivano : provi a sentirlo per capire quanto è lontano, provi a vederlo in caso fosse nascosto sotto uno dei tanti arbusti, provi pure a sentire il suo odore perché anche se è ben nascosto, non può controllare l’odore che emette.

Per due ore siamo andati avanti, controllando ogni arbusto e cercando in continuazione nuove impronte che confermassero che il leone fosse ancora davanti a noi.

Poi la guida vede un’impronta nuova, un po’ diversa dalle precedenti. “Ci ha sentiti”, dice, “guarda, si vede qua che ha accelerato il passo. Non ce la faremo a raggiungerlo”.

Anche se da un lato, questa è la storia di un fallimento, credo che mi abbia regalato molte più emozioni che se avesse avvistato un leone dalla jeep.

Ne potrei raccontare decine di queste storie, con le giraffe che ci osservano incuriosite, la lucertola gigante che, scappando da noi, cade quasi nel fiume o i resti di un impala che abbiamo trovato, era stato ucciso e mangiato da un leopardo e poi le ossa erano state divorate dalle iene in solo qualche ora.

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© Remote Africa Safaris

Ma anche la bellezza dei “love bird” verdi e il ballo nuziale dei “lilac breasted roller” azzurri.

E poi la gentilezza degli africani e in particolare della guida che ti spiega l’uso medicinale o pratico di certe piante e i rituali amorosi degli uccelli e degli insetti.

Sono tornato in Italia con la sensazione di avere vissuto un safari

veramente diverso. Ricco di emozioni

© Remote Africa Safaris

Aspetti pratici :
– Voli via Lusaka (capitale della Zambia) e poi voli interni verso Mfuwe.
– Agenzia specializzata : Expert Africa

Bush camp di Remote Africa. Campi visitati di Tafika, Takwela e Chikoko Tree
Per contattarmi : ancotnic@yahoo.it

testo di Nicolas Ancot – Copyright immagini © Remote Africa Safaris

Nicolas Ancot

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