Alma M. Karlin: esploratrice di Celje e del mondo –
“Il mondo appartiene agli audaci […] Chi non cerca di andare oltre gli angusti limiti dell’orizzonte che gli è stato dato in origine, […] ha sì vissuto, ma solo come un baco da seta nel suo bozzolo. La vita è l’esplorazione dell’ignoto.” Alma M. Karlin
Alma M. Karlin è stata un’infaticabile viaggiatrice che ha esplorato il mondo e la Slovenia, a partire dalla sua città natale Celje.
Qui Alma nacque nel 1889, sotto la monarchia austro-ungarica. Nonostante la salute fragile, la sua indole decisa e ribelle la portò a scelte avventurose e anticonformiste, sostenuta dal padre che purtroppo morì quando lei aveva solo 8 anni.
Ma in Alma continuarono a riecheggiare le parole che le aveva detto passeggiando per Celje: “Se inizi a viaggiare verso ovest e viaggi per molto tempo, alla fine finirai sempre nello stesso posto”.
Il talento per le lingue
Presto Alma rivelò un sorprendente talento per le lingue straniere: imparò oltre al tedesco, la lingua dell’Impero, il francese e l’inglese e anche l’esperanto, affascinata dall’idea di una lingua universale che favorisse la pace.
A diciannove anni partì per Londra, mantenendosi con le traduzioni e imparando altre lingue: svedese, danese, norvegese e persino russo, spagnolo e italiano. Allo scoppio della Grande Guerra si stabilì in Norvegia dove scoprì la sua passione per la scrittura.

E Alma M. Karlin iniziò il suo giro intorno al mondo
Alla fine del conflitto, rientrò a Celje. Ma nel 1919 partì per un giro del mondo di 8 anni per conoscere, capire, sperimentare. Compagni di viaggio un dizionario scritto a mano da lei in dieci lingue e Erika, la sua macchina da scrivere portatile.
Da Genova partì per Perù, Panama, Hawaii, Giappone, Corea, Cina, Filippine, Australia, Nuova Zelanda, Fiji, Nuova Caledonia, Nuove Ebridi, Isole Salomone, Nuova Guinea, Indonesia, Singapore, Thailandia, Birmania, India ed Eritrea, Stati Uniti.
Si manteneva con le traduzioni e i racconti di viaggio apprezzati in Europa, in Cina e Giappone.
Interessata a botanica, zoologia, arte, religione, antropologia e folklore, nei suoi “Diari di viaggio” raccoglieva miti, leggende, superstizioni, racconti. Collezionava anche oggetti di artigianato locale e curiosità con cui allestì una Wunderkammer, oggi visitabile nel museo di Celje, tra cui statue con poteri magici, monete rituali cinesi, ventagli e il suo kimono preferito.
A piedi in giro per la Slovenia
Nel 1927 tornò in Slovenia e, da appassionata escursionista, la percorse quasi tutta a piedi con un attrezzatura decisamente modesta e in condizioni climatiche spesso proibitive, alla ricerca della natura incontaminata.
A piedi ha esplorato Celje e i suoi dintorni, il Castello di Žovnek, l’Alta Valle della Savinja, compresa la valle Logarska dolina, la misteriosa valle Gračnica: oltre 255 località.

Nella sua città
Della sua città amava la Collina di San Nicola e l’antico Castello di Celje, un tempo dimora dei famosi e potenti Conti.

Una statua bronzea la effigia nella piazza Krekov, a pochi passi dalla stazione da cui era partita per il suo giro del mondo in una fredda mattina del 1919.

Una scalinata di 183 gradini nella località Pečovnik conduce alla casetta in cui Alma trascorse gli ultimi anni insieme alla sua compagna Thea Schreiber Gamelin, che, sotto l’occupazione nazista, quando a causa del suo pacifismo Alma M. Karlin fu arrestata e rischiò di finire in un campo di concentramento, riuscì a salvarla. Nella Jugoslavia di Tito Alma cadde in disgrazia per le sue idee anticomuniste.
La sua sete di conoscenza, la libertà mentale, l’innato anticonformismo la penalizzarono per tutta la vita, isolata e criticata dai contemporanei. Morì nel 1950 in povertà e solitudine.
Solo alla fine degli anni Ottanta la traduttrice Jerneja Jezernik scoprì e fece pubblicare postumi i suoi diari.
La casa oggi ospita un museo commemorativo visitabile gratuitamente. Nella mostra “Il viaggio solitario di Alma M. Karlin” vengono illustrati vari periodi della vita della viaggiatrice.
Josip Pelikan , il più famoso fotografo della Slovenia

Poco distante dalla statua di Alma M. Karlin, nel centro di Celje, si incontra quella di Josip Pelikan in sella a una bicicletta, intento a scattare una fotografia, come era solito fare con metodo anticipatore per il suo tempo.
Il suo studio, nel centro di Celje, è oggi Casa della Fotografia Pelikan.
Fonti d’archivio confermano che la viaggiatrice slovena è stata più volte ritratta dal fotografo, ma era sempre insoddisfatta perché Pelikan metteva troppo in risalto la sua palpebra sinistra, affetta sin dalla nascita da una leggera paresi.
La Casa della Fotografia di Pelikan è uno degli studi fotografici di inizio ‘900 meglio conservati in Europa, unico esempio di studio fotografico in vetro.

A Pelikan è dedicata la Slovenia Unique Experience Ospiti del fotografo Pelikan, una rievocazione di una photo-session di cento anni fa in cui un attore nei panni di Pelikan illustra i segreti di questa tecnologia d’epoca: dalla galleria all’atelier di ritocco, dalla camera oscura a un vero e proprio set, dove farsi ritrarre utilizzando le vecchie tecniche fotografiche.
In Slovenia vi attende l’incontro con questi affascinanti e insoliti personaggi.
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