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Spettacoli

Dio ride: frate Leopoldo predica e diverte

Dio ride è il nuovo film di Giovanni Veronesi  imperniato su un grande confronto attoriale tra Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando.

Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film mette al centro la ricerca della libertà, il rispetto della propria  verità interiore, il rapporto tra l’uomo e il potere, con le sue contraddizioni.

Nel cuore dell’Italia del ‘600, in un convento di cappuccini presso un borgo toscano arriva  Frate Leopoldo da Casamacchia, fuggendo dalla pestilenza e portando con sé fino allo stremo il suo priore debole e malato.

Mentre la Chiesa predica in latino e minaccia i tormenti dell’inferno, Fra Leopoldo dà vita alle storie del Vangelo con talento teatrale e gioia contagiosa, diffondendo  sollievo e speranza.

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@Enrico De Luigi

Ha avuto una visione di Dio che tutti accoglie nel Paradiso e che è capace di ridere insieme agli uomini. Si  scoprirà poi che è figlio misconosciuto di uno zanni; la sua capacità di affabulazione e la lingua ibrida che dà colore e vivezza al racconto fanno pensare allo straordinario Mistero buffo del grande Dario Fo.

Frate Leopoldo racconta il Vangelo e conquista il cuore di tanti che lo seguono ovunque, lasciando vuota la chiesa, con disappunto del prete, che lo denuncia per eresia, in un periodo in cui la chiesa si sente minacciata dal luteranesimo

A Roma, il Papa Innocenzo X affida il caso al cardinale Maculani, autorevole inquisitore e forse prossimo a succedergli, entrambi realmente esistiti e coinvolti  nel processo a Galileo Galilei.

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@Enrico De Luigi

Il confronto tra Leopoldo e Maculani, due uomini di chiesa che vivono la fede, in maniera del tutto diversa, avviene in profondità e mette in discussione convinzioni che sembravano incrollabili.  Leopoldo, nonostante su di lui incomba la tortura e la condanna, resta fedele a se stesso e il cardinale  Maculani si trova a scavare nella propria coscienza e a coltivare dubbi.

Sono soprattuto le donne e i giovani che si faranno portatori del seme che Leopoldo, senza esserne del tutto consapevole, ha fatto germogliare.

La contessa Isabella, donna di bellezza e intelligenza notevoli, ma sottoposta alla prepotenza e alla violenza del marito, trova la sua strada; i bambini ridono e il giovane fraticello, che lo aveva accolto nel convento, aggiunge al suo nome l’origine inventata per sé da Leopoldo, bimbo abbandonato, diventando Giacinto da Casamacchia e continuando la sua predicazione.

@Enrico De Luigi

Dio ride: due grandi attori danno intensità al film

Dio ride è il film più complesso e interessante del regista Giovanni Veronesi, che dirige Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, due grandi attori che danno intensità e spessore ai loro personaggi alle prese con scelte cruciali che riguardano convinzioni fondamentali, quali la fede in Dio e l’autenticità delle proprie scelte, di fronte al conflitto con il potere che reprime ogni espressione di dissenso.

Pregevoli le interpretazioni di Paolo Rossi, nei panni del priore fragile e malato, di Alma Noce che esprime la tensione verso un’altra vita della contessa Isabella, di Carlo Cecchi che impersona il Papa con incisività,  nella sua ultima apparizione al cinema.

Coinvolgente l’incipit nelle campagne toscane, riprese nella loro luce  naturale e mutevole con la macchina a spalla che pedina i personaggi e immerge  lo spettatore  nell’ambiente del racconto.

Tra grotte, acque, boschi, radure Frate Leopoldo predica sempre all’aperto dove chiunque può raggiungerlo. E con la sua spontanea vena ironica e claunesca affascina donne e uomini semplici, diverte i bambini e fa arrivare a a tutti la parola di Cristo in maniera diretta e naturale.

Ma la predicazione colpisce anche chi ha più raffinati strumenti intellettuali, come Isabella,  Maculani e il suo segretario particolare…

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@Enrico De Luigi

In spazi chiusi appare la Chiesa ufficiale: chiese vuote, palazzi sfarzosi, il tribunale dell’Inquisizione dove si tiene il processo, la cella angusta dove viene rinchiuso, incatenato, torturato Leopoldo.

«Si può ridere anche di Dio? Certo, non è una bestemmia questa, come si gioca e si scherza con le persone che amiamo». É la frase di Papa Francesco che  chiude il film.

Così Fra Leopoldo non ride di Dio e della sua Parola, ma ride con Dio: un cappuccino analfabeta, sta tra il papa che verrà quattro secoli dopo e l’esempio di Francesco d’Assisi, che non temeva di scandalizzare con il suo amore estremo per gli ultimi e i diseredati e considerava fratelli e sorelle tutte le manifestazioni della natura, anche il lupo e gli uccelli, anche la morte corporale.

Veronesi scrive una sceneggiatura a dieci mani andando oltre gli stilemi della commedia all’italiana dei suoi precedenti film (Moschettieri del re, Manuale d’amore, Per amore, solo per amore), mescolando tensione storica, religiosa e civile  in un racconto popolare e coinvolgente che tocca tematiche attuali.

Dio Ride di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X.

Nelle sale italiane dal 29 ottobre, distribuito da PiperFilm.

credito immagine di copertina @Enrico De Luigi