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Spettacoli

Lady Nazca e le linee del deserto peruviano

“Lady Nazca – la signora delle linee”  racconta l’impresa di Maria Reiche, la matematica tedesca che ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle misteriose  linee che attraversano il deserto peruviano. Nei cinema il 12 marzo. 

Lady Nazca: una donna sola nel deserto

L’inquadratura-chiave  del film mostra in campo lunghissimo Maria Reiche  sola in mezzo al deserto, assorta e paziente mentre con una scopa di saggina  pulisce dal tempo e dalla polvere  le gigantesche figure tracciate nel suolo migliaia di anni prima.

La donna vestita di bianco assorta nel suo lavoro di recupero è una giovane matematica tedesca di nascita e peruviana d’adozione, che aveva abbandonato nel 1936 l’Europa, in preda al dilagare di fascismo e nazismo.

A Lima insegna matematica e vive con Amy Meredith, che gestisce un locale e  le sarà vicina fino alla fine dei suoi giorni, nonostante le sue anticonformistiche scelte di vita, che le terranno a  lungo lontane. Ma l’amore porta Amy a condividere per un certo tempo i disagi della vita selvaggia di Maria.

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La svolta nella sua vita è innescata dall’incontro con l’archeologo francese Paul D’Harcourt che la coinvolge in una spedizione nel deserto di Nazca, a circa 450 chilometri a sud di Lima, tra l’Oceano Pacifico e le Ande, chiedendole di tradurre  alcuni documenti, da cui emerge un antico sistema di canali.

La tenacia di una donna che all’inizio è stata ritenuta “la pazza che spazza il deserto”

Durante un’esplorazione alla ricerca di reperti da vendere ai musei interessati, vengono individuate linee lunghe chilometri,  spirali e altre forme geometriche, figure di scimmie, uccelli, ragni, balene, tracciate nel suolo in scala gigantesca e con una precisione che sfida ogni spiegazione. D’Harcourt preferisce cercare reperti commercializzabili: le linee non lo interessano.

Maria invece si appassiona al mistero di quel deserto, di quelle linee che ripulisce, disegna, misura, mappa, indaga e si impegna a  proteggere.  Si trasferisce in una tenda, tra il deserto e una casa di contadini, che la assistono. Giorno dopo giorno, vivendo in condizioni estreme, fa delle linee la missione  di una vita intera.

La passione di Maria ha salvato le linee dall’essere trasformate in estese piantagioni di cotone dal latifondista locale, interessato solo allo sfruttamento agricolo dei terreni. Il film racconta la dedizione, i sacrifici, la tenacia di Maria, che dopo una dura battaglia, ha ottenuto che nel 1973 l’area venisse posta sotto tutela dal governo peruviano.

Nel 1994 le Linee di Nazca hanno ottenuto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Le linee di Nazca: un enigma ancora irrisolto

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Le linee di Nazca, linee lunghe fino a 20 chilometri, disegnano  trapezi, triangoli e figure zoomorfe visibili solo dall’alto o dalle colline. Risalgono alle antiche civiltà Paracas e Nazca che le hanno realizzate rimuovendo lo strato superficiale di pietre scure per far emergere il terreno più chiaro sottostante.

Il loro significato tuttavia non è ancora del tutto certo.  Altri studiosi le considerano percorsi cerimoniali o simboli legati al culto della fertilità. Peter Kolosimo, negli anni ‘60, in “Non è terrestre”, con cui vinse  il premio Bancarella, le aveva interpretate come segni di presenze aliene sulla Terra. Grazie all’intelligenza artificiale, recentemente sono state scoperte nel suolo desertico centinaia di nuove figure.

L’ipotesi di Maria Raiche è che si  potrebbe trattare di uno straordinario osservatorio astronomico per osserva il sole e determinare il calendario.

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La studiosa ha passato tutta la sua vita nel deserto, in una semplice capanna, poi trasformata in museo e dove si trova oggi la sua tomba. Qui è morta l’8 giugno 1998 a 95 anni,  assistita dalla sua compagna fino alla fine. Nel 1993 aveva ricevuto la Gran Croce dell’Ordine del Sole, la più alta onorificenza peruviana, e nel 1994  la cittadinanza.

Alle linee Lady Nazca ha dedicato l’intera sua vita: la scopa di saggina è stata il suo strumento fondamentale ed è rimasta legata alla sua figura.

La  interpreta  con intensità e naturalezza Devrim Lingnau; accanto a lei Guillaume Gallienne e Olivia Ross.

Lady Nazca e Damien Dorsaz

Il regista Damien Dorsaz ha conosciuto Maria Reiche  nel 1996, durante il suo primo viaggio in Perù e nel 2006 le ha dedicato un documentario: «Per me è la donna che non consuma il mondo, ma lo nutre e ne fa parte».

Dopo 17 anni è riuscito raccontare la sua storia nel   film, realizzato in Perù in soli 28 giorni, con luce   naturale e organizzando le riprese sul ciclo solare: «A volte avevamo solo pochi minuti per finire una sequenza prima che tramontasse».

Il suo film è «una ricerca esistenziale. Una storia di formazione. Una persona che scopre cosa vuole fare della propria vita, e trova la sua profonda connessione con il mondo».

E così ci fa conoscere l’ennesima figura di donna messa in ombra dall’indifferenza del mondo accademico, in cui gli uomini dominavano e dominano.

“Lady Nazca – la signora delle linee” di Damien Dorsaz,  con Devrim Lingnau, Guillaume Gallienne, Olivia Ross, Germania-Francia, 2025 – distribuzione Officine Blu