Love me tender: storia di una donna libera
Love me tender pone costantemente al centro dell’obiettivo una donna che cerca di esprimere la propria autenticità e di realizzare se stessa, tentando di conciliare, pur con grande difficoltà, la sua ricerca di relazione amorosa e la sua identità di madre.
È un’opera intensa che racconta la complessa intersezione tra maternità e libertà di essere se stessa, senza accettare compromessi.
Clémence, madre separata di un bambino di otto anni, sembra avere un rapporto sereno e equilibrato con l’ex compagno con cui alterna le giornate con il figlio Paul. Ha lasciato il suo lavoro di avvocato per dedicarsi alla scrittura.
La vediamo praticare con passione il nuoto e intrecciare diversi rapporti con donne giovani. Ma quando lo rivela con sincerità all’ex compagno, costui reagisce con una netta chiusura, impegnandosi per ottenere l’affidamento esclusivo del figlio.

Ha così inizio una dura battaglia legale: il padre cerca di sottrarre il piccolo all’influenza di Clémence, che difende il proprio diritto di essere madre e vivere la sua vita di donna libera, nonostante l’imposizione di vedere il figlio solo sotto stretta supervisione.
Il rapporto tra la madre e il bambino risente dei vincoli esterni e dell’atteggiamento negativo del padre: si alternano momenti di condivisione e spontaneo scambio affettivo ad altri in cui Paul esprime il suo disagio rifiutando il rapporto con Clémence.
Tutto il film è sostenuto all’intepretazione e dalla presenza fisica di Vicky Krieps, che mostra grande sensibilità nel dare corpo e anima a una donna che reagisce a ingiustizie e pregiudizi, senza arrendersi, nella ricerca della propria identità e libertà, mostrando una volta di più il suo talento e la disponibilità a rappresentare personaggi complessi e tormentati attraverso un’intensa fisicità: la vediamo nuotare in piscina, sfrecciare in bicicletta, immersa nella natura insieme al suo bambino…

Centrale è il rapporto con il piccolo Paul, ma Clémence si mette in gioco anche nella relazione con altri personaggi: le figure maschili dell’ ex-compagno, solo all’inizio disponibile, e del padre; quelle femminili delle operatici sociali, delle compagne con cui ha rapporti sentimentali, fino all’incontro con la giornalista con cui potrebbe forse avviare una relazione stabile.
Anna Cazenave Cambet dirige il suo secondo film, dopo De l’or pour les chiens, e realizza un’efficace trasposizione dell’omonimo romanzo di Constante Debré.
Love me tender: un tema delicato
L’opera affronta un tema delicato, mettendo in scena le difficoltà che il sistema di affidamento dei bambini pone a una donna che esce dai canoni più tradizionali della figura materna: qui non è il padre a essere messo sotto esame, ma la madre, nonostante la sensibilità mostrata dalle operatrici che tuttavia devono tener conto delle regole imposte dal sistema, che discrimina la sua identità sessuale.
Anna Cazenave Cambet mostra attenzione alle sfumature del racconto e mette in scena la quotidianità della protagonista fatta di attività fisica, di impegno nella scrittura, di ricerca di relazioni affettive, di traslochi, di difficoltà economiche.
Nonostante difficoltà e incomprensioni, Clémence non si arrende e nel finale si avvia verso una nuova fase della sua vita, in una conclusione non scontata né conformista.
Love me tender di Anna Cazenave Cambet con Vicky Krieps – Francia, 2025 – in sala dal 23 aprile, distribuito da WANTED.
Love Me Tender è stato presentato a Un Certain Regard al Festival di Cannes 2025


