Etruschi e Veneti Acque, culti e santuari, alla fondazione Rovati
Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari racconta la centralità dell’acqua nell’Italia preromana come elemento privilegiato attraverso il quale l‘essere umano entra in contatto con la divinità. Da ottobre fino al 10 gennaio presso la Fondazione Luigi Rovati in Corso Venezia a Milano.
L’esposizione di Milano propone un confronto inedito sul rapporto tra acqua e sacro nello sviluppo di due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C. L’edizione milanese prosegue il percorso avviato con grande successo di pubblico al Palazzo Ducale di Venezia, arricchito da nuove testimonianze e da uno sguardo sulla Sardegna nuragica.
Mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali
Questi sono gli ambienti privilegiati in cui l’umano entra in contatto con il divino. Nelle terme si chiede la guarigione sotto l’egida di miti ancestrali; fiumi e attracchi costieri sono luoghi dove le collettività si incontrano, scambiano merci e intrecciano culture e religioni, emergono affinità e differenze tra i due popoli che abitano diverse regioni della penisola.
Tra Etruschi e Veneti molte sono le convergenze: l’uso di materiali come terracotta e bronzo; le pratiche votive, come le deposizioni in acqua e l’uso di oggetti miniaturizzati o defunzionalizzati.
Divergono per le dimensioni monumentali e i ricchi apparati decorativi fittili dei grandi santuari etruschi, che non si ritrovano presso i Veneti.
Un percorso fluido e coinvolgente
Nel Piano Ipogeo di palazzo Rovati i visitatori si immergono in un allestimento labirintico e sinuoso, altamente suggestivo. Li accoglie la statua in terracotta della divinità etrusca dell’Aurora proveniente da Chianciano Terme.
Di fronte è collocato il Disco di Montebelluna, dai Musei Civici di Treviso, su cui è inciso il profilo della “Signora della Natura”, la principale divinità dei Veneti, circondata da simboli della sfera celeste e del mondo degli Inferi, con in mano una chiave, emblema del suo potere sulla vita umana, animale e vegetale, nonché sull’oltretomba e sul ciclo della natura.

Il ruolo dell’acqua
Per Etruschi e Veneti l’acqua non è soltanto elemento sacro, ma anche risorsa preziosa per la salute, la cura e la vita delle comunità. Sono temi che attraversano la storia e che trovano una particolare corrispondenza nella visione della Fondazione Rovati, da sempre attenta alle relazioni tra arte, cultura e benessere.
La sezione Acque miracolose è dedicata alle proprietà curative delle acque e ai rituali praticati presso sorgenti e luoghi termali dell’Italia antica. Si passa dall’Etruria, con Vulci, Chianciano, Chiusi e Marzabotto, al Veneto, con Montegrotto e Làgole di Calalzo.
Pregevole è una grande ascia rituale in ferro con decorazione zoomorfa, conservata a Chianciano Terme; accanto una selezione di mestoli cadorini in bronzo, utilizzati per le libagioni e per attingere le acque curative.

I bronzi di San Casciano dei Bagni
Di grandissimo fascino la sezione che accoglie otto bronzi provenienti da San Casciano dei Bagni, testimonianza di pratiche mediche e rituali legate all’acqua, alla divinazione e alla salute del corpo.
Si ammira una pregevole testa maschile votiva in bronzo, con un’iscrizione che riporta il nome “Fonte Calda” (Flere Havens in etrusco), che ha aperto nuove prospettive sull’interpretazione del termine etrusco flere, da intendere come “nume”, ma anche “fonte”.

La sezione Sacri approdi
Este, Pyrgi e Altino sono tre importanti centri dell’Italia preromana dove si intrecciano culti religiosi, navigazione e scambi culturali tra popoli del bacino del Mediterraneo. Divinità con simili funzioni si ritrovano con nomi e fattezze e diverse, senza entrare in conflitto.
il porto-santuario fluviale di Este era legato al culto della dea Reitia, alla pratica della scrittura e alle attività femminili della filatura e della tessitura.
Una testa femminile votiva in terracotta, dalla raffinata acconciatura e con una collana, proviene da Pyrgi, dove i pozzi monumentali alimentati dalle acque termali erano colmati con offerte e materiali provenienti dal santuario. Ad Altino sono stati ritrovati numerosi bronzetti a forma di zampa equina e uno straordinario cippo con la figura di un lupo e un’iscrizione: l’oggetto è l’offerta al dio di uno straniero (forse un etrusco) e il lupo, raffigurato con il muso rivolto a terra in un atteggiamento docile, è simbolo dell’accoglienza dello straniero nella comunità veneta.
Della Sardegna nuragica sono bronzetti e ceramiche votive provenienti da pozzi e fonti sacre, spesso inseriti in santuari dove si riuniscono comunità diverse, luoghi di aggregazione e di affermazione sociale.
Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari è stata realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il patrocinio del Ministero della cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, è a cura di Giovanna Gambacurta, Laura Maria Michetti, Giulio Paolucci, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli.
Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari
Da ottobre fino al 10 gennaio presso la Fondazione Luigi Rovati – Corso Venezia 52, Milano, tel. 02.38.27.30.01. Ogni sabato alle ore 11.00 e alle ore 17.00 sono previste visite guidate, anche per bambini, aperte al pubblico.


