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Gusto

Ristorante Isola Caprera a Lodi: il futuro è una brigata under 30

Tra l’abbraccio dell’Adda e un giardino segreto abitato da pavoni, il Ristorante Isola Caprera, la storica insegna della famiglia Meani, sperimenta il “Laboratorio Gastronomico” firmato dal giovane e talentuoso chef Andrea Ferrara.

A pochi passi dal centro storico di Lodi, adagiato tra il corso del fiume Adda e la memoria delle vecchie mura, sorge un luogo in cui il tempo sembra aver trovato un accordo perfetto tra passato e futuro. È il Ristorante Isola Caprera, un’insegna storica che dal 1938 rappresenta un punto di riferimento indiscusso per la gastronomia del territorio, ma che oggi sta vivendo una vera e propria rinascita generazionale.

Animata da viva curiosità per le innovazioni gastronomiche, ho accolto l’invito a varcare la soglia di questa istituzione locale, desiderosa di scoprire come una tradizione così radicata possa dialogare con l’energia del presente.

Ristorante Isola Caprera: la Location e il Territorio, un’oasi tra storia e natura

Il nome potrebbe trarre in inganno il passante distratto, facendo pensare a suggestioni sarde o marine. In realtà, l’Isola Caprera è profondamente lombarda. Il ristorante si trova a Lodi, in Via Isola Caprera 14, immerso in un meraviglioso giardino storico  che, durante la bella stagione, si trasforma in un rifugio fresco e rilassante.

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La struttura conserva il fascino dei grandi locali da ricevimento della tradizione — con ampi saloni luminosi ideali per cerimonie ed eventi — ma l’atmosfera che si respira è intima, riservata e curata nei minimi dettagli.

Una menzione speciale va proprio allo splendido parco esterno: a rendere l’atmosfera quasi fiabesca è la presenza di alcuni maestosi pavoni che passeggiano liberi tra le piante, una nota di elegante colore che cattura lo sguardo e arricchisce la suggestione del luogo.

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La vicinanza al fiume e la quiete della natura donano al ristorante quell’energia tipica dei contesti storici capaci di accogliere con calma, lontani dalla frenesia della vicina Milano.

La Storia e la Scommessa Coraggiosa

Gestito dalla medesima famiglia fin dalla sua fondazione, il ristorante è guidato oggi da Leonardo Meani, rappresentante della terza generazione. In un mercato della ristorazione caratterizzato da aperture e chiusure repentine, Meani ha scelto la strada della lungimiranza: investire sui giovani.

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La giovane Brigata

La vera novità del locale è proprio la sua cucina, affidata alla guida dello chef Andrea Ferrara (classe 2003) e a una brigata con un’età media di appena 23 anni. Una scommessa generazionale basata su fiducia e libertà creativa, che ha trasformato un pilastro della ristorazione classica in un laboratorio di contemporaneità culinaria.

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Chef Andrea Ferrara

La Cucina: l’equilibrio tra radici e contemporaneità

Se un tempo l’Isola Caprera era celebre per la cacciagione e la cucina tipica contadina, oggi la proposta si muove con eleganza lungo un doppio binario: il rispetto della materia prima locale e l’applicazione di tecniche moderne.

Il menu, che muta all’incirca ogni 45 giorni per seguire rigorosamente il ritmo delle stagioni, valorizza gli ingredienti del territorio, senza disdegnare freschissime incursioni di pesce e tocchi d’estro.

Il Laboratorio Gastronomico è una proposta che si affianca come stimolante alternativa al menu tradizionale ben consolidato, si sviluppa attraverso una sequenza di piatti che giocano su contrasti netti, cotture millimetriche e una profonda pulizia dei sapori.

La degustazione, avvenuta nell’elegante Saletta Confidenza, che ha ospitato negli anni innumerevoli personaggi illustri, ha visto sfilare:

MAIALINO, BARBECUE, ERBA CIPOLLINA E SALVIA

Pancia di maiale cotta a bassa temperatura per 36 ore, tagliata a cubetti e spennellata con la salsa barbecue realizzata dalla cucina del Ristorante Isola Caprera. Il maialino viene poi fritto per ottenere una superficie croccante che contrasta con la morbidezza della carne. Erba cipollina fresca e salvia fritta completano il piatto con note aromatiche e profumate.

GAMBERO ROSSO, CIPOLLE DORATE E LIMONE NERO

Una zuppa di cipolle ispirata alla tradizione, gratinata con Tipico Lodigiano, accoglie il gambero rosso di Mazara del Vallo servito crudo, in tutta la sua delicatezza. Il piatto si completa con una polvere di limone nero essiccato, che regala una nota agrumata, dolce e lievemente acidula. Il calore e la dolcezza delle cipolle incontrano così la freschezza marina del gambero, in un equilibrio tra tradizione e contemporaneità.

SFOGLIA DI GENOVESE DI BACCALÀ, LAMPONI E PINOLI

Una rilettura della genovese in cui il baccalà, cotto lentamente in egual proporzione con le cipolle, dà vita a un ragù morbido e ricco di sapore. La preparazione viene accompagnata da sfoglia fresca all’uovo, realizzata secondo la consuetudine del Ristorante Isola Caprera con 40 tuorli per chilo, cotta in acqua e adagiata sul ragù. La salsa di lamponi introduce una nota fresca e leggermente acidula, mentre i pinoli completano il piatto con la loro delicata componente tostata.

SPIEDINO DI DIAFRAMMA CON TERIAKY, PREZZEMOLO E LIMONE

Il diaframma, taglio di manzo dalla personalità intensa e dal gusto deciso, viene cotto alla griglia e accompagnato dalla salsa teriaky della casa, arricchita dal fondo di demi-glace di vitello. Il piatto viene completato da due salse, una al prezzemolo e una al limone, che aggiungono freschezza e vivacità, bilanciando la ricchezza della carne e la profondità della componente affumicata e caramellata.

TORTA DI ROSE, MIRTILLI E ZABAIONE

Una sfoglia al burro alternata a strati di burro ai lamponi. Durante la cottura, l’impasto si apre sprigionando un intenso profumo fruttato, che richiama la freschezza dei lamponi. Il dessert viene servito con mirtilli freschi e zabaione freddo, in un contrasto tra la fragranza del pan brioche, la nota aromatica del lampone e la cremosità avvolgente dello zabaione.

A completare l’esperienza, il pane, preparato e lievitato lentamente in cucina, simbolo della filosofia del locale: fare bene, con passione e dedizione.

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Un’impressione personale: lo sguardo rivolto al domani

L’evoluzione dell’Isola Caprera si profila come uno dei percorsi evolutivi più interessanti nel panorama della ristorazione lombarda recente. La scelta della proprietà di affidare un’eredità così densa di storia alle intuizioni di una brigata così giovane rappresenta un elemento di forte discontinuità, i cui esiti mostrano una felice convergenza tra audacia e rigore esecutivo.

La mano dello chef Ferrara rivela una maturità precoce nel dosare i contrasti: la sua impostazione non rinnega la solida base tradizionale del locale, ma ne alleggerisce le strutture, operando una pulizia dei sapori che evita, con misura, l’autocompiacimento tecnico. L’accoglienza in sala sostiene con cura l’esperienza, e la quiete del parco rimane un valore aggiunto innegabile.

Al termine dell’esperienza, ciò che rimane è la sensazione di un capitolo importante appena iniziato. Lascio l’Isola Caprera con l’intenzione dichiarata di ritornarvi in futuro: sarà un autentico piacere seguire l’evoluzione di questa giovane brigata e lasciarsi sorprendere da nuove degustazioni e futuri cambi di menu.

Ristorante Isola Caprera – via Isola Caprera 14, 26900 Lodi – sito web 

Giornalista di lungo corso ha lavorato all’interno di alcune case editrici quali la Mondadori, Rusconi Editore e f.lli Fabbri Editore. Successivamente, per diversi anni ha operato nel campo della musica come responsabile della promozione e del marketing per le più importanti major discografiche. Attualmente collabora anche con il mensile cartaceo Caravan e Camper e per altre testate online di viaggio, bellezza ed enogastronomia.