Andy Warhol e la sua Pop Art nel cuore della Valle d’Itria

Andy_ Warhol_ Pop_ Art

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 Andy Warhol e la sua Pop Art vanno in scena nel cuore della Valle d’Itria, dal 9 maggio al 24 novembre 2019.

Andy_ Warhol_ Pop_ Art

Una mostra itinerante che racconta l’alchimista degli anni ’60: artista e specchio dei variegati aspetti di un’epoca in fermento. Il ‘punto d’incontro’ di musicisti, cantanti, creativi, attori e testimone contemporaneo di personaggi celebri, icone politiche, e della rivoluzione sessuale.

Un nuovo ambizioso progetto di mostra – Warhol. L’alchimista degli anni Sessanta – diffusa sul territorio, lanciato da Puglia Mice Experience e Associazione Metamorfosi, in collaborazione con la Regione Puglia e i comuni di Martina Franca e Mesagne, dopo il successo ottenuto l’anno scorso con Picasso | L’altra metà del cielo.

La mostra è il risultato della sinergia tra realtà diverse, un progetto di collaborazione e cooperazione, dove la comunità locale fa rete con le amministrazioni, i servizi, le strutture.

Nel cuore della Valle d’Itria

Le suggestive location pugliesi coinvolte sono: Martina Franca e il suo Palazzo Ducale, bellissimo edificio del XVIII secolo, ricco di saloni affrescati dal noto artista pugliese Domenico Carella, Mesagne con il Castello Normanno Svevo all’interno del Sistema Urbano Museale di Mesagne (SUM), finalizzato alla fruizione e promozione del patrimonio della città messapica.Andy_ Warhol_ Pop_ Art

Turismo lento a servizio dell’arte

L’esperienza della mostra – che arriverà in Puglia dopo aver fatto tappa all’Orangerie della Villa Reale di Monza (sino al 28 aprile) sarà arricchita da diversi pacchetti esperienziali che ne permetteranno la fruizione in un contesto molto più ampio, valorizzando contemporaneamente tutte le bellezze e i musei delle città coinvolte.

Tutto ciò sarà possibile grazie a Puglia Walking Art, un collettivo di professionisti del mondo dell’ospitalità e della fruizione turistica del territorio, che, nei territori di Martina Franca e Mesagne hanno individuato percorsi sostenibili nell’ottica del turismo lento che saranno percorribili in diverse modalità con il supporto di tecnologie innovative, e che comprendono anche laboratori ed esperienze dedicate ai bambini.

Andy Warhol e la Pop Art in Puglia

La mostra si concentra sulla figura di Warhol e sul suo rapporto con il cambiamento dell’America di allora, sul contesto socio-culturale del tempo, facendo conoscere al visitatore l’universo creativo ed estetico di un artista che ha saputo essere interprete e testimone della propria contemporaneità. Molteplici gli aspetti toccati: dal consumismo alla riproduzione seriale, dalle icone politiche di un’epoca ai personaggi celebri che ne sono stati protagonisti, dal profondo legame con la musica alla rivoluzione sessuale.

Non mancheranno in mostra le serie più importanti e gli oggetti più rappresentativi, dalle serigrafie delle lattine Campbell, al detersivo Brillo, ai ritratti di Marilyn, Mao, Man Ray. La mostra verrà impreziosita da una sezione tutta pugliese, Puglia Pop, voluta da Puglia Walking Art per costruire un legame fra l’arte di richiamo internazionale e artisti pugliesi e non che nelle loro opere si sono ispirati alla Puglia. La sezione sarà suddivisa nelle tre città che ospitano il progetto espositivo.

Warhol. L’alchimista degli anni Sessanta

La rassegna presenta 140 opere del padre della Pop Art, in grado di ripercorrere il suo universo creativo, attraverso le icone più riconoscibili della sua arte, dalle serie dedicate a Jackie e John Kennedy a quelle consacrate al mito di Marilyn Monroe, dalla osservazione critica della società contemporanea, attraverso la riproduzione seriale di oggetti della quotidianità consumista, all’analisi degli altri aspetti come la musica o la rivoluzione sessuale.Andy_ Warhol_ Pop_ Art

Per la sua epoca, Andy Warhol ha rappresentato la figura di un moderno alchimista. Infatti l’artista trasforma la materia in forma che incontra il colore e la superficie per poi unirsi alla luce, alla bellezza suprema.

Certamente – afferma il curatore, Maurizio VanniWarhol era un artista che non si accontentava di ciò che veniva definita realtà. Nelle serie dell’artista americano, la realtà veniva trasformata, fatta rinascere e virare verso qualcosa in cui tutti potevano riconoscersi: l’oggetto quotidiano che alludeva a qualcosa di altro rispetto alla sua funzione consueta pur rimanendo integro e riconoscibile”.

Le sezioni del percorso espositivo

La sezione Il consumismo con gli oggetti del quotidiano e della serialità. Interprete tra i più lucidi del suo tempo, agli inizi della sua carriera, Andy Warhol vedeva nell’oggetto di consumo di massa, il simbolo dell’immaginario popolare di cui si nutriva la Pop Art. L’esigenza di una produzione seriale e la volontà di ripetere i soggetti con rapidità, portò Warhol a sperimentare la tecnica della serigrafia fotografica.

Suggestiva è la sezione che si occupa dei Miti oltre il tempo. Marilyn Monroe – utilizzando una foto tratta dal film “Niagara”Jacqueline Kennedy, durante il funerale di John Fitzgerald Kennedy.

Il presidente degli Stati Uniti è inoltre il protagonista di Flash, undici serigrafie che raffigurano la rappresentazione mediatica del suo assassinio. Amore per la musica. Warhol documenta la musica – rock, jazz, pop, lirica – di cui fu produttore, come nel caso dei Velvet Underground di Lou Reed e Nico, o creatore di copertine, come quelle di Diana Ross, The Rolling Stones, John Lennon, Aretha Franklin, Miguel Bosé, Loredana Bertè.

Il percorso prevede un’ulteriore tappa con l’esposizione dei gioielli di Armando Tanzini dal gusto pop e contaminazioni africane ideati e prodotti in collaborazione con Andy Warhol e si chiude con la proiezione dell’ultimo film girato da Andy Warhol del suo viaggio da New York a Cape Code nel 1982.

Scoprire la verità e non la realtà

Mentre negli anni Sessanta le figure ritratte mantenevano personalità e caratterizzazione fisiognomica ancora definita, nei lavori degli anni Settanta, Warhol utilizzava procedimenti più neutrali, anonimi e meccanizzati per arrivare ad avere una precisione inespressiva priva di intensità emotiva.

Il suo obiettivo era quello di scoprire la verità e non la realtà, quell’essenza del mondo e delle cose che può giungere all’uomo solamente attraverso i mezzi di comunicazione di massa.

In personaggi celebri, si trovano ritratti di Muhammad Alì, Mao Tse-Tung – anch’egli diventato un prodotto di consumo di massa – o la nuova serie di Marilyn, o le immagini di altre personalità quali Leo Castelli, David Hockney, Man Ray, realizzate agli inizi degli anni Settanta, caratterizzate da un deciso aumento di interventi diretti, di tratti e di colore, attraverso pennelli e dita sulla carta, o ancora di Liza Minnelli, Truman Capote, Carolina Herrera.

La rivoluzione sessuale

La mostra continua con la sezione che analizza la Rivoluzione sessuale di cui Warhol fu testimone e uno dei principali artefici della liberazione dei costumi, attraverso la famosa serie Ladies and Gentleman del 1975, nella quale i personaggi rappresentati, immortalati con pose e pettinature eccentriche e singolari, erano contaminati con campiture di colore improbabile e innaturale come l’arancio, il lilla, il verde acido, il rosso acceso, il blu manganese, il giallo ocra, oppure con delle semplici e nitide inquadrature frontali, o a tre quarti, dove era evidente il travestimento.

A queste si aggiungono le foto di Makos che ritraggono Warhol in abiti femminili e la proiezione del film Women in revolt del 1971, prodotto da Andy Warhol, girato nella New York del fermento della rivoluzione sessuale e doppiato nella versione italiana da Vladimir Luxuria.

Accompagna la mostra un volume (Silvana Editoriale) con testi del curatore, e testimonianze di Vladimir Luxuria, per gli aspetti legati alla rivoluzione sessuale e dei Nomadi, per quelli connessi alla musica e di Pietro Folena e Francesco Gallo Mazzeo.

9 MAGGIO – 24 NOVEMBRE 2019
ANDY WARHOL
L’alchimista degli anni ‘60
MARTINA FRANCA | MESAGNE
www.pugliawalkingart.com

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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