Due ruote e una vigna: quella dei Moser

Di / 14 Aprile 2020 Gusto Nessun commento
Due ruote e una vigna: quella dei Moser

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Due ruote e una vigna: quella dei Moser

La vigna dei Moser è storia di successi e di famiglia.

Di tradizione e di futuro. Di impresa e di sensibilità.

Ci trovi quel profumo di campagna ben curata e di cantina accogliente che ti lascia qualcosa dentro. Ti lega.

Due ruote e una vigna: quella dei MoserMa nello stesso tempo guarda avanti. Procede sicuro. Nell’aria c’è il profumo e la gioiosità del suo spumante – Trentodoc – il numero uno delle Cantine (l’etichetta ricorda il record dell’ora 51,151, stabilito 30 anni fa a Città del Messico proprio dal campione di casa Francesco Moser, orgoglio italiano!). Due ruote e una vigna: quella dei Moser

È un profumo che sa di successo e ha un sapore da degustare in un’area accogliente e speciale, a ridosso di un piccolo museo del ciclismo dedicato al campione. 

Due ruote e una vigna: quella dei Moser

La vigna dei Moser domina. Domina una collina alle spalle che regala ore di lavoro e di idee, quelle idee “da valutare con attenzione” in famiglia e poi esportare nel mondo. Per una nuova storia di successo, lento e metodico.

Fatto di pazienza e di umiltà. Quelli tipici della gente vera che si impegna in campagna. È la storia di signori che si fanno e non si trovano per caso. Signori – trentini – che si tramandano di generazione in generazione. Due ruote e una vigna: quella dei Moser

È una storia prettamente al maschile, con un brand segnato e pesante: la linea di Francesco Moser, sulla scia di una dinastia di campioni – fratelli “rubati alla campagna”, nipoti e figli – tutti a due ruote, tutti maschi fino al più recente, Ignazio, bellissimo, il terzogenito di Francesco, da poco anche lui sceso dal sellino per dedicarsi all’impresa vitivinicola di Famiglia dove Carlo, primogenito è già “Magister”, sommelier, esperto di Trentodoc, amministratore e riferimento per le Cantine…

Francesca MoserÈ una storia anche femminile. E lo capisci proprio da quel profumo nell’aria. Che è un punto di collegamento fra maschile e femminile che accomuna tutti questi Moserissimi.

Forse un dettaglio?

Di sicuro una riconosciuta sensibilità che ha il carattere e la personalità di due donne ben precise: Carla, moglie del campionissimo, e Francesca, la figlia, una “Donna del Vino” cresciuta dove le radici non ingannano. Semmai, guidano.

Se il solco è maschile, gli argini e i profumi di vite sono dunque tutti femminili. Squisitamente: con una nuvola di tatto e sensibilità che tutto avvolge. A Gardolo.

Con uno stile che muove leggero fra sole e ombra delle viti precise, pettinate, ben coltivate. Il fratello Carlo pare abbia preso tratti nobili da conte,  il giovane Ignazio potrebbe essere protagonista di un film spericolato alla James Bond, mentre Francesca, quella di mezzo, potrebbe essere uscita da un romanzo d’amore, per la passione che mette nelle cose che fa.

Ecco Francesca Moser: è lei la nostra protagonista che porta un cognome doc al femminile. Con l’aggravante di un padre “da supportare”, un padre meraviglioso da dividere fra trattore e bicicletta, fra vigne e Giro d’Italia, fra famiglia e fan, fra tv e media, tutti conquistati dal carisma Moserissimo

Francesca è la sua parte creativa: è lo spirito leggero del  Maso Villa Warth dove oggi sorgono le Cantine Moser.

Due ruote e una vigna: quella dei Moser

www.cantinemoser.com

Maria Brunelli

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