La Terra dei Venti e il profumo dell’olio italiano

Di / 29 Aprile 2016 Gusto Nessun commento
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La Terra dei Venti e il profumo dell’olio italiano. Nemmeno la più sofisticata contraffazione potrà mai indurre in errore un esperto conoscitore del ‘vero’ olio d’oliva italiano. Quella meraviglia che indora una semplice fetta di pane trasformandola in corroborante pasto o irresistibile spuntino si può conoscere (e riconoscere) solo avendo assaggiato almeno una volta nella vita l’autentico olio extravergine made in ItalyLa Terra dei Venti e il profumo dell'olio italianoBene preziosissimo donatoci dalla terra, celebrato dai grandi poeti e cantato fin dai tempi della mitologia greca, è figlio di un albero bellissimo e maestoso che popola le nostre più amabili campagne. Da sempre simbolo di pace, l’ulivo ed i suoi frutti sono purtroppo spesso oggetto di falsificazione, sofisticazione, importazione incontrollata. La Terra dei Venti e il profumo dell'olio italianoProposto come merce da banco a poco prezzo (e altrettanta scarsa qualità), ingrediente dalle molteplici proprietà benefiche, sta tornando ora a gran voce sulle nostre tavole grazie all’impegno e al credo di alcuni produttori orgogliosi e appassionati.
La Terra dei Venti e il profumo dell'olio italiano

Ma come (e dove) nasce l’olio?

Saperne di più, conoscerne le peculiarità e il laborioso processo messo in atto affinché diventi un prodotto d’eccellenza, aiuta a sceglierlo e a comprenderne il valore. Tra le molteplici realtà votate alla valorizzazione del biologico, in questi anni si sono posizionate sul mercato numerose e vivaci imprese giovanili. Una di queste si chiama ‘Terra dei Venti’ ed è un’azienda storica, recentemente riportata agli antichi splendori da due giovani imprenditrici che hanno rilevato l’attività iniziata dal trisavolo alla fine dell’800 in Contrada Ragana a Capo San Marco di Sciacca (AG). Aiutate dai genitori, le sorelle Silvia e Sara (giovani dai grandi sogni, laurea e ambiziosi percorsi professionali) hanno dato vita a questa azienda a conduzione familiare, decise a dare nuova linfa e identità alle terre di famiglia, impegnandosi in prima persona in un’area di ben 9 ettari, con 1700 piante in produzione. Cultivar dominante qui è la Cerasuola, alla quale seguono la Biancolilla e la Nocellara del Belice, tutte qualità tipiche del territorio.La Terra dei Venti e il profumo dell'olio italiano

Da subito orientate verso l’agricoltura bio, le artefici di questo progetto hanno da subito scelto di non sottoporre le piante ad alcun trattamento chimico, nemmeno quelli consentiti dalla legislazione vigente. Il terreno viene arricchito biologicamente utilizzando il favino, integratore naturale di composti azotati. Sono anche escluse completamente le arature profonde a favore di un’erpicatura superficiale, riducendo così l’impatto ambientale complessivo dei processi produttivi. La Terra dei Venti e il profumo dell'olio italianoGrazie alle favorevoli condizioni del suolo, inoltre, l’uliveto non viene irrigato evitando l’uso delle acque consortili. Le olive sono raccolte manualmente secondo la tecnica della ‘brucatura’, senza attrezzi che possono danneggiare le piante. Solo per quelle di maggiori dimensioni ci si avvale di agevolatori meccanici. Le olive cadono su reti e successivamente vengono trasferite in contenitori che ne evitano lo schiacciamento e il deterioramento.

Dopo la brucatura sono disposte in cassette aerate e portate al frantoio aziendale dove, entro poche ore dalla raccolta, avviene la molitura. Una volta pronto per il consumo, l’olio viene confezionato e parte raggiungendo le case di chi ama i gusti autentici, nel rispetto della natura e dei suoi frutti.La Terra dei Venti e il profumo dell'olio italiano

E, se non bastasse la bellezza mozzafiato di quei paesaggi accesi dal sole, il biancore delle antiche dimore, il profumo della terra e dei suoi frutti, alla Terra dei Venti’ una porzione di terreno è stata dedicata alla coltivazione di erbe aromatiche. 
La Terra dei Venti e il profumo dell'olio italianoQui, oltre a rosmarino, salvia e timo comune, crescono alcune specie neglette di piante siciliane come il ‘timo capitato’, ‘l’origano di Sicilia’ e ‘l’aglio delle vigne’, da consumarsi in cucina o assaporare in oli arricchiti dai loro forti sapori. www.terradeiventi.com

A queste coraggiose imprese del domani ci piace dedicare un omaggio di Federico Garcia Lorca…

Cielo azzurro
Campo giallo
Monte azzurro
Campo giallo
Per la pianura deserta sta camminando un olivo
Un solo Olivo

Testo di Maria Marinoni – www.scrittoitaliano.it

Maria Marinoni

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