Napoleone: per il bicentenario della morte un palinsesto ricco di eventi all’isola d’Elba

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Napoleone Bonaparte: gli operatori dell’Isola d’Elba sono al lavoro

per costruire un palinsesto ricco di eventi per celebrare il loro ospite più illustre nel maggio 2021. 

Ecco, tra leggende e ambiziosi progetti, 5 curiosità che pochi conoscono sull’imperatore sull’isola

Il 2021, a partire da maggio, vedrà ricorrere il bicentenario della morte di Napoleone e l’isola d’Elba si sta preparando a celebrarlo.

La Gestione Associata Turismo dell’isola toscana ha coinvolto, oltre a tutti i Comuni del territorio, la Federazione Europea delle Città Napoleoniche e Route Napoleon, per organizzare una serie di eventi e far conoscere i suoi tesori.

L’isola d’Elba è la maggiore dell’arcipelago toscano e molti di noi hanno già avuto modo di ammirarne le coste alte e rocciose, le spiagge riparate e la rigogliosa vegetazione mediterranea.

Ma l’isola offre anche altre attrattive e curiosità: un paesaggio che, a ovest, diventa montuoso con le rocce, simili al granito, del Monte Capanne (1019 m) e del Monte Giove (855 m), i caprili (strutture in pietra per la mungitura delle capre e la produzione di formaggi), i resti delle miniere di ferro attive fino al 1982 con il polo siderurgico di Portoferraio, i musei archeologici, mineralogici ed etnografico, le passeggiate di interesse naturalistico e storico.

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Scoglio della Paolina

Nel corso della Storia l’isola, già abitata in età preistorica, ha vissuto colonizzazioni, invasioni, incursioni di pirati, occupazioni e dominazioni straniere; alla fine del 1300 divenne patrimonio degli Appiani, signori di Piombino, cui rimase, fra alterne vicende, per circa tre secoli, poi subì la dominazione spagnola entrando a far parte, a metà 1700, del Regno delle Due Sicilie.

Nel 1802 l’annessione alla Francia e nel 1814-15 divenne regno di Napoleone in esilio, per poi passare al Granducato di Toscana e infine, nel 1860, al Regno d’Italia.

Alcune curiosità che pochi conoscono su Napoleone all’Isola d’Elba

Napoleone sbarcò a Portoferraio, il 4 maggio 1814,

e vi rimase fino al 27 febbraio 1815.

In tutta l’isola fece costruire ville e alloggiamenti per accoglierlo nel suo inquieto peregrinare.

Napoleone dormiva pochissimo (si dice che quattro ore per notte fossero più che sufficienti) ed era un grande appassionato di filosofia e scienza, di giardinaggio e d’ingegneria. 

L’imperatore risiedette nella Palazzina dei Mulini, sua residenza ufficiale (oggi museo napoleonico), all’interno del sistema difensivo delle fortezze dei Medici (Granducato di Toscana), tra il Forte Falcone e il Forte della Stella, dove si trovavano alcuni mulini a vento.

A Portoferraio fece trasformare in teatro, il Teatro dei Vigilanti, l’antica chiesa sconsacrata del Carmine, i cui palchi furono venduti alle famiglie più in vista della cittadina.

Per l’estate scelse come residenza Villa San Martino, nell’entroterra, destinata alla vita privata.

Sull’isola fu raggiunto dalla madre, che viaggiò sotto mentite spoglie. La mattina del 2 agosto 1814, con il falso nome di Madame De Pont, a quasi 65 anni e abbigliata con molta semplicità, Madame Mère saliva sul ponte del brick inglese Grasshoper ancorato a Livorno per raggiungere l’Elba, viaggiando verso il figlio e pronta a sostenerlo anche durante la sua caduta.

Napoleone e la passione per i vini

Ma chi sa che a Napoleone viene storicamente attribuita l’istituzione della prima DOC dell’isola?

La passione per i vini lo portò alla realizzazione di un’azienda vitivinicola e riserva di caccia intorno a San Martino dove furono impiantati diversi vitigni nei pressi della bella residenza, immaginando anche due etichette: il rosso Côte de Rio, ispirato al colore rosso delle montagne ricche di minerali, e il bianco Monte Giove che richiamava il granito dell’omonima cima, calcolando con precisione confermata dalla vendemmia del 1815 (che non riuscì a vedere) quanti barili avrebbe ottenuto.

Napoleone e i racconti popolari

Il soggiorno di Napoleone ha dato origine a numerosi racconti popolari tramandati nell’isola di generazione in generazione, tra cui la leggenda della giovane e bella Vantina di Capoliveri durante la sommossa popolare per protestare contro le tasse eccessive.

Volete saperne di più? Allora sedetevi in una delle piazze di Capoliveri

e fatevi raccontare la leggenda dagli anziani dell’isola,

loro sapranno sicuramente condirla con molti “gustosi” particolari…

Raffaella Airaghi

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