Pistacchi: nutrono mente e corpo

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Pistacchi: nutrono mente e corpo.

Lo spuntino è un peccato di gola e un attentato alla linea? Non sempre: anzi, se lo snack è sano, alternare ai pasti principali una ‘merenda’ aiuta ad attivare il metabolismo, regala buonumore e fa arrivare al pranzo e alla cena meno affamati. Uno snack di benessere – che rende, inoltre, più attenti, smart e in forma – è il pistacchio della California: un superfood quotidiano anche in ufficio.

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I pistacchi della California favoriscono la concentrazione e migliorerebbero anche le funzioni cognitive. Lo suggerisce uno studio della Loma Linda University e un’indagine condotta dall’istituto di ricerca Focus Vision negli USA. Gli studi sono stati lanciati dall’associazione non profit American Pistachio Growers, che rappresenta oltre 800 coltivatori di pistacchi in California, Arizona e New Mexico.

Fare un break con i pistacchi della California è un’esperienza sensoriale appagante che influisce positivamente anche sul tono dell’umore e fa bene all’anima. “Tra i frutti secchi, il pistacchio è uno dei più versatili e più appetibili. Ottimo come ricarica quando ci si sente a corto di forza e ideale per sostenere la concentrazione dopo una prolungata attività intellettuale” commenta Katia Vignoli, psicoterapeuta e giornalista.

L’indagine nazionale della Focus Vision è stata condotta su 1.000 americani con un lavoro sedentario che hanno saltato la prima colazione e che hanno consumato uno snack a base di pistacchi da 42 g (circa 1 porzione e ½) tra le 9 e le 11 di mattina. Circa il 92% dei partecipanti ha affermato che il consumo di pistacchi li ha aiutati a tenere alta la concentrazione e il 90% sostiene che i pistacchi sono uno spuntino più sano rispetto a quelli più comuni.

L’Institut Paul Bocuse di Lione ha condotto una ricerca su un campione di donne francesi in salute che ha provato a fare snack sia con una porzione di pistacchi che un famoso biscotto proteico. I due snack – 56 grammi (315 kcal) ciascuno di pistacchi tostati e leggermente salati o 56 grammi di cracker salati isocalorici/equiproteici – sono stati consumati per un periodo di 4 settimane. Nessun gruppo ha registrato un significativo cambio di peso, ma quello che ha consumato i pistacchi ha avuto la tendenza a ridurre il girovita dopo 4 settimane; oltre ad aumentare l’apporto di nutrienti come la tiamina, la vitamina B6, il rame ed il potassio. 

Ed ecco le buone regole alimentari da seguire anche in ufficio, secondo American Pistachio Growers e la nutrizionista Evelina Flachi:

1) SOS pranzo al bar – Ci vengono in aiuto le insalatone da preferire con un solo alimento: tonno oppure mozzarella o uovo sodo. Un panino integrale e niente salse. Nel pomeriggio spuntino con un frutto o una porzione di pistacchi!

2) Schiscietta anti-stress – Se in ufficio siamo in tensione ci vengono in aiuto i cibi ricchi di calcio, magnesio e di aminoacidi come il triptofano, precursore della serotonina, la sostanza del buonumore. A pranzo possiamo consumare un piatto di pasta integrale o una porzione di formaggio che fornisce anche calcio e magnesio, minerali con azione calmante e rigenerante del sistema nervoso. L’abbinamento ideale è con la verdura cotta o cruda ricca di acqua, minerali, vitamine e fibre.

3) Spuntino con pistacchi. E’ necessario distribuire le calorie giornaliere in 3 pasti principali, colazione-pranzo e cena, e 2 spuntini a metà mattina e meta pomeriggio, per evitare cali energetici sia fisici che mentali e un disordinato comportamento alimentare che ci porta spesso ad eccedere nelle calorie. Una porzione di pistacchi – 30 grammi per sole 160 calorie e ben 49 unità – appaga il gusto e placa il senso di fame da stress. Inoltre i pistacchi favoriscono la concentrazione, senza causare aumento di peso, sono una fonte di proteine, fibre, carboidrati, grassi sani, vitamine del gruppo B, fosforo e clorofilla, e minerali utili a controllare nervosismo e tensione mentale.

4) Ama le piccole cose. Nel piccolo sta il grande! Riduci le porzioni e non rinunciare ai cibi che ti piacciono. Anche un boccone può appagare, se è …un boccone di felicità!

La frutta secca rimanda alla simbologia del seme. Seme è cio’ che in sé contiene il tutto. Seme come essenza. Ogni piccolo seme è nido di un infinito di possibilità.

Nel caso della frutta secca, il seme è protetto dal guscio. Questo binomio, frutto nel guscio, ha connotazioni simboliche eloquenti. Basti pensare al cervello-seme, l’organo protetto e contenuto dal cranio-guscio… O a tutti i miti, leggende, fiabe che riportano al guscio-scrigno, contenitore del seme-tesoro. Anche la perla è imprigionata in un guscio. Il gesto di sgusciare, per poi mangiare, il seme, diventa, a una lettura analogica, un modo di scoprire (sgusciare) e far proprio (mangiare) un condensato di vita nuova.

Non solo, l’atto di sgusciare fa risuonare nel profondo la sensazione di accedere a un cibo prezioso, accessibile solo a te: nessuno l’ha toccato, è una tua prima scelta.

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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