TTIP: il problematico negoziato USA e UE

TTIP: il problematico negoziato USA e UE

Il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP) è un accordo commerciale  di libero scambio – proposto dal 2013 –  tra  l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America. L’obiettivo è quello di integrare i due mercati riducendo i dazi doganali e rimuovendo in una vasta gamma di settori le barriere non tariffarie, ossia le differenze in regolamenti tecnici, norme e procedure di omologazione, standard applicati ai prodotti, regole sanitarie e fitosanitarie. In un articolo pubblicato sul The Guardian il 15 luglio 2013, Dean Baker del United States’ Center for Economic and Policy Research osservò che con le barriere tradizionali al commercio tra USA e UE, l’accordo punterebbe a riscrivere le regolamentazioni nazionali riguardo fracking, OGM e altre leggi finanziarie, stringendo anche le leggi sul diritto d’autore.untitled

Molta stampa di questi giorni informa che l’accordo sarà difficilmente realizzato. Nei giorni scorsi la Francia ha dichiarato che dirà ‘no‘. Francois Hollande sposa le motivazioni di Greenpeace (Stati Uniti ed Europa sono ancora troppo lontani per raggiungere un’intesa che non livelli verso il basso le tutele e i diritti dei cittadini): “Non siamo per un libero scambio senza regole. Mai accetteremo la messa in discussione dei principi essenziali per la nostra agricoltura, la nostra cultura, per la reciprocità all’accesso dei mercati pubblici“. greenpeace-ttip-cartel-1b_biggerAnche l’Italia è sulla stessa linea e così la Commissione europea: le trattative proseguono a rilento, il Ttip, infatti, ancora non esiste.  Nel caso si giungesse ad un accordo, oltre al via libera del Consiglio dei ministri europeo occorerrà il voto favorevole del Parlamento (ma gli eurodeputati promettono battaglia). Una volta ratificato il trattato a livello europeo, poi, la parola finale spetterà ai 28 Parlamenti degli Stati membri: la bocciatura di uno solo dei legislatori metterebbe la parola fine al Trattato.ttip5

Ecco i vari pareri e considerazioni sull’argomento. I problemi fondamentali riguardano appalti pubblici e agricoltura. Senza una tutela delle denominazioni Igp e Doc, i prodotti europei che competono sulla qualità anziché sui prezzi ne uscirebbero danneggiati. L’accordo probabilmente sarebbe utile solo per le multinazionali, ma in contrasto con gli obiettivi dichiarati dal Ttip che punta a una crescita generale dell’economia. Una critica metodologica al negoziato è la supposta mancanza di trasparenza: i vari stadi di avanzamento dell’accordo non sono resi pubblici e sono difficilmente accessibili agli stessi europarlamentari che dovranno approvarlo.

Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'Economia

Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia

I proponenti sostengono che l’accordo sarà causa di crescita economica per i paesi partecipanti, mentre i critici sostengono che questo aumenterà il potere delle multinazionali e renderà più difficile ai governi il controllo dei mercati per massimizzare il benessere collettivo. Anche da parte americana esistono i contrari, ad esempio Hilary Clinton si è mostrata scettica sul fatto che l’accordo possa “creare posti di lavoro negli Usa, aumentare i salari e migliorare la sicurezza nazionale“. E Joseph Stiglitz, saggista statunitense premio Nobel per l’Economia, sostiene che l’accordo comporterà una riduzione delle garanzie e una mancanza di tutela dei diritti dei consumatori.

L’Ue subisce una forte pressione dell’opinione pubblica che non vuole questo accordo. Più di 3,2 milioni di firme raccolte in calce alla petizione che chiede l’interruzione dei negoziati, dalla campagna europea Stop TTIP e con una manifestazione che il 10 ottobre scorso ha visto scendere in piazza 250.000 persone a Berlino. All’Expo di Milano durante un convegno in occasione della prima “Assemblea mondiale delle Indicazioni Geografiche” il vice-ministro allo Sviluppo economico con delega al Commercio estero, Carlo Calenda, ha minacciato di non firmare il TTIP e di scatenare una competizione violentissima, se gli Usa dovessero mantenere una posizione di chiusura sull’Italian sounding, cioè sull’utilizzo di immagini e nomi evocativi del nostro paese ma riguardanti prodotti made in Usa.

A Roma, il prossimo 7 maggio si manifesterà per lo Stop al TTIP.

Tra le critiche più importanti quelle che riguardano il mondo del farmaco e dell’alimentare, essendo essi già da tempo oggetto di ampi e diffusi fenomeni di disease mongering (mercificazione della malattia) che potrebbero aumentare con la deregolamentazione che il TTIP produrrà. Secondo la stessa Commissione Europea tra i contenuti del trattato di partnership commerciale ci sarà l’introduzione di un arbitrato internazionale  che permetterà alle imprese di intentare cause per ‘perdita di profitto’ contro i governi dei paesi europei, qualora questi portassero avanti legislazioni che potenzialmente possano mettere in discussione le aspettative di profitto delle stesse imprese. Molte organizzazioni della società civile sia statunitense che europea hanno deciso di coordinarsi in network nazionali o internazionali con l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui possibili impatti del trattato transatlantico. Inoltre, diversi economisti ritengono il TTIP possa portare ad un calo dei salari nonché ad un aumento della disoccupazione e della disgregazione sociale in Europa; una lettura contraria a quella presentata dalla ttip-corn5_biggerCommissione europea, secondo la quale TTIP potrebbe portare ad un calo della disoccupazione e ad un aumento degli investimenti.

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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