Adolescenti e sessualità: i pericoli della rete sono in aumento

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Adolescenti e sessualità: i pericoli della rete

La dipendenza da internet tra i giovanissimi è un fenomeno

sempre più diffuso e in aumento,

anche grazie al forzato super utilizzo della rete durante il lockdown

L’internet addiction disorder si riconosce quando il trascorrere molto tempo online fa perdere la sensazione dei bisogni primari quali sonno e fame, quando si manifesta rabbia e ansia se non si può accedere alla rete. Se si chiedono mezzi (computer e cellulari) e accessori sempre più sofisticati.

E poi se si ricorre a bugie, ci isola dal sociale e vi è scarso rendimento scolastico.  In questo contesto esiste anche il pericolo per guanto riguarda le informazioni sulla sessualità.

I ragazzi e le ragazze, oggi, sono più precoci ma non per questo più maturi

Le due realtà convivono nel web, creando non pochi disagi e pericoli. Che fare? La soluzione è informare, anzi ‘contro-informare’ in modo corretto, perchè gli adolescenti già assorbono migliaia di notizie e immagini dalla rete (l’80% degli adolescenti scoprono informazioni sulla sessualità su internet da dizionari più o meno ortodossi, da vari siti – anche pornografici – blog e chat) .

E farlo a partire dall’infanzia: clinici ed educatori devono essere preparati a contestualizzare i comportamenti sessuali infantili ed individuare i fattori di rischio.

Adolescenti e sessualità

adolescenti-e-sessualita-i-pericoli-della-rete-sono-in-aumentoEcco alcuni dati che chiariscono la situazione, e l’emergenza che si è verificata negli ultimi anni, come sono stati riferiti durante i diversi congressi FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica). www.fissonline.it

L’uso delle nuove tecnologie,  e la navigazione sui social network, ha inciso potentemente sulle modalità comunicazionali e relazionali” spiega la dottoressa Marina Anzil “provocando una preoccupante disconnessione dal contatto con l’altro, dalle emozioni e dall’intimità della relazione.

Oggi 9 studenti su 10 navigano quotidianamente su internet e il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni naviga fino a 5 ore al giorno, il 40% più di 5 ore. 6 ragazzini su 10 sono soli quando utilizzano il web, un minore su tre dichiara di aver fatto amicizia con estranei e il 14% di aver organizzato appuntamenti al buio con persone conosciute in rete. Un giovane su 6 dichiara anche di essersi divertito a inviare o ricevere immagini hot (sexting)”.
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Inoltre, la ricerca realizzata da Ilaria Bonato del Dipartimento di Scienza dell’Educazione di Bologna, intervistando sul tema della pornografia 600 ragazzi di terza media inferiore e prima superiore, fa emergere che il 95% guarda porno on line e solo 3 ragazzi sul campione non lo guardano! Molti hanno detto di inviarsi foto intime con il cellulare.

E, purtroppo, il sesso on line è spesso violento, sempre misogino: si creano così aspettative iperrealistiche con un imprinting brutale e messaggi espliciti che arrivano prima dell’esperienza e di qualsiasi comunicazione da genitori ed educatori.
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L’aggressività verbale, già presente nel sexting, è massima nel cyberbullismo con l’intolleranza verso ogni tipo di diversità.

Secondo al ricerca ‘I ragazzi e il cyber bullismo’ realizzata da Ipsos per Save the Children, i social network sono la modalità d’attacco preferita dal cyber bullo (61%) che di solito colpisce la vittima attraverso la diffusione di immagini  denigratorie o tramite la creazione di gruppi ‘contro’. Fondamentale l’educazione sessuale corretta. Il dottor Piero Stettini illustra la guida per l’educazione sessuale dell’OMS. “

In Europa abbiamo assistito ad un lungo e travagliato percorso verso un’ educazione sessuale olistica, basata sul rispetto dei diritti umani.

Il percorso è stato segnato da iniziative internazionali di rilievo. Gli standard sono che questa educazione deve essere adeguata all’età e al livello di sviluppo e sensibile alla cultura, poggia saldamente sui principi di equità di genere e accettazione della diversità.

Andrebbe attuata in modo interattivo e deve instaurare una stretta collaborazione con i genitori e la comunità. In sintesi l’educazione sessuale è il miglior investimento che una società possa fare per promuovere la salute sessuale tra i suoi cittadini”.

Se desiderate avere chiarimenti su problemi di natura sessuale (maschile o femminile) potete scrivere alla dottoressa Bettelli Lelio a: cbchiachia7@gmail.com 

Chiara Bettelli Lelio

Assistente psicologa, direttore di psicodramma moreniano e counselor in sessuologia clinica di FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), è giornalista professionista nell’area del benessere psico-fisico. E’ esperta in consulenze su difficoltà individuali e di coppia riferite a disturbi psico-sessuali o a problemi relazionali.

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